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Claudia M
Redattrice
30/05/22-08:34 (modificato)

Negli ultimi anni, l’avocado è diventato uno dei frutti più consumati e apprezzati al mondo. Se anche tu sei un estimatore del sapore delicato ed esotico dell’avocado, sarai felice di sapere che puoi coltivarne uno in casa! La procedura da seguire è davvero semplice e non richiede particolare dimestichezza con la cura del verde. Ti spiego come piantare un avocado in vaso e come fare per far crescere la pianta sana e rigogliosa. Con le giuste cure e un po’ di pazienza il tuo avocado crescerà in salute e sarà in grado di regalarti immense soddisfazioni.

Cosa fare prima di piantare l’avocado

Ti stai chiedendo come piantare un avocado in vaso? Tutto ciò di cui hai bisogno è un seme maturo. Dal seme di un avocado, infatti, potrà nascere una pianta da sistemare in casa. La prima cosa che devi fare, dunque, è acquistare un avocado.

Estrai e pulisci il seme

Una volta acquistato l’avocado, aprilo e con molta delicatezza estrai il seme, facendo attenzione a non romperlo. Dopo averlo rimosso, puliscilo dalla polpa del frutto, senza però rimuovere la buccia marrone. Per eseguire questa operazione il consiglio è lavare il seme sotto un getto di acqua corrente. A differenza dei semi di piccole dimensioni, come quelli del limone o dei legumi, quello dell’avocado non può essere piantato nel cotone perché è più grande.

Recupera degli stuzzicadenti

Dopo aver lavato accuratamente il seme dell’avocado, asciugalo. Tieni a mente che dal lato superiore del seme spunta la piantina, mentre da quello inferiore fuoriescono le radici. Una volta individuato il lato superiore del seme, preparati a sistemarlo con la punta rivolta verso l’alto. Effettuato questo passaggio, inserisci tre o quattro stuzzicadenti all’interno del seme e sistemalo sopra un bicchiere pieno d’acqua. Ricordati di immergere il seme per metà.

Aspetta che spuntino le radici

Se esegui tutti i passaggi nel modo corretto, non ti resta altro che aspettare che fuoriescano le radici dalla parte inferiore del seme. Per favorire questa condizione, sistema il bicchiere d’acqua vicino ad una finestra per circa otto settimane. Attenzione: cambia l’acqua ogni cinque giorni circa, così da evitare la formazione di batteri, alghe e funghi che potrebbero far morire la pianta. È bene specificare che, a volte, le radici crescono in salute anche senza cambiare l’acqua. Se puoi, però, ti suggerisco di farlo. Piano piano vedrai il seme rompersi e uscire il primo germoglio.

Come piantare l’avocado

Quando il seme inizia a germogliare e raggiunge una lunghezza di circa 10 o 15 centimetri, significa che è pronto per essere piantato. Dalla scelta del vaso alla preparazione del terreno, fino alla temperatura e alla sistemazione più adatta: ecco qual è la procedura da seguire per coltivare il tuo avocado nel modo corretto.

Scelta del vaso

Per quanto riguarda la scelta del vaso, per far crescere la tua pianta in salute e favorirne lo sviluppo l’ideale è optare per un contenitore di dimensioni compatte dotato di apposito sottovaso. Generalmente, un vaso con una larghezza di diametro di circa 20 o 25 centimetri è perfetto, soprattutto se in terracotta.

Preparazione del terreno

Preparare il terreno all’interno del quale sistemare il seme con le sue radici è un passaggio molto importante. Riempi il vaso con un mix di terriccio universale e argilla espansa. L’argilla espansa deve essere utilizzata in piccole quantità e sistemata sul fondo del vaso che potrà, poi, essere riempito con il terriccio universale. L’importante è che il terreno sia sufficientemente fertile.

Dove posizionare il vaso e quale temperatura prediligere

Posiziona il vaso in un posto discretamente illuminato, senza però esagerare con l’esposizione al sole perché l’avocado, pur essendo una pianta subtropicale, è molto sensibile alla luce diretta. Il posto perfetto è a mezz’ombra, in una zona che riceve poca luce diretta al giorno. Ti consiglio di sistemare il vaso vicino ad una finestra, lontano dalle correnti d’aria. Per quanto riguarda, invece, la temperatura ideale per coltivare un avocado in vaso è preferibile mantenersi tra i 16 e i 29 °C. In fase di crescita, inoltre, cerca di evitare sbalzi termici e ventilazioni eccessive.

Prenditi cura del tuo avocado!

Irrigazione, potatura e rinvaso sono alcuni degli interventi che ti invito ad eseguire con una certa regolarità per permettere alla tua piantina di avocado di crescere in salute e non ammalarsi.

L’irrigazione

È importante assicurare alla pianta di avocado il giusto apporto idrico, soprattutto perché le sua radici saranno cresciute precedentemente in acqua. Il terriccio deve avere un pH neutro, deve essere compatto e non eccessivamente drenato. Per garantire all’avocado un’idratazione ottimale, ti suggerisco di interrare un galleggiante all’interno del vaso. Così facendo, permetterai al ricambio d’acqua di impedire la proliferazione di muffe e batteri che farebbero ammalare irrimediabilmente la tua pianta di avocado. Un’assistenza idrica severa e continua è necessaria durante i mesi più caldi dell’anno. Al contrario, durante quelli più freddi, la pianta ha bisogno di meno irrigazione. Naturalmente, molto dipenderà dal volume delle precipitazioni.

