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MaraLocatelli
Redazione
09/28-12:38 (modificato)

Gli animali al centro della scena e del design della c...

Il design per animali, dalla lussuosa cuccia per cani ai mobili per i giochi per il gatto, è in forte ascesa. Perché in questo periodo di grandi lavori di ristrutturazione casa, non sei più solo tu che meriti tanta attenzione nel progettare le stanze dove vivi. La barkitecture è questo, una novità nei trend di arredamento casa, che consiste proprio nel prestare la massima attenzione alle esigenze del tuo animale domestico mentre ti occupi della ristrutturazione di casa. Scopri cos'è il trend barkitecture- threebirdsrenovations Cos’è la barkitecture? Il nuovo trend di design per animali Il trend barkitecture è sbarcato da oltreoceano. Dalle dimore dei vip in Australia e negli Stati Uniti, che ospitano piscine da sogno per i cani e percorsi giocosi per le passeggiate dei gatti, è arrivato da noi. Oggi il trend di design per animali influenza la progettazione delle abitazioni che devono tenere conto della presenza dei pet, con richieste come una zona doccia nella lavanderia dove potere fare la doccia al cane o mobili da soggiorno che incorporano elegantemente i tiragraffi per i gatti. L’influenza degli animali sull’arredamento di casa è da sempre un dato di fatto, perché costringe a dotarsi di aspirapolveri di grande qualità a cui non scappa un pelo, a strutturare l’ingresso con una zona di decontaminazione per ripulire il cane da fango e foglie dopo una passeggiata all’aperto o nei giorni di pioggia, e per ricavare una zona attrezzata per i bisogni del gatto. Le necessità sono tante, ma invece di soddisfarle un po’ come capita, si possono scegliere soluzioni di design per animali. Soluzioni per gli animali tra l'arredamento di casa- shutterstock e fabiothecat Gli animali influenzano l’arredamento di casa Progettare casa secondo la barkitecture significa adottare alcune caratteristiche specifiche per assicurarti che il tuo cucciolo viva in un ambiente confortevole. Le esigenze di ordine pratico vanno dalle porticine, per permettere di entrare e uscire liberamente se hai un terrazzo o un giardino, alla zona lavaggio per cani all’aperto. Si può immaginare anche il locale lavanderia con maggiore attenzione ai bisogno del tuo pet e includere un mobile lavanderia con i cassetti dove riporre il cibo e i contenitori per la pappa. Queste attenzioni non sono un’esclusiva che si può permettere solo chi ha una grande casa. Anzi, la sfida della barkitecture è diffondere il design per gli animali in case di tutte le dimensioni e offrire soluzioni efficaci a chi ha problemi di spazio. L’angolo con la lettiera del gatto, invece di stare in bella vista nel bagno può essere inserito nel vano di un mobile nascosto da un’anta basculante a cui il gatto può accedere comodamente. Un cuccia costruita su misura e incassata nel mobile a parete del soggiorno evita di ingombrare spazio prezioso in un’abitazione piccola. E se il tuo gatto è instancabile, perché non rivestire il muro all’ingresso o in corridoio come una colorata parete da arrampicata? Anche questi sono esempi di design per animali che offre confort e funzionalità. Anche la domotica è applicata agli animali entra nell'arredamento di casa, basta aggiungere delle videocamere in casa per tenerti in contatto con i tuoi animali quando sei al lavoro e fare sentire la tua voce. Così tra il tuo animale e l'arredamento di casa è subito amore -coxandcox e fabsignature Il design per animali unisce stile e creatività A volte per adottare la barkitecture in casa non è necessario acquistare oggetti costosi, basta pensare un pochino fuori dagli schemi. Per esempio, si possono utilizzare i pouf marocchini e grandi cuscini sul pavimento, rivestiti con tessuti colorati dai motivi etnici per organizzare la cuccia glam in salotto. I tappeti vintage resistenti, che hanno un aspetto usurato, non temono graffi di cani e gatti e conciliano la presenza degli animali con l’arredamento di casa chic. Le ciotole in ceramica per l’acqua e la pappa possono abbinarsi all’arredamento della cucina, e se metti alla parete dell’ingresso una fila di ganci ricercati per cappotti, cappelli e ombrelli, anche i guinzagli appesi diventeranno parte dell’arredamento. Senza creare disordine, saranno sempre a portata di mano per quando devi uscire. Trucchi e consigli per adottare il barkitecture trend Hai già sperimentato comode soluzioni di design per gli animali che vivono con te? Mostraci il risultato delle tue operazioni di barkitecture in casa, puoi essere di ispirazione per chi come te ama coccolare il suo piccolo 4 zampe.
MaraLocatelli
Redazione
09/27-19:16 (modificato)

