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MaraLocatelli
Sostenitore 🏋️‍♀️
30/08/22-09:32 (modificato il 20/12/23-09:34)

L’acquisto della prima casa è un passo importante per la vita di una persona, motivo per cui è utile fare attenzione a tutti i passaggi necessari. Spesso, l’unico modo per poter realizzare il sogno di una casa di proprietà è quello di accendere un mutuo.
Non tutti però possono farlo perché i requisiti mutuo prima casa sono numerosi e piuttosto precisi. Se questi non sussistono la pratica di mutuo non può andare avanti. Ecco perché è necessario avere ben chiari quali sono.
Riunire tutti i documenti per l’acquisto della casa è la prima cosa da fare quando si vuole fissare un appuntamento in banca per ottenere un mutuo. Ci sono documenti di tipo anagrafico che è semplice procurarsi, ed altri che sono utili per dimostrare di avere tutte le carte in regola per potere ottenere il credito desiderato. Ogni istituto di credito può richiedere incartamenti specifici diversi per ogni cliente, ma in linea di massima ce ne sono alcuni che servono sempre.
Di seguito vediamo quali sono gli elementi indispensabili da conoscere prima di richiedere un mutuo e avere successo con la tua richiesta:

  1. Requisiti per mutuo prima casa.
  2. Documenti necessari.

1. I requisiti per mutuo prima casa

Prima di richiedere un mutuo prima casa è necessario avere ben chiari i requisiti e le opzioni legate all'ottenimento. Le specifiche dipendono dall'istituto di credito al quale hai deciso di affidarti, ma ci sono alcuni requisiti che sono fondamentali. Vediamo di seguito quali sono.

Reddito Stabile e Credito

Uno dei principali requisiti per ottenere un mutuo è un reddito stabile seguito da una buona storia creditizia. Gli istituti finanziari valuteranno la tua capacità di ripagare il mutuo in base al tuo reddito attuale e al tuo punteggio di credito. Di solito, è richiesto un reddito stabile e continuativo. La dimostrazione di un impiego regolare e di un flusso di reddito costante è fondamentale.

Capacità di Pagamento Iniziale

La maggior parte delle banche richiede un pagamento iniziale per l'acquisto di una casa. Questo importo varia, ma è solitamente una certa percentuale del prezzo di acquisto. Risparmiare per questo anticipo è fondamentale e può influenzare il tipo di mutuo disponibile.

Documentazione Finanziaria

Preparati a fornire una documentazione finanziaria dettagliata durante la fase di richiesta del mutuo. Ciò potrebbe includere dichiarazioni dei redditi, estratti conto bancari e altre informazioni che dimostrino la tua situazione finanziaria.

Lavoro a tempo indeterminato

Un impiego a tempo indeterminato o una forma di occupazione stabile può migliorare le tue probabilità di ottenere un mutuo. La stabilità lavorativa è spesso un elemento prezioso.

Età del richiedente

L'età del richiedente può essere un fattore che le banche tengono di conto, ma non è sempre la regola.

2. Documenti necessari

Per richiedere e ottenere un mutuo si deve essere in possesso di determinati documenti che la banca deve analizzare con attenzione per capire come muoversi. Si tratta di tre tipologie di documenti.

Documenti anagrafici

Sono quelli relativi alla tua persona e alla tua posizione sociale. Eccoli nel dettaglio:

  • Carta d’identità in corso di validità.
  • Codice fiscale o tessera sanitaria.
  • Certificato contestuale (che dovrai richiedere in Comune).
  • Atto di matrimonio (se si è sposati).
  • Sentenza di divorzio o decreto di omologazione.
  • Permesso di soggiorno (se sei un cittadino extracomunitario).

Documenti reddituali

Si tratta di quelli relativi alla tua posizione lavorativa. Vediamoli di seguito:

  • Ultime 3 buste paga.
  • Modello 730, Unico o ultimo CU.
  • Contratto di lavoro o attestazione di anzianità di lavoro.
  • Ultimi 2 modelli unici se sei un lavoratore autonomo
  • Cedolino della pensione se sei un pensionato.

Documenti immobile

In questo caso si tratta di tutta la documentazione relativa all’immobile che si desidera acquistare.

Ecco i documenti necessari:

  • Compromesso (o contratto preliminare).
  • Planimetria catastale.
  • Concessione edilizia (se l’appartamento è nuovo).
  • Atto di provenienza dell’immobile.
  • Certificato di agibilità.

Le tipologie di mutuo

Non tutti i mutui sono uguali perché ognuno è strutturato per avvicinarsi a una categoria di richiedente, in modo che anche le agevolazioni siano pensate ad hoc.
Per sapere a cosa puoi andare incontro e, soprattutto, a quale mutuo puoi accedere, ti sarà utile questa nostra lista:

Mutuo prima casa. Si tratta della tipologia più richiesta. In questa categoria rientra anche il mutuo prima casa under 36 pensato per favorire l’autonomia abitativa dei giovani che prevede interessanti agevolazioni fiscali in materia di imposte indirette per l’acquisto della prima casa. Anche per chiedere un mutuo under 36 si devono avere dei requisiti quali avere fino a 35 anni compiuti con un Isee non superiore a 40mila euro.
Mutuo seconda casa. Solitamente serve per una casa per le vacanze o per un secondo immobile da utilizzare a piacimento.
Mutuo ristrutturazione.
Mutuo liquidità. Rappresenta un'interessante soluzione alternativa al prestito personale o al fido bancario perché ha dei tassi d’interesse più vantaggiosi.
Mutuo 100 per cento. Con questo mutuo l’importo massimo erogabile del finanziamento arrivi a coprire l’intero valore dell'immobile. I requisiti per richiedere un mutuo al 100 per cento sono semplici e prevedono una situazione lavorativa stabile, non risultare un cattivo pagatore nel sistema CRIF, definizione di rate non superiori al 30% del reddito disponibile, l’ipoteca dell’immobile alla banca.

Hai capito tutto? Allora segui questo consiglio: mentre controlli i requisiti per il mutuo prima casa e prepari i documenti necessari, contatta diverse banche per capire qual è la più adatta alle tue esigenze. Metti a confronto sia TAEG (il costo complessivo del mutuo) che TAN (indica il tasso d’interesse applicato) e non fermarti mai alla risposta che arriva prima. Il miglior modo per concludere affari convenienti è avere una maggiore possibilità di scelta. Una volta comprata casa, chiedi subito la residenza altrimenti dovrai pagare l’Imu anche se è la prima casa che acquisti.

MaraLocatelli
Sostenitore 🏋️‍♀️
29/08/22-17:06

Essere proprietari di casa è costoso, soprattutto quando si possiede più di un’abitazione o non si risiede nell’unica casa di proprietà. Sì, perché in tutti questi casi si finisce indistintamente per dovere pagare l’Imu seconda casa anche nel 2022. Infatti, non ci sono novità che esonerano dal versamento di questo tributo alle casse del Comune dove sorge l’immobile. L’unica possibilità per non pagare la tassa sull’immobile è avervi stabilito la residenza. In tutti gli altri casi, conviene sedersi e calcolatrice alla mano fare il calcolo Imu 2022 sulla seconda casa. Vediamo insieme tutto quello che c’è da sapere sull’Imu seconda casa, da quando si paga alle date di scadenza da rispettare.