La potatura

Le piante di avocado devono essere potate anche quando vengono coltivate in casa. Ma non temere, la procedura da seguire è piuttosto semplice! Quando la pianta raggiunge i 20 centimetri, cimala di almeno 7, così da favorire la crescita di rami più robusti. A seguire, spunta l’avocado ogni 15 centimetri di crescita e pota la pianta ogni volta che lo spazio a disposizione sembra ostacolarne la crescita.

Il rinvaso

Man mano che la tua pianta cresce, è necessario rinvasarla. L’avocado ha una crescita molto rapida: generalmente, infatti, è opportuno cambiare vaso e terriccio ogni anno. Il periodo più indicato per eseguire il rinvaso è la primavera perché coincide con il periodo in cui la pianta di avocado vive il suo momento di maggiore sviluppo.

Adesso avrai le idee più chiare su come piantare un avocado e vederlo crescere in salute. Rimboccati le maniche e preparati a vedere il tuo seme trasformarsi in una magnifica piantina! Se ne hai già una in casa, condividi uno scatto con la Community! Se, invece, qualche passaggio non ti è chiaro o hai bisogno di un consiglio, lascia un commento: sarò felice di aiutarti.

GiulioM
Esploratore 🔍
30/05/22-08:24 (modificato)

Hai acquistato un appartamento nel centro storico della tua città? Probabilmente, avrai a disposizione un’ampia metratura - tipica delle costruzioni risalenti agli anni ‘60 - e potrai godere della bellezza di un antico pavimento in marmo. Non sai se sostituirlo o rimetterlo a nuovo per creare una commistione perfetta tra moderno e antico? Molto dipende dallo stato in cui versa il rivestimento, dal budget che hai a disposizione e dall’effetto finale che desideri ottenere. Scopriamo quali sono i pavimenti anni ‘60 più apprezzati e diffusi, quando conviene recuperarne uno piuttosto che sostituirlo, quali sono le alternative al marmo tra cui è possibile scegliere e come abbinare questo genere di pavimento al resto dell’arredamento.

I pavimenti più in voga negli anni ‘60

Nelle case costruite tra gli anni ‘60 e gli anni ‘70, i pavimenti sono realizzati quasi tutti in marmo, un materiale elegante e ricercato. Particolarmente diffusi sono i pavimenti in graniglia, frutto di lavorazioni complesse che riproducono mosaici colorati e motivi geometrici. Quando si parla di pavimenti in graniglia anni ‘60, si fa riferimento a mattonelle ricavate attraverso l’impasto di ghiaia e frammenti di marmo di diversa grandezza, legati insieme con il cemento.
Dall’aspetto lucido e omogeneo, estremamente resistenti e durevoli nel tempo, queste pavimentazioni sono perfette da posare all’interno di ogni stanza e conferiscono un tocco di stile ed eleganza agli ambienti domestici. Per questa ragione, i pavimenti in graniglia sono apprezzati ai giorni nostri e facilmente adattabili anche ai contesti più moderni. Sono tornati in voga e molti li scelgono per pavimentare stanze moderne, allo scopo di evocare lo stile vintage.

Recuperare e valorizzare oppure sostituire?

Se stai ristrutturando la tua casa anni ‘60 e non sai se recuperare il pavimento in graniglia oppure sostituirlo, ti suggerisco di prenderti il tempo necessario per fare la scelta giusta, così che a lavori ultimati tu non possa pentirti di nulla. La scelta dipende dallo stato del pavimento, dal tuo gusto personale, dal budget che hai a disposizione e dallo stile dell’arredamento. Se il rivestimento è danneggiato e l’intervento di recupero richiederebbe un investimento troppo difficile per te da fronteggiare, la sostituzione è la soluzione più indicata. Lo stesso vale nei casi in cui questo genere di pavimento non dovesse incontrare i tuoi gusti o stonasse rispetto allo stile dell’arredamento.
Se le piastrelle sono in buono stato, le apprezzi esteticamente e hai a disposizione il budget necessario per rinnovarle, puoi optare per il restyling del tuo pavimento in graniglia anni ‘60. Puoi scegliere se intervenire sulle fughe, lucidare la superficie o levigare le mattonelle per rimuovere macchie e segni di usura, in base alle caratteristiche delle piastrelle. Optando per questa soluzione, potrai restituire al pavimento in graniglia lo splendore che aveva un tempo.
I pavimenti in graniglia sono estremamente versatili e si adattano alla perfezione ad ogni tipo di stile, sia esso classico che moderno. Se la tua abitazione è arredata in stile moderno, un’ottima idea è rivisitare il pavimento in chiave attuale. Puoi limitare la graniglia ad una singola porzione di pavimento per mettere in risalto arredi particolari oppure utilizzare le piastrelle per rivestire punti strategici della casa, come l’ingresso o il centro della zona living. Un’ottima idea è trasferire alcune delle mattonelle presenti sul pavimento a copertura delle pareti interne delle nicchie ricavate nei muri.
Se, in fase di ristrutturazione, sei costretto a rimuovere il pavimento in graniglia perché irrecuperabile, ma l’idea di un rivestimento elegante e ricercato in marmo non ti dispiace, una valida alternativa è il gres porcellanato. I pavimenti in gres porcellanato imitano alla perfezione una molteplicità di effetti, tra cui quello graniglia. Rappresentano la soluzione ideale per te se sei alla ricerca di un pavimento in grado di evocare il passato e che, allo stesso tempo, possa garantire le prestazioni tecniche e meccaniche tipiche di un materiale moderno come il gres.

