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elisabetta.garoni
Architetto
07/07/25-09:14(modificato il 07/07/25-11:03)

I bagni lunghi e stretti, con la finestra in fondo, sono piuttosto comuni, soprattutto nelle case degli anni ’70, quando si cercava di sfruttare al massimo la pianta dell’edificio. Di solito sono rettangolari, più lunghi che larghi, a volte larghi appena 120 cm ma lunghi anche 4 o 5 metri. La finestra era spesso posizionata sulla parete in fondo, proprio di fronte alla porta d’ingresso, e sotto di essa trovavi il classico radiatore. Sul lato lungo, poi, tutto rigorosamente in fila: vasca o doccia, lavandino, sanitari…una disposizione che accentuava ancora di più la sensazione di uno spazio stretto e "a corridoio”. Un tempo, pensare di posizionare la doccia proprio in fondo, inglobando anche la finestra, sembrava una scelta impensabile. Ma oggi, per fortuna, le cose sono cambiate e questa soluzione non solo è accettata, ma è anche sempre più apprezzata perché offre tanti vantaggi (e qualche piccolo accorgimento da considerare). Se vuoi saperne di più, leggi anche l’articolo “Tendenze bagno 2025”.

  1. Nuove proporzioni per un bagno lungo e stretto
  2. Privacy garantita con il vetro satinato
  3. Rivestimenti e partizioni leggere per valorizzare anche la zona vasca
  4. Doccia walk-in e soluzioni su misura per il sottofinestra
  5. Unire vasca e doccia nello stesso spazio, anche con finestra Sfrutta il sottofinestra per creare una seduta - Leroy Merlin

Piccoli problemi risolvibili

I dubbi più comuni quando si ha una finestra nella doccia, di solito riguardano la protezione del serramento e la privacy. Partiamo dai materiali. I serramenti in PVC, alluminio o alluminio-legno, sono pensati per resistere all’umidità e possono essere installati anche all’interno della doccia senza temere danni: resteranno belli e intatti nel tempo. Discorso diverso per il legno, che è un po’ più delicato. Ma anche qui, c’è la soluzione: se la finestra non viene colpita direttamente dal getto d’acqua, puoi proteggerla con una tenda idrorepellente da usare solo quando serve. E la privacy? A meno che tu non viva in una casa sperduta in mezzo alla campagna, un po’ di protezione visiva ci vuole. Puoi montare tende a rullo,sostituire il vetro con uno satinato, oppure applicare pellicole opacizzanti: soluzioni pratiche e anche decorative. Con qualche accortezza infissi e doccia possono convivere - Leroy Merlin

Nuove proporzioni per un bagno lungo e stretto

Ma veniamo ai tanti vantaggi di posizionare la doccia in fondo al bagno. Se hai un bagno stretto e lungo, mettere la doccia sul lato corto aiuta a riequilibrare lo spazio facendolo sembrare subito più ampio e proporzionato. Ma non è solo questione di estetica: questa soluzione ti permette di sfruttare tutta la larghezza del locale per una doccia davvero spaziosa: 120, 140, anche 160 cm di puro comfort. Irrinunciabile se hai bambini piccoli o semplicemente ti piace muoverti comodo. Scegli un piatto doccia il più grande possibile, compatibilmente con lo spazio che hai a disposizione. Preferisci la versione slim, alta al massimo 3 cm: così eviti fastidiosi dislivelli e ottieni un effetto più elegante e continuo con il pavimento e completa il tutto con una porta doccia. Di solito, in questi casi, la porta doccia con apertura scorrevole è la più pratica: occupa poco spazio e, vantaggio non da poco, eviti di bagnare tutto il pavimento ogni volta che esci dalla doccia. Il modello Easy è disponibile in tante misure e finiture. Con la finestra all’interno della doccia ad essere più luminosa non sarà solo la doccia, ma l’intera stanza. Infatti la luce penetrerà all’interno dell’ambiente senza incontrare ostacoli. Sfrutta tutta la larghezza del tuo bagno - Leroy Merlin

