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Il rientro dalle ferie estive è il momento giusto per mettere a posto tutti gli attrezzi che utilizziamo in casa e in giardino: le giornate sono ancora lunghe, il caldo un po’ meno opprimente e le nostre energie decisamente ricaricate. Con queste premesse, lavorare a una riorganizzazione del garage o della casetta da giardino non solo sarà piacevole, ma anche molto produttivo. Si tratta fondamentalmente di trovare le soluzioni porta-attrezzi più adatte alle nostre esigenze in modo da avere tutto ben conservato e a portata di mano per le future pulizie di primavera o per le piccole manutenzioni che ci consentiranno di avere casa e giardino sempre in splendida forma. Scopriamo quindi insieme come riporre al meglio gli attrezzi da lavoro sfruttando tutti gli spazi disponibili… all’insegna dell’efficienza e della funzionalità!
Come organizzare al meglio gli attrezzi da lavoro per mantenere casa e giardino sempre in splendida forma - Leroy Merlin
Se abbiamo un giardino, sappiamo bene che la sua cura richiede parecchio impegno e tanti attrezzi che, per funzionare in modo sempre impeccabile, dovranno essere tenuti in un luogo riparato: il mio suggerimento è quindi allestire una zona ricovero all’interno di una casetta da giardino. Oltre a permetterci di avere tutti gli attrezzi a portata di mano, questa soluzione ci consentirà anche di approntare una piccola officina per la loro manutenzione e le piccole riparazioni occasionali. Il trucco è sfruttare al meglio lo spazio lasciando a terra solo le attrezzature pesanti e su ruote come il tosaerba o il compressore. Disponiamo quindi un solido tavolo da lavoro con struttura in acciaio a lato della porta (destro se siamo mancini e viceversa così da avere la luce migliore) e appendiamo alla parete soprastante un pannello forato porta-attrezzi completo di ganci per tenere in ordine la minuteria. Ultimo step sarà fissare alla parete opposta dei ganci doppi a U in acciaio con rivestimento di gomma per appoggiare orizzontalmente attrezzi lunghi e pesanti come il decespugliatore e qualche barra appendiabiti in legno per appendere gli utensili a manico lungo. L’idea in più? Sfruttiamo una delle pareti esterne della casetta per collocare un avvolgitubo da irrigazione e trasformiamo così il ricovero degli attrezzi nel centro operativo dell’intero giardino!
Idee per organizzare al meglio lo spazio della casetta da giardino - Leroy Merlin
Rimanendo nel tema “spazi outdoor” è bene considerare che non sempre si ha un giardino dove collocare una vera e propria casetta: molte volte ci sono solo un piccolo terrazzo o un balconcino che devono svolgere la doppia funzione di “isole verdi nel mare di cemento” e anche di ripostiglio extra per attrezzature e utensili vari. In questo caso, la soluzione migliore è affidarsi ai super-funzionali armadi in resina o polipropilene da esterno che sono, al tempo stesso, resistenti agli agenti atmosferici ed esteticamente molto belli. Se lo spazio è riparato e sufficientemente ampio, affianchiamo un armadio alto a tre ante in plastica riciclata all’89% e il coordinato armadio basso a due ante con scaffali: potremo dedicare il primo alle attrezzature per la pulizia e la manutenzione della casa, mentre il secondo ai piccoli utensili da giardinaggio. Grazie ai ripiani modulari ci sarà spazio per scope e spazzoloni…nonché tantissimi supporti per gli altri oggetti di dimensioni ridotte: importante è però organizzare al meglio questi ultimi in cassette porta-attrezzi dedicate (come la super pratica valigetta compatta contenente 130 strumenti tra cacciaviti, pinze e chiavi) oppure in contenitori trasparenti che andranno comunque etichettati così da avere sempre tutto ben in vista. Attenzione poi ai concimi e ai trattamenti per le piante che è meglio non siano raggiungibili dai bimbi o dai nostri amici animali: per questo, il mio consiglio è dotare l’armadietto basso di un lucchetto con codice…per il benessere e la tranquillità di tutti.
Ispirazioni per organizzare utensili e attrezzi negli armadi da esterno adatti a terrazzi e piccoli balconi - Leroy Merlin
Chi ha uno spazio esterno, specialmente un giardino, di certo sogna una zona barbecue super attrezzata dove organizzare al meglio tutto ciò che serve per le grigliate insieme alla famiglia e agli amici più cari. Un’idea è realizzarla con le proprie mani, utilizzando in modo creativo uno o più pannelli frangivista in legno, in base alle esigenze e allo spazio disponibile: con poca fatica potremo costruire una comodissima parete cui fissare una barra portautensili magnetica per i coltelli e dei ganci in polipropilene per l’intero set di utensili da barbecue. Se poi - tra ciò che serve per grigliare alla perfezione - consideriamo anche le indispensabili aromatiche…allora dovremo riservare uno spazio della nostra parete attrezzata per qualche vaso in polipropilene color terracotta con supporto. In seguito, pensiamo al piano di lavoro che sarà indispensabile se abbiamo un barbecue portatile, ma comunque molto utile anche di fianco a un barbecue tradizionale: per costruirlo con lo stesso mood “do-it-yourself” scegliamo una base rettangolare in abete grezzo e delle tavole lamellari di legno con Home Index A che, oltre a garantire il massimo livello di sostenibilità…ci faranno anche guadagnare doppi punti Homy! A questo punto non ci resterà che attrezzare anche il piano di lavoro con capienti contenitori…ovviamente fatti da noi seguendo l’utilissimo tutorial per creare cassetti in legno osb. L’ultimo tocco? Personalizzare la nostra “officina del barbecue” con il colore che più ci piace!
Come organizzare l’attrezzatura per il barbecue e avere tutto a portata di mano - Leroy Merlin
Il garage è lo spazio per eccellenza dove gli amanti del fai-da-te sognano di creare l’officina perfetta: ovviamente lo spazio deve offrire un paio di metri quadri in più (altrimenti l’auto rimane sempre fuori!), ma con i giusti accorgimenti…si potrà soddisfare il desiderio e realizzare un ambiente dove lavorare in tutta comodità. Fondamentali sono un banco da lavoro dotato di cassetti per contenere la minuteria, un pannello porta-attrezzi in pvc completo di ganci da appendere sulla parete e uno scaffale metallico in kit a 5 ripiani per gli utensili più ingombranti. Con queste dotazioni di base, si può quindi procedere ad arricchire l’officina a seconda delle proprie esigenze: si comincia seguendo i consigli pratici per organizzare il garage che insegnano anche a sfruttare tutte le superfici disponibili come, ad esempio, la parte alta delle pareti e il soffitto per riporre attrezzature lunghe come le scale telescopiche o conservare materiali come tavole in legno, tubi e profili metallici. In base allo spazio disponibile, si possono anche aggiungere degli armadi per con serratura per riporre in tutta sicurezza gli utensili potenzialmente più pericolosi e un baule-panchina in resina che unisce l’utile al dilettevole…fornendoci una comoda seduta per i momenti di pausa tra un lavoretto e l’altro! Ultimo accorgimento sarà l’illuminazione: vanno infatti previsti degli apparecchi illuminanti puntuali per i lavori di precisione e, in questo caso, il mio consiglio è scegliere delle barre con fonte luminosa LED a luce bianca che garantiscono la massima versatilità di installazione grazie all’interconnessione con altre strisce.