Idee industrial per arredare un loft con soppalco

Dallo stile industriale con i suoi dettagli metallo alle atmosfere quasi zen delle candide ambientazioni nordiche, arredare un loft con soppalco moderno e funzionale è sempre stimolante. Per ispirarti e darti idee per arredare un loft con soppalco, oggi ti mostro tre varianti per rendere originali gli interni del tuo open space. Anche se per molti il bello dei loft con soppalco è anche la possibilità di sottolineare l’ambientazione da vecchio magazzino riqualificato con un arredamento industriale, quella non è la sola strada percorribile. Lo stile industrial è un classico quando si tratta di trovare idee per arredare un loft con soppalco: con i suoi mattoni a vista, i divani in pelle graffiati e i complementi di arredo dalle finiture metalliche ha un fascino grezzo di grande impatto. Ma non piace a tutti. Quindi ti do una buona notizia, se non sai come arredare un loft con soppalco perché non ti piace l’atmosfera industriale puoi provare anche altri stili. Che stile adottare per arredare un loft con soppalco Arredare un loft con lo studio sul soppalco Una buona idea per arredare un loft con soppalco è sfruttare quello spazio come uno studio personale. Nei piccoli appartamenti di città è difficile riuscire a ritagliarsi una stanza tutta per sé dove potersi concentrare per lavorare o studiare. Ma il bello di arredare un loft con il soppalco è proprio la possibilità di organizzare gli spazi in maniera meno convenzionale. Con l'ufficio soppalcato, puoi goderti la tranquillità di uno spazio dedicato alla tua attività, senza rubare spazio al soggiorno sotto. L’accostamento di un bianco caldo alle pareti e una carta da parati verde crea un ambiente rilassato e luminoso, adatto a favorire la concentrazione così come ad arredare un soggiorno intimo e accogliente. La carta da parati dal pattern botanico insieme alle piante in vaso lega le due zone del loft e le arreda come un giardino d’inverno. Da copiare la scelta degli elementi in legno chiaro che dai lampadari boho alle cornici degli specchi, dai tavolini da caffè alla scrivania su cavalletti, rimbalza con leggerezza in ogni ambiente con un effetto armonioso, moderno e naturale. Colore e relax per arredare un loft con soppalco moderno - Idea Leroy Merlin Dettagli moderni per arredare il loft con soppalco Quando bisogna decidere come arredare un loft con soppalco, grande quanto un monolocale, bisogna puntare sui dettagli. In questa calda interpretazione dello stile industriale, il calore rustico del legno si alterna ai dettagli freddi e stylish delle finiture metallo. Il parquet si accompagna alla cucina in rovere con una zona snack che però non esclude la presenza di uno scenografico tavolo da pranzo in legno allungabile. Il soppalco si inserisce nell'angolo superiore del soggiorno per ospitare la zona notte. La combinazione di metallo e vetro della ringhiera del soppalco permette di enfatizzare la luminosità del loft senza rinunciare alla privacy. Arredare la camera da letto sul soppalco come il loft, con comodino e letto in legno, serve a sottolineare il mood contemporaneo dell’ambiente. Il tocco di stile è il mosaico lampade da terra, faretti e sospensioni dal design industrial, che illuminano e decorano lo spazio in uno stile bicolore di grande impatto. Metallo, vetro e legno: i must dell'arredamento di un loft moderno Come arredare un loft con soppalco chic e zen Le travi e i pilastri a vista non devono per forza avere un aspetto rustico oppure industriale. Dipingere tutti gli elementi strutturali in bianco è una buona idea per arredare il loft con soppalco in uno stile nordico dall’atmosfera quasi zen. Una scala a chiocciola completamente bianca, che collega la zona notte del soppalco con la zona giorno del loft, può essere l’elemento centrale scenografico, attorno al quale costruire la visione dell’open space. Una cucina bianca dal design essenziale e senza pensili incarna perfettamente la tendenza minimalista contemporanea degli ultimi anni. Per renderla più calda e funzionale, basta accostare le mensole in rovere da parete e un pavimento effetto legno in gres porcellanato, pratico, resistente e esteticamente impeccabile. La camera da letto quasi scompare alla vista dietro al vedo-non-vedo della ringhiera bianca. Così come scompare l’illuminazione assicurata da applique in gesso bianco , faretti e barre di luci led, moderne e minimali. Idee zen per il loft con soppalco minimal Il soppalco è un elemento fantastico per creare dinamicità agli ambienti grandi come gli open space, ed è anche la soluzione ideale per ingrandire un piccolo appartamento. Scopri quali sono i requisiti necessari per costruire un soppalco.
RafaelMaffina
Redazione
09/26-14:08 (modificato)

5 idee per chiudere un soppalco