2. Privacy garantita con il vetro satinato

Parliamo di finestre e privacy in doccia, due aspetti da non sottovalutare. Se stai installando una doccia che inglobi la finestra, fai attenzione al tipo di apertura: una finestra a battente, ad esempio, potrebbe urtare la colonna doccia o il soffione quando la apri. In questo caso puoi semplicemente spostare o alzare il soffione per non creare intralci. Oppure scegliere direttamente per un'apertura più pratica, come quella a vasistas, scorrevole o a ghigliottina: zero conflitti tra finestra e doccia. Per quanto riguarda la privacy hai tante opzioni carine e funzionali: dalle tende a rullo, alle classiche veneziane che creano un’atmosfera da piccola spa, alle tende in vinile colorato, che si asciugano in un attimo. E per una soluzione semplice ma efficace, ci sono le pellicole effetto sabbiato: si applicano direttamente sul vetro e tengono lontani gli sguardi indiscreti senza bloccare la luce. A proposito di luce: non coprirla troppo! La luce naturale fa bene all’umore e trasforma il bagno in uno spazio più piacevole. Una finestra nella doccia, poi, è utilissima per far circolare l’aria e tenere a bada l’umidità e la condensa. Anche d’inverno, bastano pochi minuti con la finestra aperta per far sparire il vapore e ridurre il rischio di muffa. Soluzioni per la schermatura visiva: vetri trattati o pellicole adesive - Leroy Merlin

3. Rivestimenti e partizioni leggere per valorizzare anche la zona vasca

In questo progetto ci siamo dedicati a dare forma a un bagno un po’ irregolare, con un’idea chiara in mente: valorizzare una bella vasca freestanding senza rinunciare a una comoda doccia spaziosa. Un bel mix di funzionalità ed estetica. Prendi spunto per il tuo bagno: abbiamo sfruttato la rientranza con finestra per la doccia. Con un muretto realizzato su misura e un vetro temperato fisso, lo spazio doccia ha preso forma in modo semplice ma efficace. Il rivestimento in maiolica Thick 2D del muretto prosegue lungo la parete e abbraccia la vasca con il decoro multicolor che la mette ancora più in risalto. E per evitare spruzzi ovunque, il kit doccia incasso è stato installato sulla parete opposta al vetro, non su quella corta: una piccola accortezza che fa la differenza. La luce naturale della finestra illumina tutto senza ostacoli, rendendo l’ambiente più arioso e piacevole. E per un tocco di comfort in più,il termoarredo può essere montato direttamente dentro la doccia: così anche in inverno l’atmosfera sarà sempre piacevole e l’accappatoio sempre caldo. Ispirazione per valorizzare il bagno con i rivestimenti - Leroy Merlin

4. Doccia walk-in e soluzioni su misura per il sottofinestra

Se il bagno è abbastanza spazioso (occhio però all’ingombro della parete fissa e allo spazio di passaggio), puoi valutare un’idea davvero interessante: una doccia walk-in, una soluzione pratica e moderna. Se ami un po’ più di privacy, esistono versioni walk-in con vetro serigrafato che non compromettono il passaggio della luce. Alcuni trattamenti come quelli per il vetro satinato, poi, aiutano a nascondere macchie e aloni, riducendo la necessità di pulire spesso: una manna se hai a che fare con l’acqua dura e il calcare. Inoltre la doccia walk-in può fare a meno del classico piatto: basta una giusta pendenza e una buona piletta di scarico. In questo modo, il pavimento sarà continuo in tutto il bagno e l’ambiente sembrerà subito più grande e arioso. Scopri in questo articolo stili e colori delle tendenze pavimenti 2025. Hai una nicchia sotto la finestra o una rientranza inutilizzata? Puoi attrezzarla con mensole laccate o in cartongesso rivestite con le stesse piastrelle bagno. Ti saranno utilissime per tenere in ordine flaconi e prodotti. Lo spazio in bagno non basta mai: sfruttalo tutto, anche il più nascosto. Idea per sfruttare il sottofinestra nella doccia wak-in - Leroy Merlin