Idee per l’organizzazione di una super-accessoriata officina in garage - Leroy Merlin
In una casa che si sviluppa su più piani, le scale offrono una preziosa opportunità per creare utilissimi spazi extra che possono addirittura diventare il valore aggiunto dell’intera abitazione. È anche vero, però, che se ci sono tantissime idee per arredare il sottoscala in modo intelligente e originale quando questo si trova all’interno degli ambienti domestici, se ce l’abbiamo in cantina o nel garage interrato…spesso ci dimentichiamo della sua esistenza. Al contrario, utilizzando i giusti sistemi modulari per attrezzi, saremo in grado di creare la soluzione perfetta per riporre e organizzare tutte quelle cose che non sappiamo mai dove mettere o che usiamo solo poche volte l’anno. In questo caso, è il super versatile sistema modulare Spaceo a fare al caso nostro: per la struttura ci basterà scegliere l’altezza dei montanti in acciaio in base all’inclinazione della scala e i ripiani dritti per scaffalatura che ci serviranno per attrezzi e utensili da appoggio. Aggiungendo poi un kit cremagliera, potremo conservare per bene anche tutto ciò che va appeso sfruttando così al meglio lo spazio disponibile. Una volta impostata la struttura, non ci resterà che completarla con gli accessori must-have per organizzare garage e ripostiglio come ganci, organizer e contenitori in modo da avere tutto in ordine e a portata di mano.
Soluzioni per sfruttare il sottoscala come ripostiglio salvaspazio - Leroy Merlin
E tu? Hai trovato la soluzione ideale per riporre e organizzare gli attrezzi? Adesso che hai una panoramica completa su come sfruttare al meglio ogni spazio, perchè non ti iscrivi alla Community e pubblichi nella Gallery dei progetti ciò che hai realizzato? Sarà certamente di ispirazione per tutti! Se invece vuoi altri consigli, scrivi qui sotto nei commenti e avrai tutte le risposte che cerchi!
Ecco un’altra domanda interessante che abbiamo ricevuto sul canale Decor Expert. Il nostro ‘Bricoleur’ chiedeva quale fosse il modo migliore per rinnovare il pavimento della veranda senza demolire le vecchie piastrelle. Le risposte che ha ricevuto da altri affezionati del canale, oltre che da me, sono state molteplici e molto valide, per cui abbiamo deciso di trattare l’argomento in un articolo che possa aiutare tutti. Chi infatti, avendo una veranda, non vorrebbe renderla perfetta e accogliente per continuare a utilizzare il proprio dehors anche finita l’estate? Queste sono le soluzioni emerse e che ti ripropongo, complete di ogni osservazione utile.
Affrontare il rifacimento di un pavimento demolendo quello sottostante è sempre molto impegnativo per disagio, rumore, polvere, tempi e costi. Lo stesso vale quando si tratta di una veranda, il fatto che sia esterna all’appartamento non rende certo meno disagevole il lavoro. Si potrebbe inoltre temere di danneggiare la soletta sottostante, che è in genere più sottile di quella interna. Per fortuna ci sono ottime alternative per cambiare la pavimentazione della veranda, esattamente come per quella di casa. Trattandosi infatti di un luogo esterno, ma comunque protetto e chiuso nei periodi più freddi, non ci si deve preoccupare di utilizzare pavimentazioni resistenti ai climi rigidi e agli agenti atmosferici. Quindi? Sovrapporre un pavimento a quello esistente, senza danneggiare quello sottostante, è la soluzione vincente anche in veranda! Il fastidio sarà minimo, i tempi brevissimi perché la posa è rapida e si può camminare subito sulla nuova superficie, i costi contenuti e il rumore zero. Ma quali materiali si possono usare? Vediamolo insieme.
La praticità di sovrapporre un pavimento – Leroy Merlin
Al di là dei materiali, dividiamo le pavimentazioni che si possono sovrapporre ad una esistente in base al loro metodo di posa, incollati o flottanti. Tra i primi, il grès porcellanato sarebbe un materiale ideale per una veranda, ma usarlo da aggiungere a quello esistente avrebbe lo svantaggio di aumentare il peso sulla soletta, in un luogo nato come balcone, ma in cui sicuramente andrai ad aggiungere peso con arredi, oltre che piante e la chiusura esterna. Una soluzione potrebbe essere in questo il caso ricorrere al grès a basso spessore, ma ancora meglio scegliere un pavimento plastico come il PVC o composito come l’SPC. Sono entrambi impermeabili, resistenti all’usura, all’umidità e alla luce, più di un laminato. La loro resa estetica è di ottima qualità e, soprattutto con l’SPC, potrai avere un pavimento effetto legno che renderà la tua veranda calda e accogliente. Posarli è davvero veloce e facile, anche in autonomia: segui le indicazioni dei nostri Tutorial o, se preferisci, puoi usufruire del servizio di posa.
Eleganza in veranda con l’SPC adesivo effetto marmo – Leroy Merlin
Ed eccoci a parlare dei pavimenti flottanti. In questo mio articolo trovi tutti i vantaggi di questi materiali, primo fra tutti, appunto, quello di rinnovare una stanza (o una veranda) con un impegno davvero ridotto e senza intaccare il pavimento sottostante. Se ami il legno e magari vuoi dare continuità tra interno ed esterno, così da ampliare e rendere più omogeneo il tuo spazio living, il Thermowood è il materiale ideale da usare. Si tratta di listoni in pino scandinavo (quindi già abituato ai climi rigidi) trattato col vapore per conferirgli ancora maggior durabilità, stabilità dimensionale e resistenza a sbalzi termici, funghi e muffe. Lo strato plastico su cui è montato è ciò che permette la posa a incastro. Facile da installare quindi, soprattutto seguendo un Tutorial, ma anche da sostituire al bisogno, in toto o in parte. Il risultato estetico è impagabile e il materiale atossico e sostenibile perché proveniente da legname certificato e boschi controllati. Una scelta vincente!
Veranda calda e accogliente con il Thermowood – Leroy Merlin
In alternativa al legno, ci sono i pavimenti in composito, costituiti cioè da un materiale formato da polimeri e segatura o polveri minerali. Sto parlando del WPC (Wood Polymer Composite) in listoni o quadrotti e dell’SPC (Stone Polymer Composite) che come abbiamo già visto possono essere autoadesivi o posati flottanti a incastro. La scelta dipende dal desiderio o meno di poter togliere in futuro il nuovo pavimento e trattandosi di una veranda credo che la posa flottante possa essere preferibile. Installarlo è davvero semplice con il sistema a incastro o a click con le apposite clip e potrai sostituire un pezzo che si rovina in un attimo. La qualità di questi pavimenti (che se vuoi puoi approfondire in questo mio articolo) ti permetterà di percepire la veranda come una estensione del living se manterrai stesso stile e stesse scelte cromatiche. Un living però più a contatto con il verde o il cambiare delle stagioni, proprio perché verandato. Sono sicura che lo adorerai!