Imu seconda casa: quando si paga

Ai fini del calcolo Imu 2022 la seconda casa è quell’immobile che non gode delle agevolazioni prima casa. Quindi la prima casa dove non hai la residenza diventa a tutti gli effetti un’immobile su cui bisogna pagare l’Imu seconda casa. La scadenza per versare l’acconto, ovvero la prima rata, è il 16 giugno 2022. Bisogna poi ricordarsi di pagare la seconda rata Imu entro il 16 dicembre 2022.
E chi ha sbagliato a fare il calcolo Imu 2022 seconda casa o la scadenza è passata? Nessun problema: è possibile pagare la rata anche in ritardo, ma bisogna mettere in conto la multa.
Secondo l’articolo 13, comma 1, del decreto legislativo n. 471 del 1997, il mancato o insufficiente versamento in acconto o saldo, entro la scadenza, è punito con una sanzione amministrativa del 30% dell’importo non versato.
C’è però una via d’uscita meno dispendiosa. Infatti, se si utilizza la formula del ravvedimento operoso, ovvero si salda prima che il mancato pagamento venga contestato, è possibile usufruire di una riduzione della sanzione con un importo variabile in base ai giorni di ritardo con cui viene effettuato il ravvedimento. Il mio consiglio, per non fare errori, quando non si è sicuri, è sempre meglio affidare il calcolo Imu 2022 seconda casa a un professionista. La spesa che si sostiene per avere l’assistenza in un Centro di Assistenza Fiscale è poca cosa, soprattutto rispetto alla comodità di pagare l’Imu seconda casa entro la scadenza e senza commettere errori.

Se hai sbagliato a fare il calcolo dell'Imu seconda casa, c'è una via di uscita

Come fare il calcolo Imu 2022 sulla seconda casa?

Soprattutto quando per risparmiare si preferisce effettuare autonomamente il calcolo dell'Imu seconda casa la scadenza va rispettata.
Tra le novità per effettuare il calcolo dell’Imu 2022 sulla seconda casa è la riduzione per i pensionati residenti all'estero che passa dal 50% al 37,5%. Mentre nel caso di coniugi che hanno la residenza in due immobili diversi, nello stesso Comune o in due Comuni diversi, solo uno dei due (a libera scelta) può avvalersi dell’esenzione, l’altro è obbligato al versamento dell’Imu seconda casa entro la scadenza.
Se comunque vuoi provare a fare da solo il calcolo dell’Imu seconda casa, anche per il 2022 le regole generali sono sempre le stesse.
Per il calcolo della prima rata dai riferimento alle aliquote stabilite dal Comune lo scorso anno. Quando invece verserai il saldo per avere l’importo corretto dovrai controllare se c’è stata una variazione delle nuove aliquote da parte del Comune dove si trova l’abitazione. In pratica, per calcolare l’Imu 2022 devi applicare questa formula per determinare la base imponibile:

Rendita Catastale + 5 per cento x coefficiente catastale.

Trovi la rendita catastale all’interno del Rogito/Atto di compravendita, e aggiungi una rivalutazione del 5 per cento, quindi moltiplichi il tutto per il coefficiente catastale che trovi nelle apposite tabelle. Il coefficiente per le abitazioni normali (categoria da A/1 a A/11, escluso A/10) è 160. Quella che ottieni è la base imponibile alla quale devi applicare l’aliquota Imu stabilita dal Comune.


Imu seconda casa: ecco quando si paga ogni rata

Controlla le agevolazioni che dimezzano l’Imu seconda casa

Se devi pagare l’Imu seconda casa nel 2022 di un fabbricato di interesse storico o artistico, ricordati di ridurre la base imponibile del 50 per cento.
Lo stesso vale se devi fare il calcolo Imu 2022 su una seconda casa in un fabbricato dichiarato inagibile, inabitabile e di fatto non utilizzato: limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono queste condizioni devi dimezzare la base imponibile. In quest’ultimo caso, la legge impone che inagibilità e inabitabilità siano accertate da parte di un tecnico abilitato con perizia a carico del proprietario e che la documentazione sia allegata alla dichiarazione da presentare in Comune.
Escluse le abitazioni di lusso, ovvero quelle inserite nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, si riduce la base imponibile dell’Imu al 50 per cento anche sulla casa concessa in comodato a parenti linea retta di primo grado che la utilizzano come abitazione principale. La riduzione è valida a patto che il contratto sia registrato, che il proprietario risieda nello stesso Comune e che, oltre all'immobile concesso in comodato, ne possieda al massimo un altro (non categoria lusso) dove risiede come abitazione principale (LEGGE 27 dicembre 2019, n. 160).

Come effettuare il calcolo imu 2022 seconda casa senza errori

Hai già letto la nostra guida a pagamenti, riduzioni e novità sull’Imu prima casa? Dopo avere letto anche quella, dovresti sapere proprio tutto sull’Imu seconda casa: quando si paga, come fare il calcolo, cosa pagare quando la scadenza è ormai passata. Se hai ancora qualche dubbio a proposito, non esitare a scriverci. Proveremo ad aiutarti con piacere.

MaraLocatelli
Sostenitore 🏋️‍♀️
29/08/22-16:42 (modificato)

Di solito si dice che l’Imu sulla prima casa non si paga. Ed è proprio quella definizione di prima casa che crea sempre un po’ di confusione. Perché la verità è che se non ci abiti stabilmente devi comunque pagare l’Imu sulla prima casa da non residente. Per chiarire le idee, vediamo di capire innanzitutto che cos’è questa tassa e quali sono le novità Imu prima casa 2022.
L’Imu è un’imposta sul possesso di beni immobiliari che si versa al Comune dove si trovano le proprietà immobiliari. Questo tributo è stato istituito nel 2011 dal governo Monti e nel corso degli anni ha subito parecchie modifiche. Fino al 2013, per esempio, anche sulla casa principale l’Imu era un tributo che si doveva pagare. Oggi, invece, l’Imu prima casa da residente non si paga, salvo alcuni casi particolari. Vediamo nel dettaglio quello che c’è da sapere.

Imu prima casa non residente: fai il calcolo

Se sei proprietario di un solo immobile ti si prospettano tre possibilità:

  • come residente non devi pagare l’imu prima casa accatastata nelle categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7,
  • come residente in un’abitazione accatastata nelle categorie “di lusso” A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici) devi pagare l’imposta. In questi casi, l’aliquota fissata dallo Stato è 0,4% (che i Comuni possono modificare fino a 0,2 punti percentuali) e con una detrazione di 200 euro potresti comunque dover versare poco o niente;
  • devi comunque versare l’Imu prima casa se non sei residente.
    Questa è la regola. Se, quindi, non hai ancora stabilito la residenza nella tua nuova proprietà, sappi che per effettuare il calcolo dell’Imu prima casa esistono on line delle tabelle apposite che, una volta inseriti dati reperibili nel rogito/atto di compravendita, forniscono la cifra esatta da versare.
    L’imposta è proporzionale alla quota e ai periodi di possesso dell’immobile. In caso di acquisto o di cessione dell’immobile, il numero esatto dei mesi di possesso è necessario per calcolare la quota imu prima casa da versare.
    Il pagamento si può effettuare in due rate oppure in una rata unica attraverso la propria banca, compilando il modello f24.
    Soprattutto se è la prima volta che paghi l’Imu prima casa conviene affidare il calcolo a un professionista o a un Centro di assistenza fiscale (Caf), per non incappare in costosi errori.

    Come fare il calcolo Imu ed effettuare il pagamento

Imu prima casa: che fare se sbagli

Il 16 giugno 2022 è scaduto il termine per il versamento della prima rata di acconto dell'Imu 2022. Che cosa succede se paghi in ritardo o hai commesso errori?
Se non hai versato l’Imu prima casa 2022 o il calcolo era errato e te ne sei accorto, puoi comunque rimediare: è possibile infatti sanare l'errore o ravvedersi dell'omesso versamento con sconti sulla sanzione che variano in base a quanto si tarda a effettuare il pagamento.
Tra le poche novità, una buona notizia è la riduzione dell’Imu prima casa per i pensionati residenti all’estero, con pensione maturata in regime di convenzione internazionale: per il 2022 è ridotta al 37,5% rispetto al 50% del 2021.