Prima di affrontare il discorso sul soppalco chiuso, chiariamo subito che il soppalco è una partizione orizzontale della stanza che si ottiene inserendo un piano calpestabile, ovvero un setto orizzontale, così da creare due ambienti su livelli diversi all’interno di una stessa stanza. La condizione essenziale per poter utilizzare il soppalco è che sia aperto sulla stanza su cui si affaccia. Ovviamente l’affaccio del soppalco va chiuso con una balaustra che può essere di diversi materiali. Quando invece si parla di soppalco chiuso con il cartongesso, spesso ci si riferisce a una struttura utilizzata come ripostiglio, il cosiddetto palchettone. Vediamo allora di chiarire le diverse potenzialità di questa struttura versatile. Tre varianti di soppalco chiuso da ringhiera Sono tre le possibilità per costruire un soppalco chiuso da una balaustra o da una ringhiera: si può costruire la struttura in muratura, in legno oppure in metallo. Il soppalco in muratura richiede forse più tempo per la realizzazione ma ha il vantaggio di accogliere eventuali impianti. Il soppalco in legno è più leggero e veloce da installare, così come il soppalco in acciaio o in ferro, ma rispetto a quest’ultimo ha il valore aggiunto del grande impatto estetico. Il soppalco chiuso con il cartongesso, invece, è un altra cosa. In genere è un piccolo ripostiglio che si costruisce abbassando di poco il soffitto così da avere il cosiddetto palchettone. Si tratta di una soluzione salvaspazio davvero speciale perché ti permette di avere vani nascosti in un controsoffitto sopra il corridoio o in altre stanze. Il soppalco chiuso con il cartongesso? Ecco il palchettone Il palchettone è un soppalco non abitabile e serve solo a contenere oggetti. Le idee per il soppalco chiuso con il cartongesso sostanzialmente sono mirate a sfruttare lo spazio inutilizzato e tramutarlo in un ripostiglio sopraelevato in ogni stanza della casa. Puoi adottarlo nei disimpegni di casa, per riporre attrezzature sportive, valigie o gli addobbi natalizi. Puoi creare un soppalco chiuso col cartongesso in camera da letto, per riporre il classico cambio di stagione. E poi, tra le idee per il soppalco chiuso c’è anche quella di utilizzarlo come una capiente dispensa in cucina, un vano dove riporre scorte o anche oggetti e piccoli elettrodomestici. Il cartongesso si integra perfettamente con la muratura, può ospitare i faretti. e l'installazione di questo speciale soppalco chiuso non richiede nemmeno permessi perché rientra nell’edilizia libera. Idee per il soppalco chiuso con una balaustra Altra cosa, invece, è pensare a come proteggere il lato aperto della struttura che si affaccia sulla stanza. Per essere a norma di legge, il soppalco va chiuso con un parapetto di almeno 110 cm di altezza. Se però lo stile della ringhiera da scala non ti piace e se trovi che il soppalco chiuso con un muretto in cartongesso sia troppo banale, puoi puntare su effetti più impattanti. Di grande tendenza, per esempio, è il soppalco chiuso con il vetro. Basta montare gli appositi pannelli in vetro stratificato, che possono avere un aspetto chiaro o extrachiaro, che appaiono come un’estesa superficie di vetro dall’aspetto elegante ed essenziale. Oppure si possono scegliere pannelli di vetro collegati da paletti in acciaio con finitura cromata o satinata. O, ancora, si può decidere di dare al soppalco chiuso con vetro un twist più industriale, scegliendo un telaio dalla finitura metallo brunito che incornicia il vetro. Se devi realizzare la struttura in una casa di montagna o se il tuo arredamento è orientato all’effetto naturale di sapore nordico, una buona soluzione è il soppalco chiuso in legno. In pratica puoi realizzare la struttura portante in ferro o in acciaio e poi aggiungere un rivestimento effetto legno. Questo ti permette di risparmiare, senza però rinunciare all’effetto del soppalco chiuso da una balaustra in legno, magari anche corredato da una scala in legno. Infine, c’è anche l’alternativa che piace soprattutto a chi sceglie di arredare casa o il loft in stile industriale, di costruire un soppalco in ferro o in acciaio. Queste strutture sono molto resistenti, di solito anche rapide da montare e possono creare un ambiente davvero di gran carattere, soprattutto in un loft moderno. Anche questo tipo di soppalco va chiuso con una ringhiera che, per creare una giusta armonia, dovrebbe essere un prolungamento della struttura metallica o tutt’al più essere di vetro. Spero di averti aiutato a comprendere la differenza tra soppalco chiuso con cartongesso, utilizzato come ripostiglio, il soppalco chiuso da una balaustra come richiesto dalla normativa. Leggi quali sono gli altri requisiti per icostruire un soppalco a norma di legge.
RafaelMaffina
Redazione
09/26-12:48