Il living continua in veranda: qualità in un click – Leroy Merlin
Alla domanda del nostro ‘Bricoleur’, un altro appassionato aveva proposto come materiale per cambiare la pavimentazione della veranda la resina. Si tratta di un sistema molto valido, sia in interno sia in esterno, ma sicuramente più laborioso e costoso e, soprattutto, comprometterebbe definitivamente il pavimento sottostante, che invece vorremmo non demolire né rovinare. Quello che mi sento allora di proporre, come ultima ipotesi, è una pavimentazione sempre flottante e super facile da posare, ma in plastica o gomma. La qualità estetica è inferiore rispetto a quelle viste finora, ma è perfetta se il tuo intento è utilizzare la veranda per creare una zona ausiliaria come una palestra o una zona lavanderia, oppure un giardino d’inverno o una dépendance della cucina con dispensa e barbecue. In questo caso il pavimento deve essere soprattutto resistente e pratico, drenante, antiscivolo e facile da pulire. Stai pensando alla plastica come a qualcosa di negativo? Sappi invece che si tratta di pavimentazioni riciclabili al 100% e realizzate a loro volta con plastica riciclata, come la piastrella Snaptyle, o ricavate, nel caso di quelle in gomma, dalla triturazione dei pneumatici con l’aggiunta di altre gomme riciclate. Quindi massima praticità senza mancare di ecosostenibilità!
Pavimenti a incastro in gomma, perfetti per la veranda – Leroy Merlin
Già che siamo in argomento. Tu che hai sempre un occhio attento all’aspetto green di ciò che acquisti, sai già che Leroy Merlin ha pensato anche a questo per i suoi clienti? Con il sistema Home Index potrai controllare direttamente dalla pagina di ogni prodotto il suo grado di valutazione dal punto di vista ecologico in tutto il suo percorso. Sei vuoi saperne di più vai ad approfondire a questa pagina, altrimenti sappi che con le classi A o B non sbagli di sicuro! E una volta posato il tuo nuovo pavimento? Tenerlo pulito e in perfetta forma è facile, come per i tuoi pavimenti interni. Un detergente delicato universale, acqua tiepida e un panno morbido o un mocio saranno più che sufficienti.
Per la veranda scegli pavimenti pratici e facili da pulire – Leroy Merlin
Su come cambiare il pavimento della veranda ormai dovresti sapere tutto. Ma come arredarla per renderla irresistibile e funzionale? Leggi l’articolo di Federica “Idee arredamento veranda: 7 ispirazioni per impreziosire il tuo spazio esterno” per trovare il tuo stile preferito o il mio per avere altri “Consigli per arredare una veranda chiusa”. Poi, una volta che l’avrai sistemata, mandaci una foto! Come? Iscriviti alla Community e inviala sulla Gallery dei progetti.
L’aglio, c’è chi lo ama e c’è chi lo odia; chi non può fare a meno di utilizzarlo per insaporire le proprie pietanze e chi, invece, preferisce evitarlo per non appesantire l’alito. L’aglio è una pianta bulbosa dai mille usi in cucina e dalle notevoli proprietà benefiche per l’organismo. Sia che tu abbia il pollice verde sia che tu abbia da poco iniziato a cimentarti nella coltivazione, l’aglio è una pianta che puoi facilmente coltivare sia nell’orto che in vaso. Vuoi coltivare aglio? Scopri come fare: quando piantarlo, come curarlo e i trucchi per ottenere bulbi sani e aromatici in ogni stagione. Scopri come ottenere bulbi d’aglio coltivati nel tuo orto domestico – foto Pixabay
L’aglio è una bulbosa molto apprezzata in cucina, per il suo sapore inconfondibile e profumo pungente, ma anche per le proprietà benefiche e curative che possiede. Se vuoi coltivare l’aglio nel tuo orto domestico, scegli la varietà più adatta alla tua zona: ne esistono tante e diverse varietà, bianche o rosse, in base alla colorazione che assumono le tuniche esterne del bulbo. Tra le varietà di aglio bianco, le più diffuse sono il polesano, il piacentino e il vessalico; le varietà di aglio rosso più rinomate sono il Rosso di Sulmona, il Rosso francese e il Rosso di Nubia. L’aglio, come tante specie bulbose, è una pianta facile da coltivare. Se vuoi coltivare l’aglio nel tuo orto, e ottenere spicchi grossi e succosi pronti da consumare in cucina, segui questi 6 consigli:
La scelta del periodo giusto per eseguire la semina dell’aglio è il primo passo fondamentale per ottenere una produzione soddisfacente. L’aglio può essere seminato in autunno, da ottobre a novembre, oppure a fine inverno, tra gennaio e marzo: dipende dal clima della zona in cui lo coltivi e dalla varietà che scegli di coltivare. In genere, l’aglio è una pianta particolarmente resistente alle basse temperature (riesce a sopportare anche -15°C), tuttavia, nei luoghi in cui l’inverno è molto rigido, può soffrire: in questo caso, è consigliato piantare l’aglio nel periodo primaverile, terminato il periodo freddo e il rischio di gelate tardive. A proposito di orto, scopri anche come si coltivano i carciofi! Se i bulbilli del tuo aglio hanno dei germogli, prova a interrarli per ottenere delle piante – foto Leroy Merlin
Puoi coltivare l’aglio nel tuo orto, in piena terra, senza avere a disposizione tanto spazio; addirittura, puoi coltivare l’aglio anche in vaso, magari accanto ad altre fioriere in cui coltivi i pomodori. In ogni caso, fai in modo che il terreno sia adatto: l’aglio predilige un terreno morbido (rompi le zolle con una zappa) e asciutto per far sviluppare bene le radici e far crescere il bulbo interrato, ovvero la parte della pianta che utilizziamo in cucina. Accertati che sia ben drenante e sabbioso: se lo coltivi in vaso, sistema sul fondo del contenitore uno strato di ghiaia o biglie di argilla espansa per favorire il drenaggio. Utilizza terriccio universale di buona qualità, o terriccio specifico per orto; per aumentare il drenaggio, puoi miscelarlo con sabbia. Il terreno in cui coltivare l’aglio deve essere ben drenante e lavorato – foto Leroy Merlin
L’aglio viene coltivato partendo dai “bulbilli”, protetti dalla tunica che li avvolge. Indossa i guanti e, aiutandoti con un trapiantatoio o un comodo foraterra, interra i singoli bulbilli ad una profondità di 3-5cm, avendo l’accortezza di tenere la punta verso l’alto; è da qui che si svilupperanno i germogli della pianta. Se vuoi ottenere delle belle piante forti, scegli bulbilli di buona qualità, grossi e turgidi. Esegui la semina con un certo ordine, a file: dovrai rispettare una distanza di almeno 10-15cm tra un bulbillo e quello accanto, considerando le dimensioni che raggiungerà l’aglio a maturità. Inoltre, mantieni 25-30cm tra una fila e l’altra, distanza utile per essere comodi nella coltivazione. Esegui la semina dei bulbilli di aglio a file ordinate – foto Leroy Merlin
L’aglio non richiede particolari attenzioni in fase di coltivazione.