Riduzione dell'Imu sulla prima casa, errori e ritardi nei pagamenti: come fare

Esenzione Imu prima casa da quando

L’esenzione Imu prima casa si ottiene da quando viene presentata la comunicazione della residenza in Comune. Questo significa che, una volta comprata casa, appena ci si trasferisce nella nuova abitazione bisogna comunicare all’ufficio anagrafe del proprio Comune la nuova residenza. Da quel momento la Polizia Municipale ha 45 giorni di tempo per effettuare i controlli ed eventualmente contestare la veridicità della dichiarazione. Se tutto fila liscio, perché i vigili verificano che siete effettivamente residenti o perché non viene effettuato alcun controllo, la residenza è ufficiale a tutti gli effetti a partire dalla data in cui si è data la comunicazione in Comune. Quindi l’esenzione su Imu prima casa parte da quando si comunica agli uffici Comunali di avere preso residenza nella nuova abitazione. Per il periodo precedente, mesi o anno, in cui avete posseduto la prima casa senza però avere informato l’ufficio anagrafe di avere stabilito la residenza, bisogna pagare il corrispettivo Imu.

Imu prima casa coniugi con residenza diversa: bisogna scegliere

Tra le novità 2022, segnalo la modifica alle agevolazioni Imu prima casa di coniugi con residenza diversa. In base al decreto Fisco-Lavoro, quando i componenti dello stesso nucleo familiare hanno la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi, si può utilizzare l’agevolazione su un immobile solo, a scelta dei coniugi. Questo vale sia nel caso di immobili che si trovano nello stesso Comune, sia di immobili situati in Comuni differenti. Per l'Imu 2022 la scelta va fatta dal proprietario di casa che intende beneficiare dell’esenzione entro giugno 2023. Per ottenerla è necessario compilare la dichiarazione apposita, barrare il campo 15 relativo all’esenzione, e aggiungere nella annotazioni questa motivazione: “Abitazione principale scelta dal nucleo familiare ex art. 1, comma 741, lett. b), della legge n. 160 del 2019.”

Cambiano le agevolazioni su Imu per i coniugi con residenza diversa

Come vedi la normativa per il versamento Imu prima casa nel 2022 è rimasta la stessa. Ma se è la prima volta che hai a che fare con questo tributo è bene informarsi accuratamente. Se vuoi altre indicazioni utili, consulta anche l’articolo con le spiegazioni dettagliate su IMU seconda casa 2022.

Claudia M
Redattrice
29/08/22-13:26 (modificato il 15/04/24-12:43)

Sei alla ricerca di piante da esterno resistenti al sole e al freddo che possano mantenersi belle e in salute per buona parte dell’anno, senza richiedere particolari interventi di manutenzione? Se non vuoi rinunciare a dare un tocco di vivacità ai tuoi spazi all’aperto ma gli impegni quotidiani non ti permettono di dedicarti alla cura del verde come vorresti, scegli piante da esterno che non temono né le alte né le basse temperature. Ecco 20 piante da esterno resistenti al sole e al freddo che, grazie alle loro fioriture sia invernali che estive, sono perfette per rendere il tuo spazio all’aperto bello e rigoglioso in ogni stagione dell’anno:

  1. Abelia
  2. Achillea
  3. Aspidistra
  4. Aster
  5. Anemone
  6. Carex
  7. Echinacea
  8. Helleborus
  9. Lavanda
  10. Nandina
  11. Oleandro
  12. Perovskia
  13. Photinia
  14. Pittosporum tenuifolium
  15. Rosa
  16. Sedum
  17. Timo
  18. Trachelospermum jasminoides
  19. Viburnum tinus
  20. Weigelia
    Le rose sono molto resistenti

1. Abelia

L’Abelia resiste alle temperature rigide e sopporta bene anche il caldo e la siccità. Ha un fogliame arrotondato di tonalità calde e variegate. Durante il periodo estivo ti regalerà una fioritura estremamente profumata! È perfetta per abbellire giardini e terrazzi: puoi coltivarla, infatti, sia in piena terra che in grossi vasi. Durante la stagione invernale ti consiglio di eseguire una pacciamatura del terreno, così da proteggere l’apparato radicale della pianta dal gelo. Consulta la guida “Come scegliere teli per la pacciamatura e la protezione delle piante”.

2. Achillea

Perfetta da sistemare nelle bordure e da utilizzare per dare un tocco di colore al tuo giardino roccioso, l’Achillea è una pianta millefoglie. La leggenda narra che il nome della specie si deve ad Achille che curò le ferite dei suoi compagni proprio con questa pianta. Durante l’inverno perde le foglie, ma quando le giornate si fanno più calde, regala splendidi fiori di colore bianco o rosa! Sopporta bene sia la siccità che il freddo. Puoi metterla a dimora sia in piena terra che in vaso. In vaso, utilizza un terriccio specifico per piante fiorite ed un concime liquido e bagna la pianta con regolarità. Achillea

3. Aspidistra

L’Aspidistra è una delle piante da esterno resistenti al sole e al freddo più apprezzate perché facile da coltivare e adatta a chi non ha il pollice verde. Resiste alle temperature rigide (fino a -10°C) e alle alte temperature (fino a 40°C). Perfetta da utilizzare per abbellire giardini e balconi, anche poco luminosi, con bellissime foglie lunghe di colore verde. Non esagerare con l’irrigazione: innaffia l’Aspidistra non più di due volte a settimana.

4. Aster

Perfetta da piantare in giardino, l’Aster non teme né il caldo né il freddo (anche fino ai -20°C). È una pianta da esterno resistente al sole e al freddo che non richiede particolari attenzioni e che cresce molto velocemente, adattandosi a qualsiasi tipo di terreno. La particolarità di questa erbacea risiede nel fatto che fiorisce proprio quando tutte le altre piante, generalmente, vanno in riposo vegetativo. Il mio consiglio è acquistarne più di una, così da creare una splendida collezione che, di anno in anno, diventerà sempre più bella, grazie alle diverse dimensioni e tonalità dei fiori (giallo, lilla, rosa).

5. Anemone

Anche conosciuta come “fiore del vento”, l’Anemone resiste bene alle temperature rigide e può essere coltivata sia in giardino che in vaso. È un’erbacea a crescita rapida che richiede pieno sole. Produce fioriture abbondanti, colorate ed eleganti. Durante tutto l’anno, inoltre, potrai ammirare il suo bellissimo cuscino di foglie frastagliate. Irriga la pianta con frequenza, ma senza esagerare. Accertati che non si creino ristagni d’acqua! In vaso, crea sul fondo uno strato di argilla espansa e copri con terriccio per piante fiorite. Aggiungi un po’ di concime per avere fioriture abbondanti. Anemoni - foto Pixabay

6. Carex

Se desideri dare un tocco di colore al tuo spazio all’aperto, la Carex è la pianta da esterno resistente al sole e al freddo che fa per te. Ha un grande potere ornamentale e rappresenta la soluzione ideale per creare un giardino a bassa manutenzione. Puoi scegliere tra una vasta gamma di varietà: alcune sono di colore verde, altre variegate nei toni del giallo e dell’argento, altre ancora caratterizzate da sfumature che vanno dal bronzo al rame. Oltre ad essere resistente al caldo e al freddo, la Carex non teme i parassiti.

