




Un tempo tutte le case, e molte lo fanno ancora, avevano la cucina separata dal soggiorno. Poi è arrivata la svolta: cucina e living insieme, in un unico ambiente. È nato così l’open space, uno spazio aperto che racchiude più funzioni. Anche se oggi si parla di una controtendenza, con il desiderio di tornare a separare gli ambienti, l’open space resta una soluzione molto attuale e diffusa. Il motivo è semplice: regala una maggiore sensazione di ampiezza e luminosità, oltre a rendere la casa più dinamica e convivial. Quando si invitano gli amici, ad esempio, è bello cucinare insieme, chiacchierare e sorseggiare un aperitivo senza lasciare nessuno “parcheggiato” in salotto. In alcune case, però,nasce l’esigenza di segnare i confini tra cucina e soggiorno, senza rinunciare al dialogo tra gli spazi né sacrificare metri preziosi. Fortunatamente esistono diversi modi per delimitare le aree a livello visivo. Vediamone alcune idee per la zona pranzo di una cucina open space.
Ispirazione per dividere con leggerezza cucina e soggiorno - Leroy Merlin
Arredare un piccolo monolocale è una sfida che richiede un pizzico di creatività. L’angolo cottura, di solito, si concentra su una sola parete, dove tutto deve trovare posto con intelligenza. Un’idea semplice ma efficace èrealizzare una parete bassa in cartongesso o muratura su cui appoggiare un piano di legno: in questo modo la mini cucina si definisce e si separa visivamente dal soggiorno che spesso è anche zona notte. Il piano in legno diventa così superficie di lavoro ma anche piano snack per colazioni veloci o pranzi informali, se le dimensioni lo consentono. Le cucine componibili Eleki nascono proprio per rispondere alle esigenze dei piccoli spazi e dei budget contenuti: linee essenziali, soluzioni funzionali e colori attuali. Se hai bisogno di massimizzare lo spazio, puoi sfruttare la parete con pensili capienti; in alternativa, alleggerisci l’insieme con un quadro o una stampa o un orologio da parete, ottenendo un ambiente più arioso e visivamente più ampio. In questo articolo puoi scoprire nel dettaglio tutte le qualità e lo stile moderno della cucina della linea Eleki.
Basta un muro basso per isolare l’angolo cottura - Leroy Merlin
La penisola è senza dubbio una soluzione vincente: non solo separa e definisce le diverse aree della casa, ma aggiunge anche una funzione extra. Anzi, crea una vera e propria zona di confine, la penisola, appunto, che lavora su due fronti: è piano di lavoro per preparare i cibi e accoglie le attrezzature interne delle basi, allo stesso tempo, una pratica zona pranzo, con l’aggiunta di sgabelli da cucina, che può sostituire il tavolo quando lo spazio dell’open space è ridotto. Per rendere ancora più evidente questa divisione, colori e decorazioni sono fondamentali. Alcuni grès effetto carta da parati sono davvero scenografici e, oltre a delimitare l’area e a proteggere le pareti, aggiungono sprint all’intero ambiente. Se come me adori le cementine, vale la pena dare un’occhiata alla piastrella Palermo: le sue sfumature tra il celadon e il verde petrolio valorizzano in modo speciale le cucine in legno.
La penisola come elemento di separazione - Leroy Merlin
Non tutti amano gli sgabelli: per adattarsi all’altezza standard dei piani cucina (circa 90 cm) sono spesso piuttosto alti e non sempre comodi. Ok per la prima colazione ma una cena tra amici può alla lunga risultare faticosa. Se preferisci sederti su una sedia, esiste una soluzione intermedia. La penisola può trasformarsi in un piano quasi sospeso ad altezza 72/75cm, sostenuto da una sola gamba per mobili che ne garantisce la stabilità. Per un look pulito e contemporaneo, puoi montare una gamba rettangolare Steelmi su un’unica estremità del piano mentre l’altro lato sarà integrato nelle basi della cucina. Un’alternativa ancora più “indipendente” dalla cucina è sostituire la penisola con un vero e proprio tavolo da pranzo con sedie, posizionato nello stesso punto. Approfondisci il tema arredamento con l’articolo “Open space: progetto e consigli su come organizzare spazi e mobili”. E non dimenticare lo spazio sopra il tavolo: una sospensione con luce diretta, come il lampadario Melga, è ideale per illuminare il piano, ma puoi anche appendere un gruppo di piante in vaso, capaci di aggiungere freschezza e vivacità all’ambiente.