Irrigazione. L’aglio non richiede grandi apporti idrici; preferisce un suolo piuttosto asciutto, poiché tende ad essere soggetto all’attacco di malattie fungine e marciumi: modera, dunque gli apporti idrici ed evita assolutamente i ristagni. Se coltivi l’aglio in pieno campo, limita al minimo le irrigazioni; l’aglio sopporta bene la siccità. Dovrai bagnarlo soprattutto appena messo in terra, per favorire il germogliamento dei bulbilli e sviluppo della pianta, in prossimità del raccolto e in caso di siccità prolungata con irrigazioni di soccorso. L’aglio non richiede concimazioni.
Diserbo. Una delle operazioni colturali più onerose nella coltivazione dell’aglio è il diserbo. Elimina le erbe infestanti, poiché ostacolano lo sviluppo dei bulbi di aglio, andando a competere per spazio, acqua e nutrienti presenti nel terreno. Puoi eseguire il diserbo a mano, se la superficie coltivata è ridotta, aiutandoti con un sarchiello. In alternativa, utilizza i teli neri pacciamanti, da stendere in fase di semina, eseguendo opportuni fori in corrispondenza di ogni pianta. Mantieni il terreno sempre libero dalle erbe infestanti per ottenere un buon prodotto – foto Leroy Merlin
Questa pratica è un piccolo segreto che ti consentirà di migliorare la produzione della tua coltivazione di aglio. Eseguila a mano un mese circa prima del raccolto: otterrai aglio più grosso convogliando tutti i nutrienti al bulbo piuttosto che alla parte aerea della pianta. Prima di raccogliere le teste d’aglio, esegui la piegatura dei fusti – foto Leroy Merlin
La raccolta dell’aglio viene eseguita 5-6 mesi dopo la semina, in primavera o in autunno, in base al periodo in cui è stato seminato. Un trucco per capire se i bulbi sono pronti per la raccolta è osservare il gambo: se si piega e si svuota, puoi procedere con l’estirpazione manuale delle piante dal terreno con tutta la radice. Se il terreno risulta secco e l’estirpazione si rivela difficoltosa, scava intorno alla pianta con una zappetta e delicatezza. Una volta raccolte, lascia le piante ad essiccare al sole sul terreno per qualche giorno. Quindi ripulisci l’aglio dal terriccio residuo e dalle tuniche esterne rovinate e taglia le radici. Crea delle trecce e appendile in un luogo fresco e asciutto. Se esegui la conservazione nel modo giusto, il tuo aglio sarà protetto per circa 7-8 mesi. Evita assolutamente di conservarlo all’interno di sacchetti di plastica perché i bulbi potrebbero marcire molto velocemente. Conserva l’aglio raccolto in trecce, in luogo fresco e asciutto – foto Leroy Merlin
Cosa aspetti a seminare l’aglio nel tuo orto? Segui i consigli che ti ho dato, vedrai che non è difficle. Scopri anche come si coltivano i fagioli e, perchè no, come coltivare i piccoli frutti nell'orto! Iscriviti alla Community di Leroy Merlin per condividere la tua passione per il giardinaggio: avrai anche la possibilità di risolvere i tuoi dubbi e avere consigli scrivendo nella sezione “Parla con gli esperti – Garden Expert”! Iscriviti alla Community di Leroy Merlin per condividere la tua passione per il giardinaggio! - foto Leroy Merlin

@Kamil sembra una banalità, ma ti assicuro che aiuta, anche nella coltivazione delle cipolle!
wow che bella treccia
Lo so, i ragni in casa non dovrebbero essere considerati una specie di maledizione. Questi piccoli animaletti a otto zampe che si muovono silenziosi negli angoli delle nostre stanze per intessere tele sono innocui. Eppure, è più forte di me (so di essere in buona compagnia): non appena ne avvisto uno, il pensiero è sempre lo stesso: come eliminare ragni e ragnatele in casa. Fortunatamente in Italia i ragni non rappresentano un pericolo, nelle nostre case non vivono esemplari aggressivi: abbiamo altri insetti da eliminare, come le mosche e le zanzare. Eppure, sarà per la quantità di zampe o per la forma non proprio gradevole che hanno, ma io personalmente non faccio salti di gioia all’idea di averli come coinquilini. Ecco come eliminare i ragni in maniera permanente da casa:
Ragni in casa – Unsplash
I ragni entrano in casa perché cercano tepore, riparo e luoghi adatti a tessere la tela dove attirare le proprie prede; sono veri e propri spazzini che hanno l’obiettivo di fare pulizia di zanzare, cimici, mosche e scarafaggi. Sembrano tutti motivi molto validi per frenare il nostro desiderio di scoprire come eliminare i ragni in casa in maniera definitiva ma c’è chi invece non si lascia intenerire e preferisce andare a caccia munito di insetticida spray per ragni in casa. Quando si usano gli insetticidi bisogna stare attenti a non eccedere e rischiare intossicazioni. A maggior ragione se in casa ci sono bambini è sempre meglio usare gli insetticidi con parsimonia. Meglio cominciare a prevenire ogni eventuale fastidio: per prima cosa con l’aspirapolvere rimuovi le ragnatele e quindi anche le eventuali uova. Controlla le zanzariere, perché basta una minima lacerazione e i ragni vi si infilano in un attimo. Quindi, se ti chiedi quali possono essere le cause dei ragni in casa comincia da qui: sostituisci le zanzariere rovinate, e con lo stucco chiudi le piccole fessure tra infissi, finestre, porte e pure quelle eventuali attorno a cavi e tubature. Un nemico sempre più presente nelle nostre case? No, non è il ragno ma la Cocciniglia Takahashia Japnica: ecco come riconoscerla ed eliminarla.
Ragnatele in casa: come eliminarle - Unsplash
Una volta chiuse le vie di accesso, puoi acquistare un insetticida per ragni in casa e spruzzarlo nei punti critici. Naturalmente fai attenzione a seguire bene le indicazioni sull’etichetta dell’insetticida per ragni per evitare ogni forma di intossicazione. Se la tua casa è davvero piena potrebbe essere la presenza massiccia di altri insetti che li attirano. Nel qual caso dai una bella ripulita alla casa, elimina vecchie cianfrusaglie, giornali e vestiti vecchi. Non c’è pulizia di fino che non sia efficace contro gli ospiti indesiderati. Solo se adottando tutti questi sistemi scaccia ragni non ottieni risultati, puoi rivolgerti alle aziende che si occupano di disinfestazione. Ma si tratta davvero di casi estremi. Prova anche ad abbinare all’insetticida per ragni prodotti anti-insetto come repellenti e disabituanti e soluzioni antizanzare. Tenendo lontani gli altri insetti i ragni andranno altrove per cercare cibo. Non solo ragni: scopri cosa fare se si trovano piccoli moscerini in cucina.