7. Echinacea

L’Echinacea è una delle piante da giardino perenni più diffuse e apprezzate per il suo potere ornamentale, oltre che per le sue proprietà cicatrizzanti e antinfettive. Può essere coltivata sia in vaso che in terra. Regala magnifici fiori profumati di colore rosa, giallo, bianco, rosso o porpora. Tollera bene sia le alte temperature, tipiche della stagione estiva, che gli inverni rigidi. Fai in modo che il terreno sia ricco di concime e ben drenato. Echinacea - foto Pixabay

8. Helleborus

Tra le piante da giardino perenni tra cui puoi scegliere c’è l’Helleborus, soprannominato “Rosa di Natale”. Puoi coltivarla sia in vaso che in giardino e godere di splendide fioriture che cominciamo a dicembre e terminano ad aprile. I fiori sono penduli, di grandi dimensioni e colorati (bianchi, viola, verdi, rosa e gialli). Nonostante resista bene al freddo e al caldo, sistemala in una zona riparata dal vento e ben soleggiata!

9.Lavanda

Resistente sia al caldo che al freddo, la Lavanda è una pianta arbustiva di origine mediterranea. Cresce bene in zone ventilate e soleggiate. Regala fiori profumati di colore viola, in primavera e in estate. Sistemala al sole e fornisci alla pianta poca acqua. Evita i ristagni idrici e prediligi terricci argillosi. Durante la stagione primaverile, quando ha inizio la stagione vegetativa, puoi intervenire con una concimazione bilanciata. Lavanda - foto Leroy Merlin

10.Nandina

In vaso o in piena terra, Nandina domestica dà sempre soddisfazioni senza richiedere molte attenzioni. E’ un arbusto sempreverde molto decorativo, sia per il fogliame che assume tonalità rossastre, sia per i voluminosi grappoli di fiori bianchi stellati che danno origine a tonde bacche rosse che permangono sulla pianta per tutto l’inverno. Sopporta sia il caldo che le basse temperature, oltre i -10°C.
Nandina - foto Pixabay

11. Oleandro

L’Oleandro è un arbusto sempreverde che resiste al caldo fino a 40°C e al freddo sotto lo zero. Richiede una posizione soleggiata per la fioritura e almeno due innaffiature a settimana. Le sue foglie sono strette e coriacee e i suoi fiori (bianchi, crema, gialli, salmone, rosa, carminio, porpora) germogliano dalla primavera all’estate. Durante i mesi invernali, pota la pianta, utilizzando forbici e cesoie adatte. Dai un’occhiata al tutorial “Potare gli arbusti” per non sbagliare. Nonostante sia una delle piante da esterno resistenti al sole e al freddo, tollera le temperature sotto lo zero solo per brevi periodi.

12.Perovskia

Piccolo arbusto deciduo molto decorativo, Perovskia atriplicifolia, anche detta “salvia siberiana”, viene molto apprezzata per il tocco di colore: viola dei suoi fiori e argenteo delle sue foglioline. Fiorisce in tarda estate, ricoprendosi di pannocchie terminali composte da piccoli fiori tubulari blu-violacei. E’ una specie molto frugale e semplice, estremamente resistente alle temperature sia basse (-15°C) che alte (+35°C), ma anche alla siccità, da coltivare in pieno sole anche su terreni poveri. Viene infatti molto utilizzata per abbellire le aiuole cittadine anche a bordo strada, nelle rotatorie e nelle bordure miste. Perovskia - foto Pixabay

13.Photinia

Una delle specie maggiormente utilizzate per la creazione di siepi formali, ma anche di cespugli decorativi: Photinia x fraseri è una specie molto forte e resistente, che raramente si ammala ed è in grado di resistere sia al freddo gelido, sia al caldo. Oltre ad essere molto facile da coltivare, poco impegnativa e molto rustica, è bella in tutte le stagioni, essendo una specie sempreverde. La varietà ‘Red Robin’ in primavera assume una brillante tonalità rossa con il nuovo fogliame. Molto belli anche i fiorellini bianco-crema, riuniti in pannocchie primaverili. Photinia x fraseri - foto Pixabay

14.Pittosporum tenuifolium

Un arbusto sempreverde che forma un cespuglio folto e ricco di foglie semicoriacee a margine ondulato, di colore verde chiaro e lucide; in ‘Silver Queen’ i bordi sono color crema. Mazzetti di fiorellini bruni profumano questa pianta a fine primavera. Resistente alle basse temperature e al caldo, questa specie è anche elegante e decorativa, e una crescita veloce!

15. Rosa

Adatta da piantare in qualsiasi tipo di terreno, purchè lavorato e fertile, la rosa è la pianta ornamentale per eccellenza. Non teme il freddo e sopporta bene anche le alte temperature. Non tollera il vento ed è consigliabile piantarla in una zona a contatto diretto con i raggi del sole e riparata da correnti gelide.

16. Sedum

Il Sedum è una pianta da esterno resistente al sole e al freddo adatta a chi non ha molto tempo a disposizione da dedicare alla cura del verde. Puoi scegliere tra diverse specie: quelle striscianti sono perfette per decorare giardini rocciosi o abbellire tetti verdi, quelle alte, invece, per godere di splendide fioriture autunnali. Il Sedum non teme le temperature rigide, a patto che venga piantato in un terreno ben drenato. In estate, resiste anche in condizioni di siccità prolungata. Sedum - foto Pixabay

17. Timo

Amante del sole e resistente al caldo, alla siccità e alle basse temperature, il Timo può essere coltivato sia in giardino che in vaso, su terreni ben drenati e asciutti. Arbusto nano, il Timo è molto aromatico ed è caratterizzato da bellissime foglioline di colore verde e marginate di bianco. Tra le foglioline spuntano fiori minuscoli riuniti in spighe, che vanno dal bianco al rosa, fino al lilla. Potrai godere di questa meravigliosa fioritura tra la tarda primavera e la stagione estiva. Il Timo è perfetto da utilizzare in cucina per insaporire le pietanze!

18. Trachelospermum jasminoides

Conosciuto per l’abbondante fioritura profumata e ideale per decorare graticci ed archi, il falso gelsomino (Trachelospermum jasminoides) è uno dei rampicanti più popolari in Italia. Puoi coltivarlo sia in giardino che in balcone o in terrazzo, a patto che venga utilizzato un vaso sufficientemente capiente per non ostacolarne la crescita. Sistemalo in pieno sole o in una zona leggermente ombreggiata e attendi la fioritura che va da aprile a luglio. Resiste bene al freddo e anche a brevi periodi di siccità: non dimenticarti di annaffiarlo.

19. Viburnum tinus

Il viburno è senza dubbio una delle piante ornamentali più rustiche e resistenti (fino a -15°C in inverno e +35°C in estate) che si possano mettere a dimora in giardino; una di quelle che, anche se trascurate, possono offrire molte soddisfazioni. E’ un arbusto sempreverde dalla chioma compatta che può essere fatto crescere a cespuglio, più o meno ordinato, o anche a siepe. In inverno matura le bacche, piccole e scure, molto apprezzate dagli uccellini, soprattutto nel periodo più freddo. I fiorellini, bianchi, sono riuniti in folte infiorescenze terminali. Viburnum tinus - foto Pixabay

20. Weigelia

La Weigelia è una pianta da esterno resistente al sole e al freddo; è un arbusto che si sviluppa fino a raggiungere i 5 metri di altezza. Rappresenta la soluzione ideale per creare bordure, aiuole e siepi. I fiori sono estremamente profumati, piccoli e corredati da splendidi petali bianchi all’interno e rosa all’esterno. È una pianta facile da coltivare che predilige le zone soleggiate! Tollera le temperature rigide, tipiche della stagione invernale, il caldo intenso e il vento.
Weigelia - foto Pixabay

Scegli la pianta fiorita più adatta al tuo giardino!