Pavimenti in graniglia anni ‘60 e arredamento: gli abbinamenti

I pavimenti in graniglia anni ‘60 sono difficili da abbinare all’arredamento perché sono formati da frammenti diversi e colorati. La superficie che fa da sfondo ai frammenti di marmo può essere chiara o scura e conferisce al pavimento una personalità molto forte. Il mio consiglio è accoppiare il pavimento in graniglia ad uno stile moderno, minimal ed essenziale, che predilige colori chiari e luminosi, a discapito di mix troppo pesanti e impegnativi. Poco gradevole, infatti, l’associazione tra un pavimento in graniglia e mobili scuri. Il consiglio generale è tenere sempre a mente che il pavimento in graniglia deve essere il protagonista. Quindi, non strafare e punta sul discreto.

Pavimento in graniglia o effetto graniglia: quali rivestimenti?

Quando in casa è presente un pavimento in graniglia, è importante prestare massima attenzione alla scelta dei rivestimenti delle pareti. Il suggerimento è evitare mosaici o motivi particolari per non appesantire troppo gli ambienti. Preferisci, piuttosto, piastrelle di grande formato di tonalità chiare. Nulla vieta di osare con colori più vividi, ma sempre in modo calibrato.

La combinazione con il legno e l’acciaio

Un’ottima soluzione per armonizzare un pavimento in graniglia anni ‘60 con il resto dell’arredamento è inserire dettagli e mobili in legno e in acciaio. Il legno permette di portare calore tra le mura domestiche e va usato con cautela. Il consiglio è prediligere mobili dal design nordico e dalle linee essenziali per non creare atmosfere troppo pesanti. La soluzione perfetta è combinare il legno con l’acciaio, come nel caso di un tavolo da sistemare al centro della zona living o di un mobiletto da sistemare accanto al divano. Ogni scelta deve essere orientata alla leggerezza: calibrando questo aspetto con le caratteristiche e l’estetica dei pavimenti in graniglia riuscirai ad ottenere un risultato sorprendente!

Come avrai potuto intuire, i fattori da valutare in fase di scelta sono numerosi e concorrono in egual misura alla qualità del risultato finale. Ti ho convinto a donare nuova vita al tuo pavimento in graniglia anni ‘60? Dopo un’attenta analisi, pensi che la soluzione migliore sia procedere con la sua sostituzione? Il fascino del marmo ti ha rapito e stai pensando alla posa di un moderno pavimento in gres effetto graniglia? Condividi qualche scatto con la Community per ispirare gli altri utenti. Se hai domande da fare o ci sono aspetti che desideri approfondire, lascia un commento: ti risponderò in tempi brevi.

elisabetta.garoni
Architetto
30/05/22-07:51 (modificato)

Metti da parte la simpatia per ambienti asettici ed essenziali, sospendi l’acquisto compulsivo di oggetti di plastica di colori fluorescenti: il bagno in stile etnico è fatto di materiali naturali, forme imperfette, volumi arrotondati e atmosfere avvolgenti e rilassanti. Ci sono tanti modi per adattare lo stile marocchino, orientale o africano al gusto europeo contemporaneo. Ecco qualche consiglio.

Bagno in stile Etno Boho– Leroy Merlin

Legno chiaro e blu intenso: coppia che fa subito oriente

Il mood orientale è protagonista in questo piccolo bagno in stile etno boho in cui il rivestimento in legno chiaro utilizzato sia nella variante a doghe sia in quella con effetto a lame a spina di pesce è abbinato a un tono di blu profondo e intenso che non può che farci pensare allo sconfinato oceano. Anche l’effetto stonalizzato e disomogeneo del pavimento ci ricorda la sabbia chiara della costa e contribuisce a farci rivivere le magiche atmosfere delle spa indonesiane, in chiave europea.

Suggerimenti per materiali e colori per un bagno dalle suggestioni etniche – Leroy Merlin

Rivestimenti ispirati al Marocco

Dall’Asia all’Africa: basta una piastrella. Le zellige sono le tipiche piastrelle marocchine in terracotta smaltata dai colori brillanti e dalle leggere sfumature che fanno ogni piastrella unica. Generalmente sono quadrate ma la tradizione berbera le vede di tantissime forme e dimensioni, aggregate in infinite composizioni a formare meravigliosi decori. Alle zellige si ispira la collezione Zelli proposta in 8 bellissime tinte che, da sole, daranno al tuo bagno un tocco etnico contemporaneo.

Ispirazione per scegliere una piastrella bagno in stile etnico – Leroy Merlin

Contaminazioni e dettagli

Un bagno in stile etnico è fatto di contaminazioni e di dettagli. In questo piccolo bagno in stile Boho Safari la scala porta asciugamani in bamboo, la sospensione con il grande paralume intrecciato, i portavasi in corda per appendere rigogliose piante da interni, i toni arancio terracotta dei rivestimenti rendono l’ambiente non convenzionale. L’atmosfera è quella rilassata dei suk ma anche quella profumata dei giardini pensili, per trasformare anche un bagno di dimensioni contenute in un’oasi per il tuo relax.