Insetticida che elimina i ragni - Leroy Merlin
Se l’operazione pulisci, ripara e uccidi ha funzionato, per tenere lontani i ragni da casa ed evitare che il problema si ripresenti, puoi adottare metodi più gentili. Un buon sistema è vaporizzare menta piperita: pare proprio che i ragni non riescano a sopportare il suo odore. Ti suggerisco quindi di preparare un flacone spray pieno di acqua e di olio di menta piperita, circa 15 gocce sono sufficienti, con il quale spruzzare angoli della casa dove i ragni fanno le ragnatele, infissi di porte e finestre. Se poi sul davanzale o sul balcone riesci a sistemare anche delle belle fioriere e dei vasi in terracotta colmi di menta sei a posto. Un’alternativa? Coltiva le piante carnivore: elimineranno zanzare, moscerini, mosche e ragni in maniera green. Attenzione però ai parassiti delle piante fiorifere, scopri quali sono e come combatterli. Previeni anche la formazione di funghi nelle piante applicando queste tips.
Pianta di menta – Unsplash
Oltre alla menta piperita, anche gli oli essenziali di eucalipto, lavanda e tea tree sono sgraditi ai ragni. Cosa puoi fare? Usa un diffusore elettrico per profumare la casa con queste fragranze e avrai un ambiente piacevole per te ma fastidioso per loro. Ne trovi di stupendi che combinano la funzione di deumidificatore, essenziale per mantenere il giusto livello di umidità nella tua casa.
Diffusore di aromi - Freepik
I ragni sono attratti dalla luce… o meglio, dagli insetti che essa richiama. Lampade accese tutta la notte vicino a finestre e balconi sono come inviti aperti. Spegni le luci inutili o utilizza lampadine LED a spettro ridotto per evitare di creare l’ambiente ideale per zanzare, moscerini e di conseguenza ragni. Se hai provato tutto, ma i ragni continuano a moltiplicarsi come in un film horror, allora è il momento di contattare un esperto: le aziende di disinfestazione offrono interventi mirati, rapidi e sicuri.
Casa con ridotta illuminazione – Unsplash
Ora che conosci questi trucchi per allontanare i ragni sicuramente potrai metterli in pratica e trovare giovamento. Hai ancora dubbi o domande? Iscriviti alla Community e lascia un commento, farò in modo di risponderti al più presto.
Bel post, avrei ampliato la parte delle piante che tengono lontani i ragni oltre alla menta, come la lavanda, rosmarino, alloro, eucalipto, basilico, calendula e crisantemo.
Attrezzarsi per il recupero dell’acqua piovana è importante. L’acqua è un bene vitale, ma è anche uno dei più minacciati del Pianeta. Risparmiare una risorsa così essenziale è fondamentale. Ci sono piccole buone abitudini che puoi adottare per evitare sprechi, come per esempio chiudere il rubinetto mentre ti lavi i denti o ti insaponi nella doccia. Puoi anche pensare di investire su un impianto di recupero dell’acqua piovana, che ti permette di immagazzinare l’acqua e utilizzarla quando serve. Questo non significa scollegarsi dalla rete comunale, ma avere due fonti idriche differenti. Vediamo insieme come raccogliere l’acqua piovana e perché conviene:
Serbatoi per acqua piovana - Leroy Merlin
Riciclare l’acqua piovana è importante ed è una questione che è tornata al centro del dibattito pubblico negli ultimi anni. Uno degli obiettivi promossi dall’ONU nell’ambito del progetto di Sviluppo Sostenibile, infatti, è proprio il risparmio dell’acqua, al fine di assicurare a tutti i Paesi del mondo una maggiore capacità di accesso all’acqua potabile. L’acqua pluviale non è buona da bere, ma può essere utilizzata per numerose attività, permettendo così di limitare gli sprechi. I vantaggi di cui puoi beneficiare installando un sistema di recupero dell’acqua piovana sono sia ambientali che economici. Questa scelta, infatti, consente di ridurre il consumo di acqua potabile, il cui utilizzo può essere limitato alle sole attività per cui si rivela davvero necessario l’impiego di acqua di buona qualità. Per molte altre funzioni, invece, puoi sfruttare quella pluviale. Ogni giorno, per molte attività, come annaffiare con centraline di irrigazione, lavare i vestiti a mano o in lavatrice e pulire casa, consumiamo litri e litri di acqua. Utilizzare quella piovana è una soluzione alternativa, ecologica e sostenibile. La conseguenza più importante è la salvaguardia del Pianeta, che ne guadagna in termini di ottimizzazione delle risorse idriche, tanto essenziali quanto limitate. Tu, inoltre, ottieni una notevole riduzione dei consumi e dei costi in bolletta. L’acqua piovana raccolta mediante appositi sistemi viene opportunamente filtrata e trattata, così da essere più sicura da utilizzare. Assicura notevoli benefici soprattutto se scegli di sfruttarla per gli elettrodomestici, come i condizionatori, le pompe di calore, la lavatrice e la lavastoviglie perché non contiene calcare e ha un’alta capacità pulente. In più, un sistema di recupero dell’acqua piovana permette di ridurre il sovraccarico della rete fognaria e limita la possibilità di allagamenti.
Usare l'acqua recuperata per irrigare - Leroy Merlin
I serbatoi per il recupero dell’acqua piovana in giardino, anche se non sono collegati all’abitazione, ti permettono comunque di ridurre enormemente gli sprechi e di risparmiare sulla bolletta dell’acqua. Adesso ti spiego come raccogliere l’acqua piovana. Di solito si recupera l’acqua piovana che proviene dal tetto, perché percorre le grondaie e si incanala nel tubo che la porta direttamente al serbatoio esterno. Da lì si può attingere direttamente oppure si può collegare a un sistema di filtraggio. In questo secondo caso, l’impianto ripulisce l’acqua così che la si possa immagazzinare nella cisterna di recupero interrata, come un serbatoio da 3200 litri, a patto di dotarlo di una pompa che poi servirà ad erogare l’acqua.