5. Unire vasca e doccia nello stesso spazio, anche con finestra

Ed infine una soluzione per chi ama rilassarsi con un bel bagno ma non vuole rinunciare alla comodità di una doccia: la** vasca sotto la finestra, con il soffione sul lato corto**. Anche se lo spazio è ridotto, puoi scegliere una vasca compatta (la vasca Mini misura solo 70x105 cm) ma lunga quanto tutto il muro, così sfrutti al massimo la parete in fondo. Lascia che la luce naturale scorra liberamente: niente tende pesanti, piuttosto tendine a vetro filtranti e chiare. Per amplificare ancora di più la luminosità e arredare il bagno in stile naturale scegli piastrelle chiare: faranno sembrare il bagno più grande e arioso. Puoi scegliere tra una vasca da incasso, da rivestire con le stesse piastrelle del bagno, oppure modelli con pannelli già pronti, come la vasca rettangolare Flower. Completa con una indispensabile parete vasca o con la classica tenda doccia. Così tutti in famiglia saranno contenti e potranno godersi ogni giorno un momento di relax, magari guardando fuori dalla finestra mentre l’acqua scorre. Ispirazione per un bagno con vasca/doccia in stile Nature - Leroy Merlin

Ti piace l’idea di avere la finestra nella doccia? Hai trovato la soluzione adatta a te? Unisciti alla Community e condividi con noi le tue idee e i tuoi dubbi. Ti aspettiamo!

Kit vetro per doccia ad apertura scorrevole Easy L 140 x H 190cm, Sp. 6 mm
Piastrella da rivestimento interno 33.3 x 90 cm Sp. 10.5 mm rettificato Thick 2D dec in maiolica smaltato multicolore opaco 1.2 mq
Walk-in remix L 90 x H 200 cm, vetro 8 mm serigrafato cromo
Colonna idro SENSEA Studio nero
AnnaZorloni
Agronoma
07/07/25-05:29(modificato il 07/07/25-06:21)

L’attenzione verso la natura è sempre più forte, così come la sensibilità nei confronti della salute di tutti gli organismi utili che la popolano, come gli insetti pronubi. Se il tuo sogno è avere un giardino popolato di farfalle colorate che svolazzano da un fiore all’altro, scegli le varietà di piante ornamentali più adatte, in grado di attirarle e, allo stesso tempo, facili da coltivare. In giardino, i fiori non sono solo un elemento decorativo che fa colore, ma servono anche a mantenere viva la biodiversità. Non tutti i fiori sono in grado di attrarre le farfalle: scegli le piante “attira farfalle” che più piacciono loro; potrai creare un piccolo paradiso per questi insetti minacciati dall’uso eccessivo di pesticidi. Coltiva fiori colorati "attira farfalle" nel tuo giardino - foto Pixabay Coltiva fiori colorati "attira farfalle" nel tuo giardino - foto Pixabay

Un giardino di fiori “attira farfalle”

Le farfalle, insetti stupendi, tanto leggeri quanto aggraziati, hanno un ruolo importante in natura, grazie alla loro attività di impollinatori. Le farfalle cercano i fiori dai quali attingere il nettare di cui si nutrono; la presenza delle giuste piante fiorite permette loro di banchettare, inoltre, passando da un fiore all’altro, si sporcano di polline e assicurano la fecondazione tra i fiori proprio come fanno gli insetti impollinatori, o ‘pronubi’. Sai quali sono le specie fiorite che più attraggono le farfalle? Attirare le farfalle nel tuo giardino è un'arte che coltivi seminando e piantando i loro fiori preferiti, poiché, anche le farfalle hanno i loro “gusti”: scegli i fiori che le attraggono maggiormente se vuoi avere un giardino colorato e movimentato dal volo di questi bellissimi insetti. Dedica una parte del tuo giardino ai fiori “attira farfalle: con questo mix di fiori e piante il tuo giardino si trasformerà in un paradiso per le farfalle. Scopri 8 piante “attira farfalle” che ti consiglio di coltivare nel tuo giardino. Riempi il tuo giardino dei fiori più adatti per attrarre le farfalle e gli insetti utili - foto Pixabay Riempi il tuo giardino dei fiori più adatti per attrarre le farfalle e gli insetti utili - foto Pixabay