Qual è l'altezza minima per soppalcare?

Per costruire un soppalco, l’altezza minima non è il solo valore a cui devi fare attenzione. Che tipo di soppalco devi costruire? Per un soppalco d’arredo non ci sono limitazioni, diverso è il discorso quando si tratta di una struttura fissa. Indipendentemente dal fatto che abbia una destinazione abitabile o meno, ci sono sicuramente dei parametri da rispettare come dimensione e altezza minima del soppalco. Soppalco: altezza minima da rispettare Per ampliare la superficie utilizzabile di una casa dove il soffitto è alto ma non abbastanza per un secondo livello, la soluzione è adottare una struttura come il soppalco. Se si sceglie la strada diffusa di installare il soppalco da arredo, che sostanzialmente è un mobile come il classico letto sopraelevato, non servono dichiarazioni, permessi o norme da rispettare. Diversamente, quando si pensa di ampliare la superficie utilizzabile con una struttura fissa, bisogna verificare di avere l’altezza minima per soppalcare. I soppalchi fissi possono essere di due tipi: c’è il soppalco abitabile, che comporta un aumento dello spazio abitabile attraverso la costruzione di una struttura fissa, il soppalco non abitabile invece è sostanzialmente un ripostiglio che non può essere calpestabile e quindi, come un armadio a muro, non influisce sull’aumento dello spazio abitabile. Secondo la normativa italiana, le strutture fisse che comportano interventi murari per ottenere un aumento dello spazio, con profondità superiore a 180 cm, sono soppalchi abitabili sottoposti a restrizioni. Questa distinzione è fondamentale perché comporta un iter burocratico preciso. L’altezza minima del soppalco determina la dimensione In genere, per potere costruire un soppalco l’altezza minima necessaria nella zona sottostante non può essere inferiore a 2,10 nella zona sottostante e lo stesso vale per la distanza tra pavimento finito e il soffitto. Questo significa che l’altezza minima per soppalcare è di 4,30 metri. Ci sono però parecchie eccezioni, soprattutto nelle località montane e in alcuni centri storici, dove è possibile soppalcare una stanza anche con un’altezza del soffitto inferiore. L’altezza minima per un soppalco ha una relazione stretta anche con la dimensione della superficia soppalcabile. Infatti, di norma la dimensione della struttura, esclusa la scala di accesso, deve essere al massimo un terzo di quella della stanza dove si vuole costruire il soppalco. Quando però si interviene in un ambiente dai soffitti alti, ovvero dove l’altezza al soffitto della parte superiore della struttura è di almeno 2,20 metri, si può tranquillamente costruire un soppalco più ampio che può arrivare a coprire la metà della superficie della stanza. I parametri da rispettare e l’altezza minima per soppalcare Prima di cominciare a progettare, bisogna consultare i Regolamenti Edilizi all'Ufficio Comunale, visto che si tratta di normativa in continua evoluzione e che ogni Comune adotta un proprio regolamento. Superficie, circolazione dell’aria, illuminazione e altezza di un soppalco sono i parametri da verificare. Consultare le norme locale è fondamentale per sapere con certezza: quanta superficie si può soppalcare, quanta porzione bisogna bisogna lasciare aperta sul locale su cui si affaccia, qual è l’altezza minima da rispettare per un soppalco a norma di legge. Quando il soppalco si affaccia sul locale sottostante, bisogna attrezzarlo con un parapetto a norma che deve rispettare l’altezza minima di 110 cm. Ma prima di potere dare il via ai lavori per soppalcare una stanza devi consegnare il progetto realizzato da un professionista all'Ufficio Tecnico del Comune. Le altre caratteristiche da soddisfare per poter consegnare un progetto a norma di legge, riguardano la superficie minima finestrata sul soppalco, che non può essere inferiore a 1/8 della superficie del locale soppalcato. Quindi, anche questa limitazione e non solo l’altezza minima condiziona l’estensione del soppalco, ricordando che la soletta del soppalco non deve ridurre la funzionalità delle superfici finestrate. A lavori terminati, bisogna presentare la documentazione all’Ufficio del Catasto, perché di fatto con l’aumento della superficie calpestabile aumenta anche la metratura dell’appartamento. Se hai dubbi scrivici e se ti servono consigli per arredare il soppalco, sfoglia periodicamente le nostre idee nella sezione progetti.
Claudia M
Redazione
09/26-09:34

Come coltivare l’aglio in vaso o in giardino: una guid...