Serbatoi interrati - Leroy Merlin
Puoi impiantare un sistema per il recupero dell’acqua piovana fai da te e avere una casa sostenibile installando gli appositi serbatoi. Se hai un giardino e vuoi cominciare a risparmiare, il sistema più semplice è mettere un serbatoio per acqua piovana esterno da usare per il giardinaggio e le pulizie di casa. Ci sono serbatoi di raccolta che non vengono connessi all’impianto idraulico e che dispongono di un rubinetto per prelevare l’acqua ogni volta che ce n’è bisogno. Sono utili, per esempio, per innaffiare il prato e le piante, per l’orto, per lavare tutto, dal bucato a mano ai vetri, dai pavimento all’auto. L’ideale è collocare i serbatoi per il recupero dell’acqua piovana in una zona in ombra, oppure accertarsi che siano resistenti ai raggi UV. Ci sono anche dei contenitori simili a botti, perfetti anche da tenere sul terrazzo per avere l’acqua a portata di mano. La guida Come scegliere un serbatoio acqua piovana può esserti d’aiuto per capire qual è il modello che fa più al caso tuo. Se non vuoi investire in un serbatoio di stoccaggio, sistema all'esterno dei contenitori per l’acqua capienti ricoperti con un filtro come una zanzariera. Potrai utilizzare l’acqua piovana per lo sciacquone del wc o per innaffiare le piante.
Serbatoio acqua con filtro - Leroy Merlin
Uno dei vantaggi di usare l’acqua piovana di recupero è anche l’assenza di calcare che a lungo andare rovina i nostri rubinetti e accorcia la vita di lavatrici e lavastoviglie. Per proteggere l’impianto di casa e gli elettrodomestici dal calcare dell'acqua corrente, ti servono i serbatoi per acqua piovana interrati e il supporto di trattamenti anticalcare. Si infilano dentro un'ampia buca nel giardino e poi si collegano all’impianto idrico di casa. Ovviamente, per un utilizzo dell’acqua per uso domestico, i serbatoi necessitano di uno o più filtri per eliminare le impurità e rendere l'acqua pura. Bisogna anche installare una pompa alimentata dall’impianto elettrico o collegata all’impianto fotovoltaico per fornire l’acqua piovana di recupero all’abitazione. Diciamo che questo è un lavoro più impegnativo del recupero di acqua piovana fai da te. Ma sicuramente molto ecologico. Qui trovi le migliori soluzioni ecologiche per risparmiare e recuperare l’acqua piovana.
Serbatoio pieghevole - Leroy Merlin
L’utilizzo dell’acqua piovana all’esterno di casa è libero; ciò significa che non sei tenuto a rispettare norme specifiche se scegli di sfruttarla per irrigare l’orto, annaffiare le piante, lavare l’auto o pulire gli spazi all’aperto ad esempio alimentando un’idropulitrice. La situazione è diversa e più complicata per quanto riguarda l’impiego dell’acqua pluviale all’interno dell’abitazione. In questo caso, innanzitutto, è vietato impiegarla per il consumo alimentare perché non è potabile. Devi anche sapere che è obbligatorio disporre di un secondo sistema idrico ad hoc che deve essere dotato di rubinetti specifici, che devono poter essere chiusi con uno strumento esterno e che non devono trovarsi nello stesso ambiente dei rubinetti collegati alla rete di acqua potabile. L’impianto deve essere contrassegnato con una segnaletica particolare. Per essere in regola, prima di utilizzare l’acqua pluviale in casa, non dimenticare di presentare una dichiarazione al tuo Comune di riferimento.
Recuperare acqua piovana sistema green - Leroy Merlin
Devi sapere che per recuperare l’acqua piovana puoi aiutarti con i serbatoi che renderanno la tua casa green ma ovviamente dovrai destreggiarti tra tanti modelli. Dai modelli da esterno da sottotetto come questo a quelli in polietilene fino alle soluzioni da interrare: c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Attenzione anche alla portata: modelli fino a 500 litri, fino a 2000 e oltre i 2000 variano per prezzo e funzionalità ma anche spazio occupato.
Trovare il giusto serbatoio - Leroy Merlin
Adesso che hai una panoramica più completa sugli impianti di recupero dell’acqua piovana, non ti resta che scegliere la soluzione più adatta alle tue esigenze per iniziare a risparmiare e contribuire al benessere del Pianeta. Qualche passaggio non ti è chiaro o hai domande da fare? Iscriviti alla Community e lascia un commento: ti risponderò al più presto.
Soprattutto in estate è facile trovare dei piccoli insetti neri in cucina. Ma un po’ come le zanzare, i moscerini della frutta e le mosche sono semplicemente fastidiosi e niente più. Niente a che vedere insomma con gli scarafaggi che si rivelano veicolo di infezioni, ma resta il fatto che anche se si tratta solamente di insetti piccolissimi e neri in cucina danno proprio fastidio e probabilmente desideri eliminarli e allontanarli. Ci sono tanti insetticidi potenti in commercio, ma io se possibile preferisco non usarli, soprattutto quando si tratta di spruzzare sostanze nocive dentro casa che risultano spesso fastidiosi sia in presenza di bambini sia di altri animali domestici. Se poi parliamo di quelli che infestano la dispensa, è impensabile l’idea di mettere tra ciò che è commestibile dei prodotti velenosi per le persone. Soprattutto perché in realtà non è necessario. Vediamo allora qualche consiglio da mettere in pratica quando con il caldo dobbiamo affrontare la problematica:
Cucina ordinata - Unsplash
Di solito, quando ci si accorge di avere insetti piccolissimi neri in cucina, ci si riferisce ai punteruoli del grano che troviamo nei pacchi di pasta o farina lasciati aperti. Basta portare a casa una scatola con la loro presenza e nella dispensa si rischia l’infestazione, perché sono insetti che si moltiplicano rapidamente. Inizia a valutare l’acquisto di insetticidi e trappole specifiche ma solo dopo aver identificato la famiglia a cui gli esserini appartengono.
Contenitore portavivande JOCCA in legno – Leroy Merlin
Il primo comportamento da tenere sarebbe cercare di evitare che compaiano gli insetti nella dispensa. Come si fa? Semplice: non bisogna mai lasciare le confezioni aperte di farina, pasta e in genere i cereali. In vendita trovi mollette e contenitori appositi: isolando i prodotti che li attirano avrai già schermato al meglio il tuo ambiente. Ancor meglio travasare il contenuto del pacchetto nei contenitori per alimenti con chiusura ermetica, in modo da evitare la proliferazione. L’ideale è utilizzare barattoli di vetro o scatole da cucina con coperchio per evitare che questi piccoli ospiti indesiderati riescano a perforare gli imballaggi di carta e plastica.
Dispensa ordinata con barattoli – Freepik
Quando si fa la triste scoperta non è mai piacevole e viene l'istinto di buttare via tutto. Ma è proprio necessario? Assolutamente no, segui i miei consigli e non dovrai mettere in pratica azioni così drastiche. Inizia svuotando il mobiletto, passa in rassegna ogni confezione e fai un check per verificare non abbiano contaminato più di una box. Poi parti con le pulizie: dovrai utilizzare una soluzione igienizzante adatto alla zona alimentare. Se trovi insetti morti, il prodotto è contaminato e va buttato. In caso di farfalline della farina, il sistema migliore per tenerle lontane è quello di mettere un profumatore con olio essenziale come ad esempio un diffusore all'eucalipto: tiene lontani gli insetti e diffonde un buon profumo: è un ottimo sistema per catturarle è utilizzare le trappole a base di feromoni. Tra i miei tips anche la trappola per terme da alimenti, si posiziona velocemente e non è tossica poiché priva di insetticidi.