Borragine

La Borragine (Borago officinalis) è un’erba molto rustica e tanto apprezzata in cucina, utilizzata per la preparazione di zuppe e nel ripieno dei ravioli. Le farfalle adorano i suoi piccoli fiori blu, pieni di nettare! I fiori blu della Borragine attrarranno tante farfalle e insetti utili nel tuo orto e giardino - foto Pixabay I fiori blu della Borragine attrarranno tante farfalle e insetti utili nel tuo orto e giardino - foto Pixabay

Buddleia

La Buddleia (Buddleja davidii), non a caso anche chiamata “Albero delle Farfalle”, è una garanzia se vuoi vedere svolazzare ali multicolori per il tuo giardino. Quest’arbusto ornamentale, produce bellissimi fiori azzurri, blu o violacei, riuniti in lunghe infiorescenze a pannocchia, molto attraenti per le farfalle. Facile capire perchè la Buddleja viene anche chiamata "albero delle farfalle"... - foto Pixabay Facile capire perchè la Buddleja viene anche chiamata "albero delle farfalle"... - foto Pixabay

Echinacea

L’Echinacea (E. purpurea), con i suoi fiori simili a grandi margherite dai petali color rosa porpora, è molto apprezzata dalle farfalle, che ne vengono attratte: le vedrai svolazzare tutt’attorno alle aiuole fiorite con questa specie. I fiori dell'Echinacea sono bellissimi e utili per il tuo giardino ecologico - foto Pixabay I fiori dell'Echinacea sono bellissimi e utili per il tuo giardino ecologico - foto Pixabay

Euforbia

L’Euforbia (Euphorbia milii), anche detta “Spina di Cristo” per la presenza di spine lungo i suoi fusti succulenti, è una pianta che attrae le farfalle, grazie ai suoi bellissimi fiori rossi o rosa, ottima fonte di nettare per farfalle e anche colibrì. I fiori dell'Euforbia piacciono molto anche agli insetti utili - foto Pixabay I fiori dell'Euforbia piacciono molto anche agli insetti utili - foto Pixabay

Fiordaliso

I fiori blu-azzurri dei Fiordaliso (Centaurea cyanus), oltre ad essere di rara bellezza, sono utilissimi per attrarre le farfalle e gli insetti pronubi. Sempre più rari nei prati rustici di campagna, vale davvero la pena seminarli in giardino per salvaguardare la biodiversità e la presenza degli insetti utili. Gli insetti pronubi amano i fiori celesti dei Fiordaliso - foto Leroy Merlin Gli insetti pronubi amano i fiori celesti dei Fiordaliso - foto Leroy Merlin

Lavanda

La lavanda, come la maggior parte delle erbe aromatiche, è un forte attrattivo per le farfalle, grazie ai suoi fiorellini viola e profumati, riuniti in infiorescenze a spiga eretta. Mettine a dimora una pianta nel tuo giardino, in posizione assolata. Dedica una zona soleggiata del giardino alla coltivazione di qualche ciuffo di lavanda fiorita - foto Leroy Merlin Dedica una zona soleggiata del giardino alla coltivazione di qualche ciuffo di lavanda fiorita - foto Leroy Merlin

Tagete

I Tagetes (Tagetes patula), anche detti “Garofani d’India”, sono fiori di estrema bellezza, giallo-arancio come il sole, dotati di mille preziose virtù! Molto apprezzati dalle farfalle, sono un valido aiuto anche per tenere lontani gli insetti dannosi come gli afidi e la mosca bianca: non farli mancare nel tuo giardino e nell’orto! Belli come il sole, i fiori dei Tagetes non dovrebbero mai mancare nemmeno nell'orto - foto Pixabay Belli come il sole, i fiori dei Tagetes non dovrebbero mai mancare nemmeno nell'orto - foto Pixabay

Zinnia

Le Zinnie (Zinnia elegans) sono fiori perfetti per creare aiuole vivacemente colorate: seminale a primavera nel tuo giardino per ottenere fioriture ricche e prolungate da metà estate fino all’autunno; le apprezzeranno molto anche le farfalle! I fiori vivaci di Zinnia sono un forte richiamo per le farfalle e colorano le aiuole del giardino - foto Pixabay I fiori vivaci di Zinnia sono un forte richiamo per le farfalle e colorano le aiuole del giardino - foto Pixabay