C’è chi lo ama e c’è chi lo odia. C’è chi non può fare a meno di utilizzarlo per insaporire le proprie pietanze e chi, invece, preferisce evitarlo per non appesantire l’alito. L’aglio è una pianta bulbosa dai mille usi in cucina e dalle notevoli proprietà benefiche per l’organismo. Sia che tu abbia il pollice verde sia che tu abbia da poco iniziato a cimentarti nella coltivazione, l’aglio è una pianta che puoi facilmente coltivare sia in giardino che in vaso. Scopriamo quale procedura seguire per coltivare l’aglio sul balcone o in piena terra e raccogliere splendidi frutti in primavera. Le varietà L’aglio è una pianta bulbosa molto apprezzata per le sue proprietà curative, il suo profumo avvolgente e il sapore inconfondibile che riesce a donare ai piatti. Se scegli di coltivare l’aglio nel tuo piccolo o grande orto domestico, il punto di partenza è la scelta della varietà. Il consiglio è optare per quelle locali o di origine contadina, facilmente reperibili nei mercati a km 0. La qualità è di gran lunga superiore rispetto all’aglio preconfezionato che puoi trovare al supermercato. Quando si parla di varietà di aglio, la prima distinzione da fare è quella tra aglio bianco e aglio rosso. Tra le varietà di aglio bianco, quelle italiane più diffuse sono il polesano, il piacentino e il vessalico. Per quanto riguarda, invece, le varietà di aglio rosso, quelle più rinomate sono il Rosso di Sulmona, il Rosso francese e il Rosso di Nubia. Come coltivare l’aglio Coltivare l’aglio è un’impresa che può essere affrontata da tutti, sia dai più esperti che da coloro che sono alle prime armi. La coltivazione di questa pianta bulbosa, infatti, è molto rustica e facile da compiere. Può essere effettuata agevolmente sia negli orti in piena terra che negli orti in vaso. Le accortezze da adottare, se scegli di piantare l’aglio in vaso, sono quelle generiche valide per tutte le piante dell’orto sul balcone. Accertati che il terreno sia drenante e sabbioso e che sul fondo del contenitore sia presente uno strato di ghiaia. Scopriamo di più sulla coltivazione dell’aglio, dalla semina alla raccolta. Quando si pianta l’aglio? Il periodo migliore per piantare l’aglio è quello autunnale, da ottobre a novembre. In alternativa, è possibile piantarlo a fine inverno, tra gennaio e marzo. La scelta dipende dal clima della zona in cui vivi, oltre che dalla varietà che scegli di coltivare. In genere, l’aglio è una pianta particolarmente resistente alle basse temperature (riesce a sopportare anche -15°C). Tuttavia, nei luoghi in cui l’inverno è molto rigido, può soffrire del gelo prolungato. In questo caso, è consigliato piantare l’aglio nel periodo primaverile e non in autunno. Semina Per effettuare la semina dell’aglio procurati dei bulbilli. Fatto ciò, interrali a circa 3 o 5 cm di profondità, posizionando le punte che formeranno i germogli verso l’alto. Questa condizione risparmia alla pianta molta fatica e ne favorisce lo sviluppo. Il consiglio è interrare i bulbi più grossi e vigorosi: in questo modo, potrai ottenere piante forti ed estremamente resistenti. È importante prestare attenzione alla distanza tra un bulbillo e l’altro. La distanza di semina minima da rispettare è di 10-15 cm. Tra le file, invece, il suggerimento è mantenere una distanza di almeno 25-30 cm. Attenzione: l’aglio, prima di essere piantato, non deve essere sbucciato. Puoi metterlo a dimora completo di rivestimento! La tunica dello spicchio, infatti, funge da protezione naturale ed evita la formazione di marciumi, nonché l’attacco di parassiti. Come prendersi cura dell’aglio L’aglio non richiede particolari attenzioni in fase di coltivazione. Predilige un terreno asciutto per far sviluppare bene le radici e far crescere il bulbo interrato, ovvero la parte della pianta che potrai utilizzare in cucina. Per quanto riguarda l’irrigazione, è importante evitare la formazione di ristagni perché l’umidità tende a favorire la proliferazione di malattie fungine. Se opti per la coltivazione in vaso, utilizza un terriccio universale mescolato con la sabbia: il drenaggio è assicurato! Le annaffiature non devono essere eccessive e, in realtà, possono essere anche assenti (soprattutto in caso di coltivazione in pieno campo), considerato che l’aglio resiste bene alla siccità. Gli unici momenti in cui l’irrigazione si rivela necessaria sono al momento della messa a dimora, per favorire il primo sviluppo della pianta, al momento della raccolta e, in caso di assenza di precipitazioni, in via d’urgenza, anche nel periodo primaverile. In merito alla coltivazione, l’aglio ha poche esigenze nutritive. Evita la concimazione organica nel momento pre-semina perché può causare la formazione di marciumi. Altre operazioni colturali È importante mantenere l’aglio al riparo dalle malerbe perché potrebbero ostacolare la crescita della pianta. Funzionali a questo scopo sono le attività di sarchiatura del terreno**. Eseguile periodicamente e con estrema cautela per non danneggiare le radici. Puoi anche pensare di stendere un telo di pacciamatura per evitare la comparsa di erbe infestanti e avventizie. Più informazioni su come scegliere il telo di pacciamatura giusto le trovi in questa guida. Nella fase finale della coltivazione, poi, è bene eseguire la piegatura del fusto. Il consiglio è effettuarla circa un mese prima dalla raccolta. È un’accortezza importante da adottare perché permette al bulbo interrato di aumentare di volume. Raccolta e conservazione La raccolta dell’aglio può essere eseguita in primavera e, in generale, dopo circa 5-6 mesi dalla semina. Un trucco per capire se i bulbi sono pronti per la raccolta è osservare il gambo: se si piega e si svuota, puoi procedere con l’estirpazione manuale delle piante dal terreno con tutta la radice. Se il terreno risulta secco e l’estirpazione si rivela difficoltosa, scava intorno alla pianta con delicatezza. Una volta raccolte, lascia le piante ad essiccare al sole sul terreno per qualche giorno (circa una settimana). Trascorso questo tempo, ripulisci l’aglio dal terriccio residuo e dalle tuniche esterne rovinate e taglia le radici. Crea delle trecce e appendile in un luogo fresco e asciutto. Se esegui la conservazione nel modo giusto, il tuo aglio sarà protetto per circa 7-8 mesi. Evita assolutamente di conservarlo all’interno di sacchetti di plastica perché i bulbi potrebbero marcire molto velocemente. Coltivare l’aglio, come avrai avuto modo di intuire, è tutt’altro che difficile. Rimboccati le maniche e metti in pratica i suggerimenti che ti ho fornito per far crescere la pianta rigogliosa e donare ai tuoi piatti un sapore inconfondibile. Se hai domande da fare o qualche passaggio non ti è chiaro, lascia un commento: sono qui per aiutarti!
GiulioM
Redazione
09/26-09:24 (modificato)