Trappole per insetti e barattoli da posizionare in dispensa – Freepik
Tra le tantissime** specie di formiche** che infestano casa ci sono quelle piccolissime che a prima vista possono sembrare degli anonimi piccoli insetti neri, in cucina meglio non averle, ma se succede servono a poco gli interventi “naturali” a base di borotalco o aceto. C’è chi ci prova, dopo avere pulito per bene, a cospargere il percorso, generalmente lungo il battiscopa, che porta alla tana. Per individuare l’origine segui la nostra guida per individuare il nido delle formiche in casa. I punti di ingresso solitamente sono crepe non stuccate, intercapedini tra porta e pavimento, tubature e punti di aerazione. Per eliminare tutta la colonia ti conviene usare le piccole esche da collocare lungo il percorso e, se possibile sigillare il punto di ingresso.
Addio agli insetti in cucina – Freepik
Una vera e propria piaga quando le ritroviamo in cucina ma c’è un modo per debellarle. Se hai trovato una o più blatte, devi sapere che se non intervieni rapidamente stai mettendo in pericolo la tua salute e quella di tutta la famiglia. Attirate da cibo e umidità, si annidano in aree buie e difficili da raggiungere. Per poter agire cosa fare? Sigilla ogni possibile accesso verificando la presenza di crepe nei muri o fessure nei battiscopa. Poi procedi con una pulizia approfondita ed utilizza esche specifiche per blatte in gel o trappole adesive, magari in combo per un effetto rapido. Se vuoi consigli in più per eliminare le blatte da casa leggi questo approfondimento.
Ordine per tenere lontani gli insetti in cucina - Unsplash
Tra gli insetti più comuni da trovare in cucina ci sono le farfalline della dispensa o farfalline della farina, che per nome scientifico hanno plodia interpunctella. Sono attirate da cereali, frutta secca e legumi. Oltre ad ispezionare le confezioni incriminate e buttarle, potresti agire pulendo a fondo la dispensa con l’aceto che aiuta ad allontanarle naturalmente e in più potresti sfruttare trappole per farfalline come questa in combo con barattoli ermetici in vetro come questi così da evitare che il cibo venga attaccato. Trovi tantissimi altri suggerimenti per eliminare le farfalline della dispensa nell’articolo che ti ho linkato.
Proteggere la dispensa dalle farfalline – Freepik
La pulizia accurata e frequente è sempre la migliore strategia per tenere lontani i piccoli insetti neri che in cucina trovano cibo, acqua e rifugio. Quando questo non basta, è necessario adottare le misure che ti ho suggerito, senza mai eccedere. Se ti servono altri consigli o hai dubbi iscriviti alla Community e lascia un commento.
I carciofi sono ortaggi gustosi che si possono coltivare anche in un piccolo orto, con successo e soddisfazione. Vuoi coltivare carciofi nel tuo orto? I carciofi sono ortaggi a raccolta autunno/primaverile: i capolini teneri, ricchi di sapore e proprietà benefiche, si raccolgono infatti nei mesi più freddi. Se vuoi sapere come avviare una piccola carciofaia nel tuo orto, leggi i consigli per mettere a dimora le piante di carciofo da coltivare con cura per ottenere un raccolto ricco e gustoso. Scopri come coltivare i carciofi nel tuo orto – foto dell’autrice
Il carciofo (Cynara cardunculus scolymus, famiglia delle Compositae) è una specie perenne che puoi coltivare con notevole facilità nell’orto, con le giuste condizioni e con poche cure di coltivazione. Puoi ottenere una piccola carciofaia, che avrà una durata prolungata nel tempo e sarà produttiva per oltre 10 anni! Ecco perché, se hai lo spazio a disposizione nell’orto, e vivi in una zona a clima temperato-mite, ti consiglio di coltivare i carciofi: potrai raccogliere, ogni anno, i suoi teneri e deliziosi capolini, da consumare e gustare in tante ricette, sia crudi che cotti. Oltre ad essere tanto buoni, i carciofi sono ricchi di proprietà benefiche per la nostra salute! Il carciofo è un ortaggio gustoso e ricco di proprietà benefiche per la nostra salute! – foto dell’autrice
Il carciofo, Cynara cardunculus scolymus, è una pianta erbacea originaria del bacino mediterraneo: l’Italia è una delle maggiori produttrici di carciofi e vanta diverse aree di produzione, come la Sardegna (carciofo “spinoso”), la Puglia (carciofo “brindisino”), il Lazio (carciofo “romanesco”), la Toscana (carciofo “violetto”) e la Liguria (carciofo di Albenga). La parte di pianta che tanto apprezziamo e consumiamo, il “carciofo”, è il capolino, ovvero l’infiorescenza, ancora ben chiusa e avvolta da brattee verde scuro, prima di aprirsi in una bellissima fioritura violacea. La pianta ne produce più d’una durante la stagione: i capolini principali sono quelli più grossi, portati dallo stelo (o “gambo”) primario; vi sono, poi, i capolini secondari, quelli laterali e più piccoli, ugualmente buoni anche se meno teneri. La pianta del carciofo ha l’aspetto di un voluminoso cespuglio formato da una rosetta fitta di foglie lunghe e lobate, un pochino ruvide e spinose; di colore verde scuro nella pagina superiore, grigio-verde in quella inferiore. Il fusto è molto raccorciato e nascosto dalle foglie. Hai mai visto un carciofo in fiore? I carciofi sono tanto buoni quanto belli! – foto dell’autrice
Se vuoi coltivare i carciofi nel tuo orto, inizia col preparare il terreno. Scegli una zona esposta al sole, considerando lo spazio che occuperà la carciofaia: le piante di carciofo hanno bisogno di spazio. Mano alla zappa, esegui una lavorazione a circa 40 cm di profondità: le radici del carciofo si sviluppano piuttosto profonde! Rompi le zolle di terra indurita e uniforma bene il suolo: per ottenere un terreno di medio impasto e garantire un buon drenaggio, può essere necessario aggiungere della sabbia. Il terreno deve essere, inoltre, dotato di una buona fertilità: incorpora del concime organico, come lo stallatico, alla dose di 4-5kg per mq. Prepara bene il terreno prima di mettere a dimora i carciofi – foto Leroy Merlin
La propagazione per seme del carciofo è piuttosto lunga: il metodo più veloce e utilizzato a livello amatoriale per avviare una coltivazione di carciofi, è quello di mettere a dimora i “carducci”, cioè i germogli che le piante adulte emettono lateralmente; ciuffi di poche foglie ben sviluppate, dotate di radici. Scegli i carducci più grossi e vigorosi per la propagazione delle tue piante di carciofo. I carducci possono essere prelevati da piante adulte (“scarducciatura”): con una zappetta, scava leggermente la terra alla base di una pianta adulta di carciofo, così da mettere a nudo il carduccio che hai scelto; recidilo con un coltello ben affilato alla base della pianta-madre, con tanto di radici. In alternativa, se non hai piante adulte di carciofo, puoi acquistare i carducci di carciofo pronti da mettere a dimora nel reparto giardinaggio. Metti a dimora i “carducci” per avviare una carciofaia – foto dell’autrice
Il periodo migliore per mettere a dimora i carducci di carciofo è a cavallo tra l’inverno e la primavera (in genere a marzo). Una volta estratti da terra, i carducci possono essere messi a dimora separatamente, andando a costituire nuove piante di carciofo. Interra i carducci opportunamente distanziati, ad una distanza di almeno 1m gli uni dagli altri, considerando che le singole piante, col tempo si svilupperanno e allargheranno andando a creare cespi voluminosi. Utilizza un trapiantatoio manuale per la messa a dimora: scava una buca profonda a sufficienza per contenere l’apparato radicale del carduccio. Comprimi bene il terreno attorno al carduccio, facendo aderire bene la terra ai suoi bordi. Infine innaffia. Puoi raccogliere i primi carciofi già il secondo anno dall’impianto – foto dell’autrice
I carciofi possono essere a maturazione precoce (sono pronti per la raccolta tra l’autunno e la fine dell’inverno) o tardiva (si raccolgono da fine inverno a primavera), in base alla varietà coltivata. Ora che sai come fare, procurati i “carducci” per creare la tua carciofaia e raccogliere carciofi teneri già dalla prossima primavera, da gustare crudi o cotti in tante buonissime ricette. Iscriviti alla Community di Leroy Merlin per condividere la tua passione per il giardinaggio: avrai anche la possibilità di risolvere i tuoi dubbi e avere consigli scrivendo nella sezione “Parla con gli esperti – Garden Expert”!