Piccolo bagno in Stile Boho Safari – Leroy Merlin

Il legno è protagonista

Quale legno scegliere? Il teck è un albero tipico del sud-est asiatico, tenace e resistente all’umidità e per questo è l’essenza più adatta al bagno. Un parquet in teck, con le sue venature dai toni caldi e avvolgenti, si presta alla perfezione ad evocare atmosfere tropicali. Scegli accessori da appoggio in bamboo, asciugamani dalle tinte scure e decise che ricordano la foresta e il mare.

Pavimento in teck per un bagno etnico - Leroy Merlin

Ricordi di viaggi e un tappeto etnico

I dettagli sono importanti per ricreare uno stile che ci ricorda paesi lontani e culture diverse. Metti in mostra gli oggetti acquistati durante i tuoi viaggi e non preoccuparti di accostare una statua di budda al cestino provenzale, il corallo trovato su una spiaggia tropicale al vaso cinese: crea una composizione che ti rappresenti. Un particolare da non trascurare è il tappeto: un tappeto indiano dai colori armoniosi, un kilim tessuto a mano, un tappeto tribale a motivi geometrici porterà un pezzetto di una cultura lontana anche nel bagno più contemporaneo.

Un tappeto per il bagno dal sapore etnico – Leroy Merlin
Ti piace lo stile Etno Boho? Come hai arredato il tuo bagno in stile etnico? Raccontaci nei commenti.

elisabetta.garoni
Architetto
27/05/22-13:20 (modificato)

Il verde salvia è una tonalità di verde leggermente ingrigito, che ricorda il colore delle foglie della pianta aromatica che tutti conosciamo, con nuance che vanno dal menta all’eucalipto. Come tutti i verdi è un colore riposante e rilassante e lo trovo molto indicato per il bagno, per concedersi momenti di relax dopo una faticosa e stressante giornata di lavoro. Scopri come utilizzarlo.


Ispirazione per un bagno nei toni del verde salvia – Leroy Merlin

Un bagno in stile eucalipto

Hai presente la foglia di eucalipto, dalla forma tondeggiante e dall’inconfondibile verde con note di grigio e blu? E’ proprio questo tono di verde riposante e rinfrescante che è diventato di grande tendenza e attualità sia nella moda che nell’arredamento. Il bagno in Stile Eucalipto di Leroy Merlin è costruito intorno alla piastrella Thick abbinata al bianco ottico nella zona doccia e allo smalto in tinta per le pareti non rivestite. Per un ambiente fresco e luminoso.

Bagno in Stile Eucalipto – Leroy Merlin

Resina verde salvia per le pareti

Il rivestimento in ceramica nei toni disomogenei del verde sottobosco è concentrato sulle pareti della zona doccia ed è stato abbinato alla resina verde salvia che rifinisce le altre pareti. Lo stesso sobrio tono di verde è stato riprodotto anche sul controsoffitto con faretti per creare un gioco di volumi. Il pavimento in gres riprende la stessa tonalità dell’anta effetto legno del mobile. L’insieme risulta ordinato, bilanciato ed essenziale e rende l’ambiente decisamente contemporaneo.

Ispirazione per abbinare la resina color verde salvia al pavimento in gres - Leroy Merlin

Verde salvia e bianco: abbinamento vincente

L’abbinamento più immediato ma tutt’altro che scontato è con il bianco. In questo piccolo bagno, al rivestimento color verde salvia delle pareti nella doccia è stata accostata a una piastrella bianca a contrasto. Sia ottico che tendente al crema, il bianco aggiunge luminosità e freschezza e, insieme la legno chiaro crea una palette ben bilanciata e molto naturale. Se aggiungi una piccola pianta il tutto prenderà vita!

Abbinare verde salvia e bianco per un bagno luminoso – Leroy Merlin

Un mobile bagno sofisticato

Un mobile bagno color verde salvia può sembrare impegnativo ma non lo è affatto se accostato a rivestimenti sobri e di tonalità pacate e riposanti. Per questo bagno elegante e sofisticato al mobile bagno Desire sono stati scelti accessori, miscelatore e illuminazione neri. A portare un tocco di luce ci pensano sanitari e lavabo d’appoggio in ceramica bianca che, insieme al pavimento chiaro bilanciano e creano il giusto contrasto. Bagno raffinato e chic.

Ispirazione per creare una palette raffinata – Leroy Merlin

Prediligi finiture naturali

Come abbinare un mobile bagno color verde salvia? Se ami la natura e sogni un bagno in sentirti in armonia con il mondo, utilizza materiali che si ispirano alla roccia, alla pietra, alla terra e al legno. Dimentica la plastica e scegli un grande vaso di terracotta per la pianta che non può mancare per completare l’atmosfera bucolica.

Ispirazione natura per il mobile bagno color salvia – Leroy Merlin
Vorresti dare un tocco verde salvia al tuo bagno? Preferisci puntare sulla tinteggiatura, sui rivestimenti o sul mobile bagno? Raccontaci le tue idee nei commenti.