Le piante da esterno resistenti al sole e al freddo tra cui puoi scegliere per trasformare il tuo giardino, il tuo balcone o il tuo terrazzo in un angolo sempreverde sono numerose. Quelle che ti ho proposto sono solo alcune delle alternative possibili. Se ne conosci delle altre, lascia un commento per ispirare gli altri utenti della Community. Hai qualche domanda da fare o hai bisogno di un consiglio? Sono qui per aiutarti.

Samuele.M
Esploratore 🔍
29/08/22-13:22 (modificato il 15/05/23-09:22)

Hai appena finito di fare il bucato, hai aperto la lavatrice e hai avvertito un odore sgradevole? Questo accade perché il detersivo in eccesso, le muffe, i batteri e il calcare si depositano all’interno della lavatrice e, complice l’umidità, iniziano ad emanare cattivi odori, che spesso si trasmettono anche ai vestiti. Per risolvere il problema è importante intervenire tempestivamente e pulire da cima a fondo l’elettrodomestico! Scopriamo come pulire la lavatrice che puzza in modo efficace per eliminare i cattivi odori e assicurarsi una biancheria appena lavata sempre profumata.

Pulizia periodica della lavatrice: perché è importante

La pulizia della lavatrice, contrariamente a ciò che in molti pensano, non è un’operazione da sottovalutare. Se la tua lavatrice emana odori sgradevoli, infatti, molto probabilmente è perché non hai eseguito correttamente le operazioni di pulizia oppure lo hai fatto in modo approssimativo. Ti sembra strano che la lavatrice si sporchi e, per questo, reputi che pulirla sia una perdita di tempo? In realtà, è inevitabile che ciò accada. Pensaci: al suo interno riponi vestiti sporchi e per lavarli utilizzi acqua e detersivi. Il calcare, i residui dei prodotti chimici, le muffe e la sporcizia rilasciata dalla biancheria in fase di lavaggio contribuiscono a sporcare la lavatrice e a limitarne l’efficienza.
Eseguire interventi di pulizia regolari è indispensabile per una molteplicità di motivi. La funzione principale della lavatrice, come saprai, è quella di pulire i vestiti. Di conseguenza, se lavi il bucato all’interno di una lavatrice sporca e puzzolente, il risultato che otterrai non sarà ottimale. I capi saranno lavati male, non igienizzati, spenti ed emaneranno cattivi odori. Da non sottovalutare, inoltre, il fatto che una lavatrica sporca, con accumuli di calcare e residui di detersivo, perde di efficienza, inizia a consumare più energia elettrica e detersivo e rischia di rompersi con più facilità.

Come pulire la lavatrice che puzza

Se la tua lavatrice emana odori poco gradevoli, ti consiglio di intervenire immediatamente con una pulizia attenta e approfondita delle sue componenti. Le operazioni da eseguire sono tutt’altro che complesse. La difficoltà principale è farne un’abitudine ed essere costanti nel tempo! Le componenti che avranno bisogno di essere portate a lucido da cima a fondo sono numerose: scopriamo quali sono e quali accorgimenti adottare per ottenere un risultato eccellente.

Come pulire la guarnizione della lavatrice

Se la puzza che proviene della tua lavatrice pensi sia dovuta alla presenza di muffa, molto probabilmente la componente da incriminare è la guarnizione. Nella guarnizione, infatti, l’acqua tende a non asciugare bene e a sedimentarsi. Per questo motivo, infatti, il consiglio generale è asciugarla al termine di ogni lavaggio per evitare eccessi di umidità e pulirla almeno una volta ogni due settimane con un panno in microfibra imbevuto di acqua.
Se noti la presenza di muffe nella guarnizione, crea un composto di bicarbonato e limone e, aiutandoti con una piccola spazzola o con uno spazzolino (per raggiungere gli angoli più insidiosi), distribuiscilo sulla parte da trattare. Lascia agire il composto per almeno cinque minuti. Successivamente, con un panno asciutto, elimina i residui di sporco e lascia asciugare.

Il filtro

Una delle componenti più importanti della lavatrice è il filtro. Quest’ultimo, dopo ogni lavaggio, ripulisce l’acqua dallo sporco. Alcune lavatrici sono dotate di filtro autopulente. Se, invece, il filtro della tua lavatrice non lo è, sei tenuto a rimboccarti le maniche e a pulirlo manualmente. La tua lavatrice puzza? È un problema che si manifesta con frequenza quando il filtro non viene pulito per lungo tempo. Il consiglio è eseguire questa operazione almeno una volta al mese. Tieni a mente, inoltre, che il filtro sporco, oltre a causare cattivi odori, può bloccare lo scarico dell’acqua.
Come pulire il filtro della lavatrice? Stacca la spina dalla presa di corrente e procurati stracci, spugne e bacinelle per evitare di allagare la casa. Fatto ciò, apri lo sportellino del filtro. Quest’ultimo, nelle lavatrici con apertura frontale, è generalmente posizionato sotto l’oblò, in basso a sinistra. Se la tua lavatrice, invece, è a carica dall’alto, troverai il filtro nella parte posteriore. Una volta aperto lo sportellino, vedrai il filtro avvitato. In alcuni modelli è presente anche un tubicino, utile per far defluire l’acqua in eccesso all’interno di una bacinella senza troppi problemi. Svita il filtro e puliscilo, eliminando tutti gli oggetti incastrati e detergendolo con acqua e sapone. Non dimenticare di pulire anche l’alloggio del filtro! Fatto ciò, riavvita il filtro e chiudi lo sportellino.

Come pulire il cestello della lavatrice

Se la tua lavatrice puzza, il colpevole potrebbe essere lo sporco che si è accumulato all’interno del cestello. Per pulirlo è sufficiente effettuare un lavaggio a vuoto, almeno una volta al mese, ad alte temperature. Se è da molto tempo che non esegui questa operazione, prima di avviare il lavaggio, versa nel cestello o nella vaschetta un bicchiere di aceto (o di sale grosso) e un cucchiaio di bicarbonato. Se desideri che all’interno del cestello rimanga anche un gradevole odore di pulito, aggiungi dell’olio essenziale.
Fai partire la lavatrice a 60° e, un attimo prima che l’acqua venga scaricata, fermala per circa mezz’ora. Trascorso questo lasso di tempo, fai ripartire il lavaggio e attendi che venga completato. Per evitare la formazione di muffe e cattivi odori, ricordati di lasciare l’oblò aperto al termine di ogni lavaggio. In questo modo, infatti, il cestello si asciugherà e limiterai la formazione di umidità al suo interno.

Non dimenticarti dello scarico e delle tubature

La tua lavatrice continua a puzzare nonostante tu abbia provveduto a pulire a fondo tutte le sue componenti? Prova a pulire lo scarico e le tubature! Lo scarico, posizionato sul retro della lavatrice, è il canale attraverso il quale defluisce l’acqua del lavaggio. Esso tende ad otturarsi e ad incontrarsi con facilità a causa del calcare, dei residui di detersivo e dello sporco. Per pulirlo, chiudi il rubinetto dell’acqua, stacca il tubo e puliscilo eliminando tutto ciò che ostruisce il passaggio. Fatto ciò, rimontalo e apri l’acqua. Per quanto riguarda le tubature, generalmente, il lavaggio del cestello dovrebbe essere sufficiente per sgrassarle. In caso contrario, ti consiglio di utilizzare prodotti appositi per eliminare le incrostazioni dei tubi.