Rivestimento scala esterna: tra atmosfera, estetica e ...

Sei in fase di ristrutturazione o progettazione del tuo spazio all’aperto e non sai quale rivestimento per scala esterna scegliere? Come la facciata dell’edificio, anche le scale fungono da biglietto da visita e, in quanto tali, meritano le dovute attenzioni. Valorizzarle con il rivestimento giusto è importante per connotare l’abitazione sul piano estetico e ottenere un risultato finale all’altezza delle proprie aspettative. Scopriamo insieme quali fattori valutare in fase di scelta e quali sono le soluzioni più di tendenza per rivestire le scale esterne e trasformarle in un accogliente e raffinato benvenuto. Il ruolo dei rivestimenti per scale esterne Scegliere con attenzione il rivestimento per scale esterne è importante perché ti permette di migliorare l’aspetto generale dell’outdoor, sia esso un giardino che un cortile d’ingresso. È un’occasione per decorare l’esterno e donare un accento in più all’atmosfera dei tuoi spazi all’aperto: i rivestimenti giusti aggiungono dettagli architettonici unici alla facciata e rappresentano lo sfondo ideale su cui sistemare fiori e piante che scendono a cascata lungo tutta la scalinata. I rivestimenti per scale esterne, però, non permettono soltanto di valorizzare l’estetica dell’abitazione. Essi, infatti, se adeguati rispetto al contesto in cui sono inseriti, svolgono anche un importante ruolo funzionale. Di fatti, i gradini sollevano piani e porte dal suolo. In più, se rivestiti del materiale giusto, contribuiscono a mantenere puliti gli ingressi. I fattori da valutare in fase di scelta Non sai come orientarti nella scelta del rivestimento per scala esterna? Il primo fattore da valutare è lo stile che hai scelto per arredare il tuo spazio all’aperto. Le soluzioni possibili sono pressoché infinite: alcune, come i rivestimenti in resina, sono più adeguate ai contesti moderni, altre, invece, come i rivestimenti in cotto, sono più adatte da inserire negli spazi all’aperto arredati in stile classico e tradizionale. Naturalmente, non dimenticare di considerare il budget che hai a disposizione, nonché il risultato che desideri trovarti davanti quando, una volta terminati i lavori, volgerai lo sguardo verso la facciata di casa. Una volta definito lo stile dell’arredamento, il budget a disposizione e il risultato finale che desideri ottenere, puoi passare alla scelta del materiale e del colore del rivestimento per scala esterna. Per quanto riguarda il materiale, presta attenzione non solo all’estetica, ma anche alle performance in termini di resistenza alla intemperie, all’umidità e agli sbalzi di temperatura, sicurezza e resistenza al gelo e al ghiaccio, impermeabilità, resistenza agli urti e alle abrasioni. Per quanto riguarda il colore, lasciati guidare dallo stile complessivo della proprietà e dall’effetto che vuoi ottenere. In questo caso, le principali alternative sono due: tono su tono o a contrasto. Puoi scegliere un rivestimento per scala esterna che si integri alla perfezione con i colori della facciata, tono su tono: questa soluzione è l’ideale se desideri connotare l’esterno con uno stile lineare e pulito, puntando sulla continuità e l’armonia. Un’altra possibilità è quella di scegliere un rivestimento per scala esterna a contrasto rispetto al colore del rivestimento della facciata. Quale effetto otterrai? Una bellissima scala da esterno che diventerà la protagonista assoluta dell’outdoor e che potranno essere completate e arricchite con ringhiere e corrimano di carattere. I 6 materiali più in voga per rivestire le scale esterne I materiali tra cui puoi scegliere come rivestimento della scala esterna sono numerosi. Esistono soluzioni per tutti i gusti e per ogni tipo di esigenza tecnica e funzionale. Il punto di arrivo è bene che sia la valorizzazione dell’esterno di casa, sia esso in stile classico, industriale, rustico o contemporaneo. Idee rivestimento scale esterne: il cemento Uno dei materiali più popolari utilizzati per la costruzione delle scale esterne è il cemento. Se realizzate da esperti e, soprattutto, come parte integrante di un progetto generale ben definito e in linea rispetto alle caratteristiche dell’abitazione, assicurano una grande resa estetica. Le scale esterne sono ancora da realizzare? Optando per il cemento e giocando con forme suggestive (curve, dritte o a spirale), potrai lasciarle così come sono, senza prevedere l’installazione delle piastrelle per rivestirle. Sono estremamente eleganti, garantiscono una lunga durata, non richiedono particolari attenzioni in termini di manutenzione e sono resistenti agli agenti atmosferici. La soluzione perfetta per un outdoor moderno, di ispirazione sia minimal che industrial! Rivestimento gradini scala esterna in cotto Se sei alla ricerca di un rivestimento per scala esterna che sappia coniugare alla perfezione bellezza della tradizione ed eleganza dell’architettura moderna, le mattonelle in cotto rappresentano la soluzione ideale. Le scale esterne rivestite con questo materiale sono resistenti alle temperature e alle intemperie, sono antiscivolo e si adattano alla perfezione ad ogni tipo di contesto. Che la tua casa sia un antico casolare di campagna o una villa moderna di nuova costruzione, il rivestimento in cotto è una delle scelte più indicate. ) Resina La resina è un materiale innovativo dalle infinite applicazioni che puoi utilizzare anche per rivestire i gradini della tua scala esterna, beneficiando di numerosi vantaggi. L’effetto estetico è assicurato e hai la possibilità di personalizzare il rivestimento nei minimi dettagli. Puoi scegliere, infatti, tra numerose finiture ed effetti, che imitano una vasta gamma di materiali naturali. Traspirante e versatile, la resina è l’ideale se sei alla ricerca di un rivestimento che sappia donare continuità ai gradini grazie all’assenza di fughe. Gres porcellanato In commercio esistono elementi monoblocco senza fughe realizzati in gres porcellanato che possono essere applicati per il rivestimento delle scale esterne. Il gres è un materiale estremamente resistente che imita alla perfezione numerosi materiali naturali, come la pietra, il cotto, il marmo e il legno. I rivestimenti realizzati con questo materiale sono perfetti perché garantiscono: elevata resistenza al calpestio, inalterabilità del colore a contatto con i raggi UV, resistenza alle macchie e alla corrosione, poca manutenzione e proprietà idrorepellenti. Rivestimento per scala esterna in pietra Quando si è alla ricerca del materiale in assoluto più resistente da utilizzare per rivestire le scale esterne, la scelta non può che ricadere sulla pietra. Scale rivestite con questo materiale sono in grado di durare anche per migliaia di anni! Sei libero di scegliere il design che preferisci, così da ottenere un risultato finale all’altezza delle tue aspettative e in linea rispetto al contesto di riferimento, che può essere sia urbano che rurale. Di fatti, le scale esterne rivestite in pietra sono perfette sia per gli ambienti di ispirazione classica che per quelli moderni: in quest’ultimo caso, ti consiglio di giocare con l’illuminazione e di aggiungere alla scalinata dettagli dal forte potere decorativo, come strisce led o faretti da incasso. Indipendentemente dallo stile, montate sulla superficie dei gradini, come le piastrelle, le pietre si integrano alla perfezione agli outdoor verdi e fioriti perché donano un tocco naturalistico che rende l’ambiente paradisiaco. Quelli che ti ho fornito sono suggerimenti di cui puoi far tesoro per orientarti nella scelta del rivestimento per scala esterna più adeguato da acquistare. Se hai domande da fare o idee da proporre agli utenti della Community, lascia un commento: sarà felice di risponderti!
GiulioM
Redazione
09/26-09:16