Claudia M
Redattrice
26/05/22-09:03 (modificato)

Le piante di limoni sono un piacere per la vista e per l’olfatto. Se hai scelto di acquistarne una è perché, probabilmente, sei stato rapito dal verde intenso delle sue foglie e dal giallo dei suoi frutti. È una pianta che rilascia un profumo avvolgente e inebriante e che per crescere bene ha bisogno di cure e attenzioni. La potatura è uno degli interventi più importanti da eseguire perché contribuisce al benessere della pianta e ad incentivare la produzione dei frutti. Sei alle prime armi e hai poca dimestichezza con il mondo del giardinaggio? Ti spiego quale procedura seguire per una potatura limone a regola d’arte.

Come potare i limoni

Perché è importante eseguire la potatura: informazioni preliminari

Il limone è un agrume e la sua natura è sempreverde. Ricordare che gli agrumi fruttificano sui rami che si formano nel corso dell’anno precedente è importante per pianificare e impostare le operazioni di potatura nel modo corretto. Tieni a mente che la crescita dei rami avviene in tre momenti dell’anno: primavera, inizio estate e autunno. Quando le temperature sono molto alte, la crescita della pianta si arresta e lo stesso accade durante l’inverno.
Le foglie e i rami svolgono un ruolo importantissimo negli agrumi. La potatura, infatti, è necessaria per eliminare foglie e rami morti o malati e permettere alla pianta di produrre frutti ad un ritmo ottimale. Questa operazione, inoltre, consente di tenere sotto controllo le dimensioni della pianta, così da evitare che l’albero di limoni diventi troppo pesante e rischi di cadere. La potatura limone deve essere eseguita con una certa regolarità ed è indispensabile per un albero rigoglioso e perfettamente in salute.

Quando potare le piante di limoni?

Ti stai chiedendo quando eseguire gli interventi di potatura sulla tua pianta di limoni? Di regola, il consiglio è evitare periodi molto freddi e molto caldi. Per i restanti periodi dell’anno, invece, sei libero di intervenire senza controindicazioni. Tieni a mente che è sempre meglio evitare di tagliare i rami mentre la pianta è in fase di fioritura o quando i limoni sono ancora in formazione. Il periodo più indicato per eseguire la potatura limone è subito dopo l’inverno, durante il mese di marzo. Il suggerimento è prestare sempre attenzione alle gelate tardive.

La prima potatura (o potatura di allevamento)

Subito dopo la messa a dimora delle piante di limone, è consigliato eseguire la prima potatura, anche detta "potatura di allevamento”. È un intervento iniziale che serve per impostare la forma della pianta. Nella maggior parte dei casi, quando si acquista una pianta di limone, essa già possiede una forma ben definita e viene consegnata già potata con un indirizzo a globo (la forma tipica degli agrumi). Per eseguire la prima potatura in autonomia ciò che devi fare è accorciare il fusto e attendere lo sviluppo dei germogli che andranno a formare le branche principali della piante. Durante la fase di allevamento, gli interventi di taglio necessari sono pochi e hanno come scopo principale quello di eliminare i rami mal posizionati. Se esageri con tagli troppo frequenti e severi, potresti ritardare la produzione dei frutti.

La prima potatura dei limoni

La potatura di riforma

La potatura di riforma è un intervento che ti consiglio di eseguire quando noti che la chioma della pianta di limoni ha bisogno di essere messa in ordine. Questo tipo di potatura serve per donare al limone un aspetto regolare e migliorare la produttività della pianta. Prevede la rimozione del superfluo e permette di rafforzare i rami più promettenti. Ecco qual è la procedura de seguire:

  • elimina i rami secchi o malati;
  • elimina i rami verticali improduttivi (anche detti “succhioni”) perché sottraggono risorse al resto della pianta;
  • tagli i rami che si incrociano, sacrificando quelli più deboli;
  • asporta i rami che crescono verso l’interno della pianta, così che l’aria e la luce riescano a raggiungere il centro della chioma.

Infine, accorcia tutti gli altri rami alla stessa altezza. In questo modo, permetterai al tuo limone di fruttificare nella parte bassa dei rami e non in cima. La fruttificazione nella cina dei rami, infatti, è da evitare perché si curverebbero, alterando la forma della pianta.

Ok alla potatura di riforma per i limoni in vaso

Per quanto riguarda le piante in vaso, la potatura di riforma è la più indicata. I limoni in vaso, infatti, necessitano della potatura più per una questione di forma e per evitare che la pianta cresca spropositatamente rispetto alle dimensioni del vaso. Questo tipo di limoni, inoltre, quasi sempre non hanno una funzione produttiva, ma svolgono una funzione decorativa. Per questa ragione, è possibile eseguire la potatura anche in autunno, quando le temperature si abbassano, ma le gelate sono ancora lontane.


Potatura di riforma per i limoni

La potatura di produzione negli agrumeti

La potatura di produzione è quella che deve essere eseguita sulle piante più adulte e che è tipica dei limoni negli agrumeti. In questo caso, infatti, l’obiettivo è quello di ottenere ogni anno un raccolto ricco e costante. La procedura da seguire prevede i seguenti passaggi:

  • pulisci il limone dai rami secchi e malati;
  • sfoltisci i succhioni;
  • elimina i rami improduttivi;
  • dirada i rami giovani al centro della chioma;
  • taglia i rami più bassi.