Metti in pratica i suggerimenti su come pulire la lavatrice che puzza. Molto probabilmente, riuscirai a risolvere il problema senza troppa fatica. Ricordati di eseguire la pulizia della lavatrice con regolarità per assicurarti un bucato sempre profumato e sfruttare l’elettrodomestico al massimo della sua efficienza! Se, invece, il cattivo odore persiste, significa che le cause sono da rintracciare altrove: la soluzione è contattare un manutentore esperto. Qualche passaggio non ti è chiaro o hai domande da fare? Lascia un commento.

Claudia M
Redattrice
29/08/22-12:56 (modificato il 14/03/24-10:57)

Hai acquistato una o più orchidee ma ora non sai come occupartene? Uno degli aspetti più importanti per il benessere di queste piante così particolari è la scelta del concime. La loro caratteristica principale è che possiedono radici aeree che permettono al fiore di crescere anche in assenza di un solido ancoraggio al terreno: tieni sempre a mente questo aspetto perché influenza profondamente il nutrimento della pianta e le tecniche di fertilizzazione da mettere in atto per farla crescere. Questi magnifici fiori generalmente traggono nutrimento dal terreno, dagli alberi e dalla pioggia ma trattandosi nel tuo caso, di una coltivazione domestica appunto, la situazione cambia.
Se scegli di coltivare un’orchidea in vaso, sappi che avrà esigenze nutritive diverse perché la pianta esaurisce in breve tempo il nutrimento presente all’interno del terreno. È indispensabile, quindi, somministrare concime con regolarità, così da non ostacolarne lo sviluppo: le sostanze nutritive di cui necessitano sono numerose e tutte svolgono un ruolo di fondamentale importanza, soprattutto quando l’esemplare si trova nel periodo vegetativo. Vuoi sapere qual è il prodotto giusto e come individuarlo? Segui la nostra guida completa. Qui puoi trovare i consigli per individuare il migliore concime per le orchidee:

  1. Valuta le esigenze dell’orchidea in vaso
  2. Individua i macro-nutrienti necessari
  3. Scegli la tipologia di concime più adatta
  4. Utilizza la tecnica per immersione

Orchidea in fiore con vaso bianco di design

1. Valuta le esigenze dell’orchidea in vaso

Se non effettui un lavoro di concimazione, a lungo andare le piante saranno soggette ad una carenza di fertilizzante, causando una molteplicità di altri problemi come carenze nutrizionali, crescita lenta o bloccata, mancata fioritura, vulnerabilità a funghi e parassiti. Se tali abitudini vengono perpetuate nel tempo non si può nemmeno escludere la morte della pianta. Il fatto che le esigenze nutritive di questi fiori cambino in caso di coltivazione in vaso non significa che questa operazione debba essere eseguita senza criterio o somministrando alla pianta eccessive quantità di fertilizzante. Ricorda che si tratta di fiori poco esigenti: è sufficiente garantire loro solo lo stretto necessario! Prima di iniziare, ti consigliamo di prestare attenzione al terriccio e alla sua composizione.
Se hai messo l’orchidea a dimora in una miscela di cortecce e PH acido, la concimazione dovrà essere abbondante e frequente. Se, invece, il substrato specifico per orchidee è composto da torba e corteccia, consigliamo un intervento limitato persino per quanto riguarda la quantità di fertilizzante da utilizzare. Nel substrato è presente del muschio? Gli interventi dovranno essere ancora più contenuti nel tempo e nella quantità. Valutare questi fattori è indispensabile per capire che le dosi e la frequenza non sono le stesse per tutte le tipologie di questa fioritura. Vuoi approfondire la tematica? Abbiamo creato una guida completa sulla cura delle orchidee, dove potrai trovare tutti i consigli utili e i passaggi necessari per mantenerle in salute.

Orchidea in fiore fuori dal vaso

2. Individua i macro-nutrienti necessari

Non sai quale concime per orchidee acquistare? Presta molta attenzione alle componenti presenti all’interno del fertilizzante! Il consiglio è prediligere concimi che contengono questi macroelementi, nelle giuste percentuali:

  • Fosforo. Svolge un ruolo importante nella formazione degli steli, dei fiori e dei semi. La sua attività regola i processi di divisione cellulare e tiene sotto controllo la fotosintesi. Una carenza di fosforo può ostacolare la crescita della pianta e la produzione dei fiori, causare indebolimento e rendere l’esemplare più vulnerabile agli organismi infestanti.
  • Azoto. La sua azione è fondamentale per la crescita vegetativa. Funge da supporto per le radici, i bulbi e le foglie. Attenzione: la percentuale di azoto nel concime non deve essere troppo elevata perché rischieresti di favorire lo sviluppo del fogliame, a scapito della fioritura. In caso di carenza, invece, le foglie si indebolirebbero, ingiallirebbero velocemente e si staccherebbero.
  • Potassio. È indispensabile per velocizzare la divisione cellulare, favorire la sintesi proteica e mantenere l’equilibrio idrico. Una carenza di potassio rischia di indebolirla, trasformandola in un bersaglio facile per parassiti e malattie.

Altri elementi che non possono mancare in un concime per orchidee sono il magnesio, il ferro, il rame, il manganese, il molibdeno, lo zinco, il calcio, il boro e lo zolfo. È altrettanto importante il nitrato di calcio, che è buona norma somministrare a parte.

Orchidea gialla

3. Scegli la tipologia di concime più adatta

Per quanto riguarda la tipologia di fertilizzante più adatta, essa si divide principalmente in due gruppi: concimi per via radicale e concimi per via fogliare. L’ideale è optare per quelli via radicale perché risultano essere più efficaci ma ricorda che la valutazione dipende soprattutto dal tipo di coltivazione. In questo caso si può scegliere tra quello liquido - facile da somministrare e già pronto all’utilizzo - e quello in polvere, decisamente meno pratico perché deve essere diluito con grande precisione. Se invece vuoi optare per quelli via fogliare tieni in considerazione che si tratta di opzioni molto solubili e ad alto assorbimento. Pensi di non avere il pollice verde? Niente paura, da Leroy Merlin puoi trovare una soluzione facilissima da applicare ed efficace: hai mai provato il concime per orchidee in bastoncini? Ti basterà inserirlo in occasione del rinvaso, selzionandoun vaso per orchidee di 3-5 cm più grande del precedente.

Orchidee nei toni del rosa e del bianco

4. Utilizza la tecnica per immersione

Prima della concimazione vera e propria dell’orchidea, è necessario preparare il terreno. Bagnalo, così che le radici possano assorbire meglio le sostanze nutritive presenti all’interno del fertilizzante, evitando bruciature. Agendo in questo modo eviterai la contrazione di sali minerali nel terreno. Diluisci il concime nell’acqua e versane una piccola quantità alla base della pianta, fermati quando il liquido comincia ad uscire dai fori di drenaggio del vaso. Ricorda che il segreto per una fioritura top è mantenere una buona percentuale di umidità ed esposizione luminosa. Se vuoi un supporto in più utilizza il rinverdente liquido per orchidea che ti supporta nel garantire una perfetta idratazione alla tua piantina.
La tecnica più indicata ed efficace è quella per immersione. Procurati un contenitore più grande del vaso in cui è collocata la pianta e riempilo con acqua tiepida, quindi aggiungi il concime, mescolalo bene e immergi il vaso al suo interno, facendo arrivare l’acqua appena sopra il bordo. Attendi un quarto d’ora e fai scolare bene l’acqua dal vaso. Nulla vieta di somministrare all’orchidea concime liquido anche per via fogliare, aiutandosi con un nebulizzatore.

Esperti Leroy Merlin

Vuoi saperne di più? Iscriviti alla community e ottieni maggiori tips & tricks grazie a video tutorial specifici per la cura delle orchidee oppure partecipa ai corsi online LM LAB in cui potrai relazionarti direttamente con gli esperti oppure utilizza la sezione parla con l’esperto Mastro Giardiniere per avere consigli ad hoc e dissipare ogni incertezza.