Mini cucina, la soluzione salvaspazio per coniugare pr...

Stai arredando la cucina e il poco spazio a disposizione ti sembra un ostacolo insormontabile all’abitabilità della stanza? Una metratura ridotta può fare la differenza in termini di organizzazione degli spazi e collocamento degli arredi e dei complementi. Adottando gli accorgimenti giusti, però, la buona riuscita del progetto è assicurata! Per tua fortuna, infatti, l’industria del mobile ha recepito le esigenze di chi deve fare i conti con spazi piuttosto ristretti, proponendo una vasta gamma di soluzioni, tra cui spiccano le mini cucine. Scopriamo cos’è una mini cucina e quali sono i fattori da valutare per donare praticità e comodità a questa stanza della casa, senza rinunciare all’estetica. Mini cucina: perché sì Quando si parla di “mini cucina”, si fa riferimento ad una soluzione d’arredamento perfetta per piccoli appartamenti, come monolocali e bilocali, nonché per piccoli uffici e spazi polifunzionali. Una mini cucina è l’ideale all’interno di questi contesti perché permette di sfruttare al meglio lo spazio a disposizione, senza rinunciare alle funzionalità tipiche di una cucina tradizionale di dimensioni standard. Se, nella tua cucina, gli spazi piccoli rendono difficili movimenti fluidi e ampi, una mini cucina è la soluzione più indicata perché assicura due grandi vantaggi: occupa davvero poco spazio e ti permette di avere sempre tutto a portata di mano. Molto spesso, infatti, le mini cucine sono dotate di ante e mensole: puoi utilizzarle come dispensa, senza essere costretto a grandi spostamenti durante la preparazione dei pasti. Dimensioni e tipologie di mini cucine Ti starai sicuramente chiedendo quali sono le dimensioni di una mini cucina per capire se una simile soluzione possa effettivamente adattarsi allo spazio che hai a disposizione. La risposta è dipende. La grandezza delle mini cucine, infatti, varia in base al numero di elettrodomestici ed elementi della struttura. Se lo desideri, però, ne puoi far realizzare una su misura. Generalmente, se si considerano i modelli standard, le mini cucine hanno una lunghezza di circa 90-100 cm e una profondità che si aggira intorno ai 40-50 cm. In commercio esistono tre principali tipologie di mini cucine: le mini cucine monoblocco, le mini cucine monoblocco a scomparsa e le mini cucine con pensili. Quando parliamo di mini cucine monoblocco, facciamo riferimento ad un unico mobile in blocco che puoi posizionare, ad esempio, al centro della parete. Simili alle cucine monoblocco, le cucine monoblocco a scomparsa si differenziano da queste ultime perché adatte da sistemare all’interno di un armadio o di un mobile delle dimensioni adeguate: in questo caso, una volta che avrai chiuso le ante, la cucina scomparirà. Non ti accorgerai della sua presenza! Infine, le mini cucine con pensili corrispondono in tutto e per tutto alle cucine tradizionali. La differenza? Hanno dimensioni molto più contenute! Mini cucina monoblocco Le mini cucine monoblocco sono da considerare come evoluzione delle cucine a incasso. Tra le cucine di piccole dimensioni più diffuse, le mini cucine monoblocco sono innovative, funzionali e adatte alla tua stanza se vivi in un monolocale o hai un angolo cucina davvero molto piccolo. Le riconosci perché si presentano come un blocco unico. Puoi posizionarne una contro la parete, senza necessità di inserire tasselli o piastrelle paraschizzi. Generalmente, la struttura di una mini cucina monoblocco include un’unica pila di armadi e ante ed è dotata di tutti gli elementi che compongono una zona cottura tradizionale. Non devi pensare alla mini cucina monoblocco come ad una soluzione di bassa qualità: puoi dotarla di tutti i comfort che desideri, compresi gli elettrodomestici, a patto che, naturalmente, siano più piccoli e abbiano dimensioni salvaspazio rispetto a quelli che si potrebbero trovare in una cucina più spaziosa. I modelli tra cui puoi scegliere sono numerosi: vanno dallo stile moderno a quello più tradizionale. Mini cucina monoblocco a scomparsa Una cucina monoblocco a scomparsa è la soluzione più indicata per te se vivi in una monolocale in cui soggiorno e cucina sono di fatto un unico ambiente. È l’ideale per non creare confusione e nascondere alla vista alcuni elementi che potrebbero rendere la stanza disordinata. Come le mini cucine monoblocco, anche quelle a scomparsa si presentano come un blocco unico. La differenza è che queste ultime sono dotate di un meccanismo che le nasconde. Optando per questa soluzione, potrai trasformare la cucina in un elemento d'arredo della zona living! La chiusura delle mini cucine monoblocco a scomparsa può essere principalmente di due tipi: a serranda o ad ante (a libro o a battente). La chiusura ad ante a battente è la soluzione più classica, ma per la quale ti sconsiglio di optare se lo spazio che hai a disposizione è molto limitato. Le ante aperte, infatti, potrebbero rubare spazio prezioso! Piuttosto, ti suggerisco di preferire le ante a libro. Molto in voga negli ultimi anni sono le cucine monoblocco a scomparsa con chiusura a serranda: assicurano un grande effetto estetico grazie al loro design accattivante, sono pratiche e assicurano una maggiore fruibilità dello spazio. Mini cucina con pensili Se proprio non vuoi rinunciare ad una cucina tradizionale e lo spazio te lo consente, opta per una mini cucina con pensili. Ha dimensioni molto più ridotte rispetto ad una cucina tradizionale, ma può comunque essere dotata di mini penisola, perfetta da utilizzare come blocco per separare gli spazi, come piano d’appoggio oppure come superficie per fare colazione o spuntino al volo. Non sottovalutare il fattore luminosità La scelta di una mini cucina, in fase di arredamento, può certamente contribuire a rendere la stanza più funzionale, pratica, comoda e accogliente, soprattutto se hai poco spazio a disposizione. Tuttavia, questa scelta non ti libera dalla necessità di prestare attenzione alla luminosità dell’ambiente! Un’ottima illuminazione, infatti, insieme ad una mini cucina, assicurerà alla tua stanza tutto un altro aspetto e la farà sembrare più grande e ariosa. Parti dalla scelta dei colori. Molto dipende dallo stile che avrai scelto per l’arredamento. Tuttavia, il consiglio è optare per tonalità chiare e neutre, come il panna, il grigio e l’avorio. Sfrutta l’illuminazione come una risorsa preziosa: esalta il fondo della stanza con le luci giuste per conferire una maggiore profondità all’ambiente rispetto alle sue dimensioni reali. Naturalmente, se il tuo desiderio è quello di donare carattere e personalità alla cucina, sei libero di scegliere tonalità più forti e vivaci: il suggerimento, però, è unire questi colori a materiali naturali, come il legno e la pietra, o industriali, come il metallo e il mattone, per creare un’atmosfera intima, confortevole e accogliente. Vuoi saperne di più? Leggi l’articolo sui colori da usare in una cucina piccola. Come avrai avuto modo di intuire, non c’è bisogno di farsi scoraggiare da uno spazio troppo ristretto. Adottando gli accorgimenti giusti, infatti, potrai creare una mini cucina che nulla avrà da invidiare alle cucine tradizionali! Scegli la soluzione che più si adatta alle tue esigenze e alle caratteristiche dello spazio che hai a disposizione: a lavori ultimati, condividi uno scatto con la Community per ispirare gli altri utenti.
GiulioM
Redazione
09/23-12:41