Attira le farfalle nel tuo giardino, con le piante giuste

Organizza il tuo giardino in modo da avere uno o più angoli soleggiati e ben riparati dal vento dove potranno svolazzare indisturbate le farfalle: pianta e semina le piante che attirano le farfalle; quelle che hanno fiori vistosi che producono molto nettare sono sicuramente le più gradite dalle farfalle. Le piante che attirano le farfalle, di solito sono apprezzate anche dai loro bruchi: opta per belle siepi di biancospino e prugnoli ad esempio, specie molto apprezzate dai bruchi; se vuoi lasciare un angolo di prato selvaggio con tanti fiori spontanei, poi, i bruchi ne andranno matti. Con un muretto ricoperto di edera o qualche casetta da giardino, avrai creato un'oasi perfetta per offrire il riparo che cercano quando vanno in letargo. Procurati le bustine di semi di fiori “attira farfalle” e seminali a primavera nelle aiuole del tuo giardino. Metti a dimora le piante “attira farfalle” direttamente nella terra del giardino o in vaso, utilizzando terriccio Geolia universale; il concime Geolia per piante fiorite, somministrato con le modalità in etichetta, ti aiuterà a farle fiorire abbondantemente. Se hai un prato, inoltre, ti consiglio di procurarti una confezione di sementi di fiori che attraggono gli insetti pronubi! Scopri anche quali piante fiorite perenni coltivare se il tuo giardino è all’ombra e 20 piante da esterno resistenti al sole e al freddo. La Buddleja è un arbusto fiorito che piace molto alle farfalle: coltivane uno nel tuo giardino! - foto Pixabay La Buddleja è un arbusto fiorito che piace molto alle farfalle: coltivane uno nel tuo giardino! - foto Pixabay

Come coltivare le piante “attira farfalle”

La presenza degli insetti utili, tra cui i preziosissimi insetti impollinatori, oggi è purtroppo minacciata dall’uso spropositato di prodotti chimici. Rispetta la natura coltivando le tue piante evitando l’utilizzo di prodotti chimici, ma ricorrendo all’utilizzo di antiparassitari di origine naturale, altrettanto utili ed efficaci. Ricordati che, se vuoi ospitare fiori “attira farfalle” nel tuo giardino, devi scordarti di utilizzare i pesticidi chimici. Puoi solo difendere il tuo giardino con i rimedi naturali: macerati d’ortica, estratto di equiseto, olio di lino, olio di Neem. La lista dei prodotti di origine naturale, che puoi usare per proteggere e rinforzare le tue piante senza interferire sulla presenza degli insetti utili, è lunga! Non tutte le farfalle sono gradite: scopri cosa fare per tenere lontana la farfallina dai tuoi gerani! I Tagetes piacciono molto anche alle farfalle e coloreranno vivacemente le tue aiuole al sole - foto Pixabay I Tagetes piacciono molto anche alle farfalle e coloreranno vivacemente le tue aiuole al sole - foto Pixabay

Ti è venuta voglia di seminare tanti fiori colorati che piacciono alla farfalle? Non perdere tempo, la natura te ne sarà grata. Se invece vuoi ravvivare la tua casa, scegli delle belle piante colorate da interno. Iscriviti alla Community di Leroy Merlin per condividere la tua passione per i fiori e il giardinaggio: avrai anche la possibilità di risolvere i tuoi dubbi e avere consigli scrivendo nella sezione “Parla con gli esperti – Garden Expert”! Iscriviti alla Community di Leroy Merlin per condividere la tua passione per il giardinaggio - foto Leroy Merlin Iscriviti alla Community di Leroy Merlin per condividere la tua passione per il giardinaggio - foto Leroy Merlin

Prato fiorito GEOLIA Amico api 1 kg
Prato fiorito 0.5 kg
Semi per fiori mix BLUMEN 1 g
Concime granulato GEOLIA per pianta fiorita BIO Piante fiorite 1 kg
Terriccio GEOLIA universale 25L
Insetticida naturale FLORTIS 500 ml
ValeriaBonatti
Decor Expert
05/07/25-16:29(modificato il 05/07/25-22:35)