ValeriaBonatti
Architetto
29/08/22-10:16 (modificato il 04/05/23-09:58)

Anche nelle abitazioni più belle e più grandi può capitare che ci sia un corridoio poco illuminato. Ma non bisogna lasciare che questo rovini l’atmosfera e il piacere di abitare la casa, a noi e a chi viene a trovarci. Un corridoio buio può essere un vero fastidio, oltre che un pericolo: immagina di doverlo percorrere di notte senza vedere nulla. Illuminarlo nel modo corretto è indispensabile non solo per una questione di sicurezza e praticità, ma anche per renderlo più accogliente e invitante, aumentando altresì il valore estetico dell’intera abitazione. Sei alla ricerca di idee su come rendere luminoso un corridoio buio? Basta davvero poco: ecco alcune soluzioni per rischiarare un corridoio un po’ cupo.

Creare punti focali col colore e con gli arredi per vivacizzare un corridoio – Leroy Merlin

Il colore delle pareti

Il primo aspetto a cui prestare attenzione per rendere luminoso un corridoio buio è il colore delle pareti. L’obiettivo è evitare di opprimerlo inutilmente, trasformandolo da zona di passaggio triste e anonima in ambiente accogliente e confortevole. Puoi usare il colore per rivestire una sola parete così da creare un solo punto focale all’interno del corridoio oppure tinteggiare due o più muri. Molto dipende dai tuoi gusti personali e dalla conformazione dello spazio. Se, per esempio, il corridoio è lungo e stretto, colorare la parete in fondo lo farà sembrare più corto; se, invece, è largo e dispersivo, colorare quelle laterali permetterà di riproporzionarlo. In ogni caso, non dimenticare che anche il soffitto può essere ravvivato con il colore (assicurando un risultato di grande effetto, soprattutto quando è molto alto!).

Total white, o quasi

Come aumentare la luminosità in un corridoio buio? Quando si tratta di rendere più arioso e luminoso un ambiente, l’imperativo di massima è optare per i colori chiari, che donano vitalità e garantiscono lucentezza. Con il bianco non si sbaglia perché è la fonte luminosa per eccellenza. Si abbina alla perfezione a qualsiasi altro colore ed è in grado di illuminare anche gli spazi più bui, come un corridoio privo di luce naturale.
Ma vediamo qualcosa di diverso dai semplici muri bianchi, perché ricordiamoci che l’ingresso di casa deve essere anche accogliente, oltre che luminoso. Bianchi potrebbero essere i mobili, un tavolino contenitore, scaffali, appendiabiti. Ti insegno però un trucco. Tutto sembrerà ancora più bianco se i muri saranno leggermente colorati. Basta una tinta neutra, come un tortora chiaro, che distribuisce comunque la luce, ma accende i componenti, rendendo allo stesso tempo l’ambiente meno freddo. Il color panna e il color sabbia sono una valida alternativa perché oltre ad abbinarsi bene al bianco si sposano alla perfezione con i toni del legno chiaro, da prediligere per creare un ambiente pienamente accogliente e giocare con i contrasti. Completa con una bella lampada importante, dal paralume grande e bianco e qualche oggetto o quadro che faccia contrasto, per dare carattere al tuo nuovo corridoio.

Elementi bianchi per un ingresso luminoso – Living Corriere e Leroy Merlin

Esplosione di colore

Quando un corridoio è poco attraente, risulta di sicuro anche più buio di quanto sia in realtà. A volte solo i muri o i mobili bianchi non servono a renderlo più interessante e luminoso. Una buona idea allora può essere dare luce e carattere a un corridoio buio con il colore. La prima soluzione è rivoluzionare l’intero ingresso con un ardito progetto in stile anni ’70 che porti una sferzata di colore e di allegria a quello che prima era uno spazio buio, lungo e anonimo.
Una boiserie moderna a pannelli verde salvia riveste i muri a diverse altezze. “Tutto qui?”, dirai tu. Già da solo, il verde salvia ha molta personalità e dona un tocco naturale e sofisticato all’ambiente. Inoltre, si abbina benissimo alle porte bianche e alle porte in legno chiaro. Ciò che osa e accende il verde delle pareti del corridoio può essere una carta da parati a tema floreale stilizzato dai colori sgargianti, ma che rivisita il mood Seventies in chiave naturalistica. Lampade e specchi di ottone lucente aggiungono bagliori ad un ambiente che ora sprizza energia e colore, mentre due lampadari asimmetrici in perfetto stile, impediscono che questa esplosione di vitalità resti in ombra.

Stile anni ’70 per un ingresso stretto e buio – Leroy Merlin

Colori scuri, perché no

E il nero? Pensi che sia assurdo usarlo per rischiarare un corridoio buio? In realtà, non è così. Sulla parete scura, trattata quasi come quella di un museo, spicca una composizione di quadri dalle cornici differenti che occupa tutta la lunghezza del muro ed è illuminata da una fila di faretti da incasso, leggermente decentrata così da concentrare il fascio di luce proprio sul nero del muro e sui quadri. Il risultato, credo tu sia d’accordo, è di grande effetto ed eleganza e tutt’altro che opprimente e buio!
Valide alternative al nero sono il blu e il verde che creano profondità. Se il corridoio è davvero piccolo e poco luminoso, combina questi colori profondi con toni neutri e chiari, come il bianco. Un esempio? Dipingi di nero, blu o verde sia il soffitto che la parete in fondo e riserva il bianco per tutto il resto. Accertati che il corridoio non sia sovraccarico di porte che attirano l’attenzione per non appesantire l’ambiente. Quelle dall’estetica che si mimetizza nelle pareti sono sicuramente più adatte. Questo dimostra che ciò che rende davvero cupo un corridoio non è la mancanza di luce, quanto l’essere anonimo e poco curato.

Come illuminare una parete scura – Living Corriere e Leroy Merlin

L’illuminazione

Oltre ai colori delle pareti, anche le luci artificiali giocano un ruolo determinante sulla vivibilità di un corridoio, specialmente se mancano fonti dirette di luce naturale. Illuminare l’ambiente nel modo corretto ti permetterà di renderlo accogliente e funzionale, non una mera zona di passaggio. Non dimenticare che, infatti, la luce ha una grande capacità di arredo e di definizione dello spazio. A seconda delle lampade che scegli, puoi creare effetti molto diversi. La scelta dipende dalle tue esigenze. Se, per esempio, ci troviamo all’ingresso di casa, la luce deve essere funzionale all’entrata e all’uscita, quindi diffusa e sufficiente per vedere bene le cose da prendere, guardarsi allo specchio, appendere il cappotto o trovare le chiavi.

Faretti, plafoniere, lampadari

Una fila di faretti orientabili è l’ideale per modulare l’illuminazione secondo le tue necessità. Puoi orientare il fascio di luce verso il basso per mettere in risalto il pavimento oppure verso le pareti, se accolgono elementi che meritano di essere valorizzati. L’effetto è assicurato! I faretti ad incasso da installare al soffitto, invece, sono perfetti per creare un’illuminazione diffusa. Sono piacevoli da vedere e si adattano a qualsiasi stile di arredamento.

Illumina il corridoio con luci ad effetto – Living Corriere e Leroy Merlin

Le plafoniere sono una valida alternativa ai faretti perché regalano un grande senso di apertura. Puoi valutare l’idea di installarne più di una e di disporle in sequenza, lungo tutto il corridoio per illuminarlo bene. Chi lo ha detto che un corridoio non è adatto per un lampadario a sospensione? Lo spazio deve essere abbastanza ampio e devi scegliere con attenzione dove installarlo. Se, per esempio, scegli di sistemarlo alla fine del corridoio, un’ottima idea è tinteggiare le pareti di colore scuro, così che si crei profondità e si canalizzi l’attenzione sull’unico punto luce dello spazio. L’effetto scenico sarà davvero sorprendente!