Cucina senza pensili: più luce e meno ingombro

Stai ristrutturando o progettando la cucina e sei alla ricerca di una soluzione che possa aiutarti a rendere l’ambiente luminoso e arioso? Preferire alle colonne, alle basi e agli armadietti sospesi delle cucine tradizionali, una soluzione senza pensili è l’ideale, soprattutto se hai poco spazio a disposizione. Vediamo in quali casi realizzare una cucina senza pensili è un’ottima idea, scopriamo quali sono le possibili soluzioni alle criticità che ruotano intorno a questa tendenza che sta spopolando nel mondo dell’interior design e passiamo in rassegna alcune idee da cui trarre ispirazione per mettere a punto un progetto in linea rispetto alle caratteristiche della stanza e al risultato finale che si desidera ottenere. Cucina senza pensili: perché sì Che la tua intenzione sia quella di realizzare un ambiente in stile moderno, contemporaneo o industriale oppure in stile country o shabby chic, la cucina senza pensili è una soluzione attuale che si adatta alla perfezione ad ogni tipo di progetto. Di norma associata ad uno stile moderno e ad ambienti in cui regna l’essenzialità, infatti, la cucina senza pensili è perfetta anche all’interno di spazi arredati in stile classico e tradizionale. Ad esempio, se lo stile che hai scelto per l’arredamento è vintage, una cucina senza pensili è la scelta più azzeccata perché ti consente di sostituire gli armadietti sospesi con mensole, credenze, carrellini o armadi che contribuiscono a donare più carattere alla stanza. È una soluzione consigliata soprattutto in caso di spazi ridotti, open space e ambienti che presentano una serie di vincoli strutturali (come finestre o tetti spioventi). Più nello specifico, realizzare una cucina senza pensili conviene perché: è più delicata rispetto ad una cucina tradizionale: contribuisce a rendere la stanza visivamente più ampia, luminosa e ariosa. Questo fattore ti permette di optare per una palette cromatica scura. Inoltre, l’assenza di pensili e di ombre sui fuochi e sul piano di lavoro assicura maggiori possibilità di scelta per quanto riguarda l’illuminazione; è perfetta per le stanze di piccole dimensioni: optare per una cucina senza pensili significa alleggerire le pareti. Se la stanza che hai a disposizione è di dimensioni modeste, questa soluzione è l’ideale per non appesantirla, oltre che per avere tutto sempre a portata di mano, senza la necessità di raggiungere armadietti disposti troppo in alto; è l’ideale in caso di vincoli strutturali: se nella stanza è presente un soffitto irregolare e spiovente oppure una finestra, una nicchia o una parete in cartongesso che rende difficile la progettazione di una cucina tradizionale e non hai la possibilità di optare per dei moduli su misura, la soluzione senza pensili è la scelta migliore. Infine, realizzare una cucina senza pensili si rivela un’idea vincente perché permette di personalizzare in modo più deciso la parete che si trova alle sue spalle. Sei libero di dare sfogo alla fantasia e alla creatività. Un suggerimento? Piastrelle eccentriche o una carta da parati dai motivi particolari. Anche le innovative piastrelle in gres effetto carta da parati sono perfette. Il rivestimento, in assenza di pensili che lo nascondono, diventerà il protagonista della stanza e sarà in grado di attirare su di sé tutta l’attenzione! Criticità e possibili soluzioni per una cucina senza pensili Lo scetticismo che ruota attorno alla realizzazione di una cucina senza pensili si scontra con una vasta gamma di soluzioni che dimostrano come questa tendenza sia un’ottima idea in molte occasioni. La cucina senza pensili non ti convince perché hai paura di non avere spazio a sufficienza in cui riporre tutto l’occorrente per la preparazione e il consumo dei pasti? La soluzione è optare per basi e piani di lavoro più profondi e capienti. Ricordati, inoltre, che puoi sostituire i pensili con delle credenze e delle mensole portaoggetti. Perché, poi, non sfruttare il muro libero per creare una parete verde di piante aromatiche? L’effetto scenografico è assicurato e il tuo palato te ne sarà grato! Non puoi rinunciare allo scolapiatti sopra il lavello e non hai la più pallida idea di dove posizionare la cappa? Puoi optare per uno scolapiatti da appoggio o per un tappetino in silicone da sistemare sopra il piano di lavoro e da utilizzare all’occorrenza. Per quanto riguarda la cappa, giungono in tuo soccorso soluzioni moderne e tecnologiche: puoi optare per una cappa da piano, per una cappa da incasso nel soffitto oppure per una cappa a vista da installare sulla parete. Idee per una cucina senza pensili in base al layout Oggi, tutte le cucine componibili possono essere realizzate senza pensili, indipendentemente dal layout di riferimento. Adottando qualche piccolo accorgimento, infatti, è possibile ottenere il risultato desiderato e creare una cucina non solo bella da vedere, ma anche funzionale. Ecco alcune idee da cui puoi trarre ispirazione per realizzare una cucina senza pensili lineare, con isola/penisola o angolare dotata di ogni comfort. Cucina lineare senza pensili La tua cucina è stretta e lunga oppure destinata ad ospitare anche la zona soggiorno e lo spazio a disposizione è modesto? Una cucina lineare senza pensili è l’ideale per sistemare tutti gli elementi su un’unica parete e non appesantire la stanza. Un’ottima idea è realizzare una cucina lineare senza pensili doppia, sviluppata su due pareti contrapposte. L’ideale per disporre di spazio a volontà e lasciare i fornelli e il piano di lavoro completamente sgombri e ordinati, senza moduli appesi. Cucina con isola/penisola senza pensili Il problema della capienza ti preoccupa e lo spazio da sfruttare non manca? Opta per una cucina con isola o penisola senza pensili. L’assenza dei pensili, infatti, può essere compensata dalla presenza dell’isola/penisola, che oltre ad ospitare il piano cottura può essere organizzata in cassetti o ripiani. Questo ti permetterà di avere a disposizione molto spazio extra in cui riporre tutto ciò che desideri tenere a portata di mano. Cucina angolare senza pensili Se il layout a cui stai pensando per la tua cucina è angolare, le soluzioni che puoi adottare in assenza dei pensili sono numerose. Un’ottima idea è optare per un’angolatura realizzata di sole basi: in questo modo, la cucina sarà bassa e sviluppata lungo due pareti. In alternativa, puoi installare i pensili solo su un lato della cucina angolare, lasciando l’altro lato completamente libero. Ti ho convinto a realizzare una cucina senza pensili? Metti a punto il progetto, tenendo conto delle caratteristiche dello spazio che hai a disposizione, delle tue esigenze economiche e del risultato finale che desideri ottenere. Se hai domande da fare o soluzioni da proporre, lascia un commento: sarò felice di risponderti.