Se i rami del limone da potare sono molto robusti, ti consiglio di lavorare da terra utilizzando un potatore telescopico oppure un decespugliatore multifunzione per risparmiare tempo e fatica.

Consigli per una potatura perfetta

In fase di potatura, per evitare di danneggiare irrimediabilmente la tua pianta, questi sono alcuni degli accorgimenti che puoi adottare:

  • esegui una potatura leggera: non eseguire tagli troppo severi perché la fioritura degli agrumi dipende anche dalla presenza delle foglie;
  • fai attenzione ai rami che sostengono un carico troppo eccessivo: rami troppo carichi potrebbero spezzarsi;
  • utilizza attrezzi di qualità: gli attrezzi di taglio che utilizzi devono essere robusti e dotati di un’impugnatura ergonomica;
  • disinfetta le lame delle cesoie: dopo l’utilizzo delle cesoie, è bene disinfettare le lame, soprattutto se la pianta ha sintomi patologici.

    Consigli su potatura limoni

Ho provato a spiegarti come e quando eseguire la potatura sulla tua pianta di limoni per favorirne la produttività e vederla crescere rigogliosa. Metti in pratica i suggerimenti che ti ho fornito e condividi uno scatto del tuo albero con la Community! Se qualcosa non ti è chiaro, lascia un commento: sarò felice di risponderti.

Elisa_Pivetti
Home Stylist
25/05/22-08:53 (modificato)

Uno dei trend di quest'anno? Sicuramente la carta da parati in stile botanico in tutte le sue fantasie: floreale, tropicale, jungle e orientale con fiori di ginko, ad esempio... Vediamo insieme alcune idee e ispirazioni per rinnovare gli ambienti della nostra casa con la carta da parati botanica!

Carta da parati botanica – Leroy Merlin

Trend botanico

Sempre più diffuso ed apprezzato, il trend che si ispira alla botanica, cioè lo studio delle piante, sta influenzando sempre di più l’arredo e la progettazione delle nostre case e non solo: piante vere e rigogliose, richiami alla vegetazione su tessuti e carta da parati botanical sono alcuni degli elementi che caratterizzano questo trend. Questa tendenza cosa porta nelle nostre case? Gioia, tranquillità, serenità: così come si sentiamo felici ed appagati quando siamo in contatto con la natura, allo stesso modo il richiamo a colori, profumi, elementi vegetali, come piante e fiori, ci farà vivere armoniosamente lo spazio domestico…

Trend botanico – Leroy Merlin

Pareti a fiori

Romantiche e rassicuranti, le carte da parati floreali, come la carta da parati Rose e farfalle bianco, sono perfette per riempire di spensieratezza la casa. Ricordano prati fioriti, il risveglio della natura in primavera, pic-nic con amici, i profumi delle fioriture, l’allegria dell’estate: quali immagini più adatte per decorare le pareti del nostro nido, per evocare ricordi gioiosi e farci dimenticare le tensioni, almeno per un po’?

Pareti a fiori – Leroy Merlin

La giungla in casa

Un’altra idea per le tue pareti in stile botanico si ispira al mondo esotico, tropicale: verde e rigogliosa, una bellissima carta da parati botanica che si ispira alla vegetazione esotica è la carta da parati Greenery Jungla verde, perfetta per rendere scenografico e affascinante l’ambiente. Immagina di rivestire un’intera parete con decori ispirati a soggetti come palme, liane, felci, fenicotteri, bambù: lo spazio prenderà una luce nuova e il richiamo alla natura trasformerà la tua casa in un ambiente magico e affascinante in cui trascorrere il tuo tempo libero sognando vacanze in posti lontani.

Ispirazione giungla domestica – Leroy Merlin

Tendenza botanica: non solo verde

Ispirarsi alla vegetazione non significa concentrarsi solo sul colore verde; la natura offre infatti tante sfumature da cui attingere per rinnovare gli ambienti di casa. Ad esempio, immagina una casa arredata in stile industriale che associa metalli scuri e linee precise e rigorose a tessuti materici, caldi e avvolgenti: in questo stile ben si inserisce la carta da parati Feuilles Noir, di ispirazione botanica, che richiama foglie sui toni neutri del grigio e del tortora. Le tonalità della terracotta, il beige, il marrone e il nero si accostano perfettamente in un intreccio originale di linee morbide e tratti decisi.
Carta da parati botanica dai toni neutri – Leroy Merlin

Dopo aver visto qualche idea di carta da parati botanica con cui rinnovare gli spazi della tua casa, puoi dedicarti agli spazi esterni prendendo spunto da questi suggerimenti per arredare una veranda.