Strisce LED e mobili che illuminano

Illuminare un corridoio buio significa anche dargli stile e carattere, non soltanto luce. Una volta assicurata la giusta illuminazione con faretti, plafoniere o lampadari a soffitto, aggiungi un tocco in più con elementi di arredo con luce integrata, perfetti per creare eleganti e originali spot luminosi. Oppure inventa tu il tuo punto luce sfruttando le strisce LED. Sono semplici da tagliare, sagomare e attaccare e possono rendere qualsiasi oggetto o angolo del corridoio una fonte di luce. Geniale, no? Segui la guida “Come scegliere le strisce LED per illuminare casa” per creare l’illuminazione perfetta.

Lampade o elementi d’arredo? – Leroy Merlin

Come vedi, ci sono tanti modi per illuminare un corridoio buio. Segui i suggerimenti che ti ho fornito e scegli la soluzione più adatta alle tue esigenze e alle caratteristiche dello spazio. Se hai qualche domanda da fare o hai bisogno di un consiglio, lascia un commento: ti risponderò in tempi brevi.

Claudia M
Redattrice
29/08/22-09:44 (modificato)

Hai uno spazio all’aperto che desideri trasformare in un angolo verde e stai pensando di creare un manto erboso? Per un giardino curato nei minimi dettagli e sempre in ordine è indispensabile che il prato sia rigoglioso e in perfetta salute! Una volta individuata l’area nella quale eseguire i lavori, è necessario prestare attenzione alla fase della semina, determinante per la crescita ottimale del prato. Scopriamo insieme quali accorgimenti adottare per eseguire la semina del prato senza commettere errori e quali fattori valutare per ottenere un risultato finale soddisfacente.

Quando seminare il prato?

Se decidi di creare un prato, è importante che tu esegua la semina nel periodo giusto. Generalmente, le stagioni più indicate per effettuare la semina del prato sono la primavera e l’autunno perché caratterizzate da temperature miti. Non essendoci né troppo caldo, né troppo freddo, i semi germinano più facilmente. In estate e in inverno, infatti, le temperature troppo alte e troppo rigide rischiano di far soffrire l’erba e ostacolare lo sviluppo dei germogli. Nonostante sia buona norma rispettare queste indicazioni, il periodo della semina dipende dal tipo di semi che scegli di mettere a dimora. Alcuni semi, infatti, richiedono alte temperature, altre no. Ti consiglio di verificare le necessità del seme al momento dell’acquisto.

La scelta della semente

Determinante per un prato in perfetta salute è la scelta dei semi. In questa fase, il consiglio è lasciarti guidare dal tuo gusto personale e valutare con attenzione le caratteristiche della zona in cui vivi. A questo proposito, i fattori da prendere in considerazione sono il clima, l’uso del giardino, l’esposizione al sole e l’irrigazione. Alcuni semi, infatti, danno vita ad erbe che crescono bene all’ombra e tollerano le temperature rigide. Altri, invece, producono erbe che prediligono zone soleggiate e un clima mite. Da non sottovalutare, inoltre, la possibilità di effettuare la manutenzione del prato in modo puntuale: se hai poco tempo a disposizione da dedicare alla cura del verde, opta per semi che danno vita a prati che non richiedono particolari attenzioni.

Semina del prato: la procedura de seguire

Sei alle prime armi e non sai come effettuare la semina del prato? Adottando gli accorgimenti giusti e utilizzando gli strumenti adatti, scoprirai che la procedura da seguire, in realtà, è abbastanza semplice. Dalla preparazione del terreno alla semina vera e propria, fino ai lavori da eseguire dopo la messa a dimora dei semi: ecco come creare un prato bello e rigoglioso.

Prepara il terreno

Il passaggio che anticipa la semina vera e propria del prato è la preparazione del terreno. Elimina le tutte le erbacce, così che il manto erboso cresca in modo ordinato. È importante, poi, che il suolo venga lavorato in profondità: ti consiglio di utilizzare una vanga manuale. Fatto ciò, aiutandoti con una zappa affina le zolle di terreno e livellarle con un rastrello. Se vuoi ridurre al minimo lo sforzo fisico, al posto della vanga utilizza una motozappa che permetterà di ottenere in breve tempo un terreno fine. In questa fase, infine, è indispensabile cospargere il concime sul suolo.

Prepara e spargi i semi

Non sai quanti semi spargere sul terreno? Tieni a mente che, per ogni metro quadrato, sono sufficienti circa 40/50 grammi di semi. Definita la quantità di semi da utilizzare, puoi passare alla semina vera e propria del prato. Puoi eseguirla manualmente oppure aiutandoti con un macchinario apposito. Se opti per la prima soluzione, sistemati controvento, spargi i semi in modo uniforme su tutta l’area d’interesse e non trascurare i bordi! Aiutandoti con una seminatrice, la semina sarà più rapida e omogenea.

Cosa fare dopo la semina?

Una volta terminata la semina del prato, copri parzialmente i semi spostando la terra con un rastrello. Dopodiché, annaffia il terreno, più volte al giorno, fino a quando non vedrai spuntare l’erba. Cresciuti i primi fili, riduci la frequenza di irrigazione! Tra le operazioni più importanti da eseguire dopo la semina del prato c’è il primo taglio dell’erba. Quando l’erba avrà raggiunto i 10 cm di altezza, passa un rullo sul terreno e taglia i fili, regolando il tosaerba alla massima altezza.

Quando e come effettuare la risemina

Se il tuo prato è danneggiato o infestato dalle erbacce, è necessario procedere con la risemina. Anche detta “semina di rinnovo” o “trasemina”, la risemina non è una semina a partire da zero. Prima di effettuare questo intervento di ripristino, ti consiglio di:

  • preparare il terreno: ripuliscilo e taglia l’erba ad un’altezza di circa 2,5/3 cm;
  • arieggiare il prato: questo passaggio è fondamentale per rimuovere il feltro. Utilizza un arieggiatore elettrico o manuale e aiutati con un rastrello per raccogliere il materiale di scarto;
  • eseguire la concimazione: utilizza concimi organici, così da migliorare la struttura del terreno e favorire la germinazione dei semi e la crescita del prato.

Quando effettuare la risemina? I periodi più adatti sono quelli indicati per la semina iniziale, ovvero la primavera e l’autunno. Si tratta di un’operazione indispensabile per rigenerare il manto erboso e restituirgli il vigore che aveva un tempo. Ti consiglio di utilizzare sempre gli stessi semi! Distribuiscili sul terreno in modo uniforme, possibilmente con l’aiuto di una seminatrice. Terminata la risemina, passa il rullo sul terreno per favorire il contatto del semente con il suolo. A questo punto, il suggerimento è effettuare una concimazione di protezione. Utilizza un concime organico e cerca di mantenere umido il terreno almeno per qualche giorno, fino a quando non vedrai spuntare i primi fili d’erba. Naturalmente, non dimenticare di assicurare al terreno il giusto apporto idrico.

Quelli che abbiamo passato in rassegna sono gli step da seguire per creare un prato a partire da zero. Come avrai avuto modo di intuire, adottando gli accorgimenti giusti, puoi ottenere magnifici risultati anche se sei alle prime armi. Qualche passaggio non ti è chiaro o ci sono aspetti che desideri approfondire per limitare al massimo la possibilità di errore? Lascia un commento: sarò felice di risponderti.