È proprio con l’illuminazione che puoi anche delimitare gli spazi. Nella zona giorno, ad esempio, serve una luce capace di creare atmosfere diverse a seconda del momento. Per questo è meglio non affidarsi a un solo punto luce, ma differenziare: una lampada da terra per una corretta luce da lettura, una lampada da tavolo per un’illuminazione più soffusa e accogliente. In cucina, invece, la luce deve essere soprattutto funzionale. Deve illuminare bene i piani di lavoro ed evitare fastidiose ombre. Sull’isola o sulla penisola puoi inserire una serie di sospensioni, anche modelli a 3 luci, come il lampadario Design Fabio con faretti orientabili a piacere. Sotto i pensili non possono mancare le luci LED sottopensile, una soluzione tecnica ma indispensabile. Attenzione però a mantenere la stessa temperatura di colore: mescolare luce calda e luce fredda nello stesso ambiente, rischia di creare contrasti fastidiosi e una sensazione di disarmonia visiva. E, per evitare che odori e vapori si diffondano anche nella zona giorno, è fondamentale prevedere una cappa aspirante potente e silenziosa: un accorgimento semplice per mantenere ben distinte le due aree, senza rinunciare all’open space.
Usa lampade nei posti giusti per definire le aree - Leroy Merlin
Anche il pavimento ha un ruolo fondamentale nella definizione degli spazi. Il calore del legno mette tutti d’accordo e il parquet resta un vero plusvalore. Va però detto che il legno, anche se protetto da vernici di ultima generazione, rimane un materiale delicato e con il tempo mostra segni di usura. Per qualcuno graffi e imperfezioni raccontano una storia e aggiungono fascino, per altri sono decisamente meno tollerabili. In prossimità della cucina, poi, macchie e segni rischiano di diventare ancora più evidenti. Un’alternativa interessante è differenziare le pavimentazioni, creando una sorta di “tappeto” nella zona cucina con un materiale più resistente, come il grès porcellanato. L’idea è accostare al parquet una piastrella effetto cemento che crei uno stacco visivo netto. Meglio evitare, invece, il tentativo di imitare il legno con una piastrella simile: il confronto diretto renderebbe la differenza ancora più evidente. Molto meglio puntare sul contrasto. Un grès effetto pietra o cemento valorizza e delimita la cucina, con il grande vantaggio di una manutenzione più semplice e pratica.
Definisci le zone con pavimenti diversi - Leroy Merlin
Una libreria a giorno o un sistema su montanti con cassettiere e ripiani è un’altra, ottima soluzione per separare gli spazi senza chiuderli del tutto. In alternativa, puoi pensare a una parete in legno realizzata con tavole verticali e orizzontali: un gioco di pieni e vuoti che delimita le aree, lascia filtrare la luce e si trasforma in pratici ripiani per libri, oggetti decorativi o piante verdi. Se la stessa essenza viene ripresa nel top in legno della cucina e nel tavolo del soggiorno, il risultato è un filo conduttore che armonizza l’intero ambiente e rende lo stile più coerente. Questa struttura non sarà solo funzionale, ma diventerà anche un vero punto focale, il protagonista discreto ma deciso del tuo open space.
Dividi lo spazio con una ibreria su misura tra cucina e soggiorno - Leroy Merlin
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