Elisa_Pivetti
Home Stylist
25/05/22-08:28 (modificato)

La scelta delle porte interne è molto importante quando si vuole rinnovare casa: possono essere cieche oppure, perché no, vetrate! Scopri 5 motivi per cui le porte interne con vetro possono essere un'ottima soluzione per la tua casa: tanti vantaggi sia estetici che funzionali.
Porte interne vetrate – Leroy Merlin

1 - La luce

Una delle caratteristiche fondamentali delle porte vetrate è che consentono il passaggio della luce: sembra un dettaglio scontato ma non lo è! Infatti, scegliendo una porta interna con vetro, ad esempio, puoi garantire la chiusura di un ambiente poco luminoso permettendo comunque alla luce di filtrare anche dalla porta, rendendo l’ambiente piacevole e vivibile… Le porte vetrate possono avere diverse finiture: moderne ed essenziali, bianche con vetro trasparente oppure con vetro decorato, consentono di vivere gli ambienti in modo nuovo consentendo l’interazione tra gli spazi garantendo comunque un po’ di riservatezza.
Porte interne in vetro – Leroy Merlin

2 - Privacy dove serve

Le porte vetrate sono una soluzione interessante per vari motivi ma spesso non vengono valutate perché si teme che non garantiscano un sufficiente livello di privacy. In verità ci sono degli accorgimenti che ci vengono in aiuto in questo senso: inserendo un vetro satinato, come la porta a battente Sati Vetrata, è possibile chiudere gli ambienti consentendo comunque alla luce di filtrare. In un locale di servizio cieco, ad esempio, può essere utile questo accorgimento per consentire di utilizzare il locale attingendo la luce dall’ambiente adiacente…
Idea porta con vetro satinato – Leroy Merlin

3 - Lo spazio aumenta

Specialmente quando lo spazio non è molto, può essere utile inserire delle chiusure con porte vetrate scorrevoli per amplificare lo spazio mantenendo comunque delle separazioni funzionali. Ad esempio, possiamo dividere il soggiorno dalla zona cucina mentre utilizziamo i fornelli e lasciare l’area aperta nelle restanti occasioni per sfruttare al massimo lo spazio esistente. Possiamo anche creare delle separazioni quasi completamente vetrate, come la vetrata Atelier bianco, che permetteranno di organizzare lo spazio in maniera suggestiva ed affascinante.

Vetrata interna – Leroy Merlin

4 - Vero e proprio elemento di arredo

Le porte interne sono un vero e proprio elemento di arredo, contribuiscono a dare stile e carattere alla casa: per questo è una scelta molto importante da compiere. Possiamo decidere di usare porte semplici ed essenziali in modo da integrarle con le pareti oppure renderle un punto focale dell’arredo, come un quadro o un tappeto particolare. Le porte in vetro decorate, come la porta scorrevole con binario esterno Carpet, sono un’ottima soluzione se si vuole inserire un elemento forte e moderno nell’ambiente.
Porta in vetro decorato – Leroy Merlin

5 – Effetto scenografico

Le porte vetrate danno sempre un tocco di fascino in più alla casa! Non dimentichiamo comunque che una porta in vetro non deve essere necessariamente trasparente! Spazio alla fantasia: in una casa moderna trovo molto interessante e di grande impatto scenografico l’utilizzo di porte in cristallo scuro, come la porta scorrevole con binario esterno Lux, perfette anche in abbinamento con porte diverse. In questo modo avrai il passaggio della luce garantendo al tempo stesso la riservatezza nei locali…
Porta in cristallo scuro – Leroy Merlin

Abbiamo visto qualche idea, ora puoi iniziare a pensare a come rinnovare tua casa; non perdere la guida completa per ristrutturare casa e fammi sapere come hai deciso di intervenire!

GiulioM
Esploratore 🔍
24/05/22-08:21 (modificato)

Sei in fase di ristrutturazione o stai progettando la tua nuova casa a partire da zero, hai deciso quali rivestimenti e pavimenti posare e sei indeciso sulla scelta del battiscopa? Sostituire i pavimenti e ritinteggiare le pareti non basta per rinnovare gli ambienti domestici. Tra gli aspetti ai quali è bene prestare attenzione c’è il battiscopa, elemento che svolge un ruolo significativo sia in termini di funzionalità che di resa estetica. Se il battiscopa tradizionale non è una soluzione che ti convince, le alternative tra cui puoi scegliere sono numerose e si adattano agli stili di arredamento più minimal. Scopriamo insieme cosa è possibile installare al posto del battiscopa tradizionale e come abbinare questo elemento con il pavimento e le pareti.

Battiscopa sì o battiscopa no?

Ti stai chiedendo se devi mettere per forza il battiscopa in casa? La risposta è no. Come è normale che sia, ognuno è libero di fare ciò che vuole in casa propria. Se scegli di posare un pavimento in legno, però, è fortemente consigliato installarne uno. In questo caso, farne a meno è impossibile perché la posa del parquet richiede che venga lasciato uno spazio fra i listoni e il muro, così da non ostacolare la naturale dilatazione del legno.

Per quanto riguarda, invece, tutti gli altri tipi di pavimento, se la strada perseguita è quella del minimalismo più assoluto, puoi anche rinunciare al battiscopa. Se opti per questa soluzione, però, è importante prestare molta attenzione alla posa, che deve essere eseguita a regola d’arte, e alle rifiniture.
Da non sottovalutare, inoltre, il fatto che, in assenza delle bordure protettive, molto probabilmente incontrerai numerose difficoltà durante le pulizie quotidiane, rischiando di rovinare i rivestimenti delle pareti.

Per queste ragioni, ti suggerisco di installare sempre i battiscopa. Se quelli tradizionali non ti piacciono, puoi optare per soluzioni alternative che ti aiuteranno a mimetizzare il battiscopa all’interno delle pareti e a donare un tocco di carattere in più ai tuoi ambienti domestici. I battiscopa, infatti, oltre a svolgere una funzione protettiva e a prevenire danni e urti alle pareti, svolgono un’importante funzione decorativa. Scegliendo battiscopa dalle linee semplici ed essenziali e di spessore ridotto, potrai rendere gli ambienti più armoniosi e ottenere una resa estetica soddisfacente.