L’impianto solare termico è una soluzione ecologica, conveniente e sostenibile. Un impianto solare termico è un impianto che sfrutta l’energia del sole per riscaldare l’acqua sanitaria o può contribuire al riscaldamento degli ambienti. Scopri come funziona un impianto solare termico per riscaldare l’acqua risparmiando energia e rispettando l’ambiente e valuta se puoi utilizzare questa tecnologia per la tua casa. È importante compiere scelte sostenibili e responsabili per rendere le nostre case efficienti.
Come rendere la casa efficiente – Leroy Merlin
Sottolineiamo spesso quanto sia importante l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili che rappresentano una risposta alla domanda energetica, ai problemi legati al cambiamento climatico, all’inquinamento. Le parole d’ordine che ci devono guidare nelle scelte sono sostenibilità e responsabilità; l’efficientamento energetico è un insieme di interventi che consentono di migliorare l’efficienza energetica della casa, ridurre i consumi aumentando il comfort. Con il Simulatore Casa Efficiente, dopo aver compilato un questionario sulla tua casa, puoi simulare 3 possibili progetti per migliorare casa tua. Tra gli interventi di efficientamento possibili i pannelli solari termici offrono una soluzione efficace ed ecologica per produrre l’acqua calda sanitaria o come supporto al riscaldamento domestico. Utilizzo delle fonti rinnovabili – Leroy Merlin
L’impianto solare termico è un ottimo sistema per sfruttare l’energia del sole, fonte rinnovabile, per riscaldare l’acqua sanitaria, vale a dire l’acqua che usiamo per la doccia e i lavandini, ad esempio; può essere inoltre utilizzato come supporto e integrazione di impianti di riscaldamento. Importante sottolineare che l’impianto solare è differente dall’impianto fotovoltaico. Infatti l’impianto solare termico trasforma la luce solare in calore che viene usato per riscaldare l’acqua; l’impianto fotovoltaico converte la luce del sole in energia elettrica che viene utilizzata per le apparecchiature elettriche presenti all’interno della casa. I sistemi solari termici come il Kit pannello solare scalda acqua BOSCH 300 L, ad esempio, sfruttano l'energia inesauribile e gratuita del sole per produrre acqua calda sanitaria in maniera ecologica. Mediamente, i collettori sono in grado di fornire il 75% del calore richiesto in un anno per la produzione di acqua calda sanitaria. Un impianto solare termico ben progettato e installato permette di ridurre i consumi energetici, tagliare i costi in bolletta e migliorare il comfort abitativo in modo sostenibile.
Come per gli impianti fotovoltaici, anche per l’impianto solare termico è opportuno individuare una posizione corretta della copertura, per esempio, su cui installare i pannelli: è opportuno infatti studiare la corretta esposizione per ottenere il massimo risultato possibile. L’impianto solare termico – Leroy Merlin
Un impianto solare termico offre numerosi vantaggi economici, ambientali e pratici. È una scelta intelligente per chi desidera risparmiare, rispettare l’ambiente e aumentare il valore della propria abitazione. Ecco 4 consigli per rendere la casa più efficiente e ridurre i consumi. In particolare mi sembra importante sottolineare che:
Il futuro dell’abitare si basa sull’efficienza energetica: ti consiglio anche l’articolo sulla Casa intelligente e sostenibile nel 2025: il binomio perfetto. Vantaggi dell’impianto solare termico – Leroy Merlin
Esistono principalmente due categorie di pannelli solari: piani vetrati e a tubi sottovuoto.
Principalmente la differenza risiede nel fatto che i piani vetrati sono composti da una lastra di vetro antiriflesso, un assorbitore selettivo in rame e un isolamento termico interno; i pannelli a tubi sottovuoto sono generalmente più costosi e garantiscono una maggior efficienza soprattutto nei climi rigidi perché hanno un’ottima efficienza anche con irraggiamento più debole.
Vediamo insieme alcuni modelli e cerchiamo di capirne il funzionamento. Il Kit pannello solare scalda acqua ARISTON KAIROS THERMO è un sistema solare termico a circolazione naturale con due pannelli orizzontali e un accumulo da 300 litri: I collettori solari trasformano l’energia radiante diretta e diffusa del sole in calore e l’accumulo ha lo scopo di conservare l’acqua calda fino al momento dell’utilizzo.
Uno dei luoghi più diffusi per l’installazione dei pannelli solari sono le coperture degli edifici: possono essere montati sulle coperture a falde inclinate ma esistono dei sistemi che ne consentono l’impiego anche su coperture piane. Il Kit pannello solare scalda acqua BOSCH tetto piano per esempio è dotato di apposito Kit per essere montato su strutture orizzontali. Pannelli solari su copertura piana – Leroy Merlin
Abbiamo visto come usare i pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria e come possono esserci d’aiuto per ridurre gli sprechi energetici e la bolletta. Se ti interessa approfondire anche la possibilità di usare il Sole come fonte rinnovabile per la produzione di energia elettrica, guarda Come funziona il fotovoltaico con accumulo. Iscriviti alla Community per condividere idee ed opinioni e, se hai ancora qualche dubbio o perplessità, non esitare a scrivere le tue domande nella sezione Casa Efficiente Expert.