Soluzioni alternative al battiscopa tradizionale

Se non sei un amante degli stili tradizionali e sei alla ricerca di valide alternative al battiscopa, le soluzioni tra cui puoi scegliere sono numerose. Si va dai battiscopa a filo muro a quelli a scomparsa, dai battiscopa radianti a quelli passacavi, fino ai battiscopa luminosi, perfetti per creare meravigliosi effetti scenografici tra le mura domestiche.

Battiscopa a filo muro

La bordura protettiva a filo muro rappresenta il giusto compromesso per chi non apprezza le qualità estetiche del battiscopa, ma ne riconosce le qualità funzionali. Se scegli di installare un battiscopa a filo muro, sappi che sarai chiamato ad affrontare una posa più complessa rispetto a quella prevista per un battiscopa tradizionale. A fronte di un costo più elevato, potrai godere di un risultato estetico migliore. La complessità della posa è dovuta al fatto che i battiscopa a raso muro non vengono installati dopo la posa la fine dei lavori, ma durante. Vengono incassati a filo muro su pareti prive di intonaco, ancora prima che venga realizzato il sottofondo. Una volta realizzato l’intonaco, tornare indietro è impossibile e oneroso. Per questo motivo, è fondamentale che la posa venga eseguita accuratamente.

I vantaggi di cui potrai beneficiare optando per la posa di un battiscopa a filo muro non sono solo estetici. Installando una bordura protettiva perfettamente aderente alla parete, infatti, potrai contare su una maggiore igienicità. La polvere non si accumulerà sul battiscopa perché quest’ultimo non sporgerà dalla parete. Inoltre, se lo desideri, avrai la possibilità di installare una porta a scomparsa a filo muro senza rinunciare al battiscopa e, naturalmente, potrai proteggere le tue pareti da colpi accidentali, oltre che spostare i mobili all’interno delle stanze senza problemi. La posa di un battiscopa a filo muro, considerata la complessità dell’operazione, è consigliata se si è in fase di ristrutturazione integrale ed è previsto il rifacimento dell’intonaco.

Battiscopa radiante

Se i termosifoni che hai in casa non riscaldano bene gli ambienti domestici, reputi i caloriferi antiestetici oppure stai ristrutturando casa e hai difficoltà a sistemare le tubature necessarie per il corretto funzionamento dell’impianto di riscaldamento, i battiscopa radianti al posto dei battiscopa tradizionali rappresentano la soluzione ideale. Grazie ai passi da gigante che sono stati compiuti in ambito tecnologico, sono disponibili in commercio battiscopa che fungono da impianto di riscaldamento. Optando per una simile soluzione, potrai distribuire il calore in modo uniforme in tutte le stanze, combinando alla perfezione estetica e funzionalità.

Battiscopa passacavi

La tua è una casa moderna e super high-tech in cui domina la domotica? Sarai certamente sommerso da cavi e collegamenti smart! Se sei alla ricerca di un battiscopa innovativo da installare al posto di un battiscopa tradizionale, valuta la posa di un battiscopa passacavi. Oltre ad essere complementi d’arredo a tutti gli effetti, permettono di organizzare al meglio gli ambienti. Essi, infatti, sono dotati di prese elettriche e alloggi che consentono il passaggio dei cavi (nascondendoli alla vista).

Battiscopa luminoso

I battiscopa luminosi sono l’ultima frontiera in materia di design degli interni. Hanno uno spessore particolarmente ridotto e rappresentano la soluzione ideale per mettere in risalto le linee contemporanee degli arredi. Essendo dotati di luce integrata LED, permettono di creare un’atmosfera accogliente e consentono di muoversi in casa in modo agevole anche al buio.

In abbinamento o a contrasto?

Quando si scelgono i battiscopa da posare, è possibile abbinarli al pavimento, alle pareti o alle porte. L’abbinamento del battiscopa con il pavimento è un grande classico: optando per questa soluzione, la fascia protettiva andrà a fare da cornice all’estremità inferiore delle pareti e sarà la naturale prosecuzione del pavimento. In alternativa, puoi abbinare il battiscopa alle porte: in questo modo creerai continuità con i serramenti. Lo stesso vale per l’abbinamento con le pareti: questa soluzione ti permetterà di rendere i battiscopa meno visibili.
Se la casa è arredata in stile moderno e anticonvenzionale, un’ottima soluzione è optare per il contrasto. In questo modo, le tue stanza non passeranno di sicuro inosservata! Giocare con i contrasti, non solo per quanto riguarda i colori ma anche i materiali, rappresenta la soluzione ideale per dare un tocco di personalità e carattere ai tuoi ambienti domestici.

Quelle che ti ho proposto sono le principali soluzioni alternative al battiscopa tradizionale. Ti sono stato d’ispirazione? Tieni a mente che la scelta della bordura protettiva da installare è rimessa al tuo gusto personale e al risultato finale che desideri ottenere al termine dei lavori. Hai qualche domanda da fare? Lascia un commento: ti risponderò in tempi brevi.