Ciao, per una parete all'ingresso meglio carta da parati o colore su muro?”. Questa è una domanda che viene fatta spesso nella nostra sezione Parla con gli esperti – Decor Expert della Community. Così abbiamo deciso che valeva la pena approfondire l’argomento con un articolo, soprattutto perché l’ingresso è uno spazio spesso tanto problematico da arredare, quanto importante per accogliere in casa noi e i nostri ospiti. Senza trascurare l’aspetto pratico, quello estetico è fondamentale per donare una prima impressione di stile e carattere. Cosa usare allora sulle pareti per portare colore e personalità all’ingresso? Pittura o carta da parati? Vediamo subito i pro e i contro di entrambe le soluzioni e qualche idea per fare i giusti accostamenti cromatici. Pittura o carta da parati per l’ingresso? E perché non entrambi? – Leroy Merlin

Scegliere la pittura per l’ingresso: quale e perché

A quella domanda fatta in Community, oltre a me avevano risposto altri utenti. Uno parlava della praticità della pittura, un altro diceva che per ottenere un risultato speciale ci voleva per forza la carta da parati. Chi ha ragione? In realtà entrambi hanno detto cose giuste, ma non esaustive e ora vediamo perché. Per quanto riguarda la pittura è indubbio che sia la scelta più pratica e che offre la maggior quantità di opzioni ‘tecniche’. È possibile cioè trovare pitture traspiranti, ma anche super lavabili se ci sono in casa dei bambini, si possono scegliere le pitture con effetti decorativi per ottenere dei risultati estetici sorprendenti, ma anche cercare il prodotto migliore dal punto di vista ecologico selezionando i più alti di categoria nel nostro sistema di valutazione dei prodotti Home Index. Inoltre non sarà difficile trovare il colore perfetto per il tuo ingresso, ma nel caso non ci fosse il tuo preferito, potrai sempre fartelo fare su misura. Infine pitturare una parete è davvero semplice, soprattutto con i consigli dei nostri tutorial, e quando vorrai cambiare stile, mano ai pennelli e in un batter d’occhio nuovo colore! Sono tutti indubbi vantaggi che rendono la pittura una scelta quasi scontata. Per contro, per quanto con le pitture decorative tu possa ottenere effetti bellissimi, come il sabbiato, il metallizzato o altri che puoi esplorare in questo mio articolo, non potrai andare oltre a una parete bidimensionale, lontano dalla resa di una carta da parati. Vogliamo parlarne? Andiamo avanti! Trasformare l’ingresso con una parete colorata – Leroy Merlin

L’ingresso si trasforma con la carta da parati

Ricoprire una parete con la carta da parati sembra un lavoro molto più complicato rispetto a passare una mano di vernice, ma posso garantirti che non è così. Puoi cimentarti nel fai da te, con l’aiuto dei nostri Tutorial oppure puoi usufruire del nostro Servizio di posa. In ogni caso il risultato con la carta da parati è davvero unico e perfetto per valorizzare qualsiasi ambiente. L’ingresso è spesso una zona difficile da caratterizzare, perché poco illuminato, piccolo, a volte stretto e lungo oppure poco definito, nel caso di porte che si aprono direttamente sul soggiorno. A maggior ragione ricorrere alla carta da parati si rivela la soluzione vincente: la varietà dei motivi grafici, dei colori e degli effetti decorativi consente di trovare con certezza quella giusta per lo stile della tua casa. E se tra un po’ vorrai cambiare di nuovo, non sarà così difficile toglierla, anche qui abbiamo tutti i consigli per rendere l’operazione davvero semplice. Anche perché, in genere, la carta da parati si utilizza per una sola parete, massimo due per dare profondità, quindi non dovrai certo rifare tutta casa! Il tocco chic della carta da parati – Leroy Merlin

Carta da parati o fotomurale?

Come dicevamo, tra le carte da parati puoi davvero trovare la resa estetica che preferisci. Dai più classici motivi damascati o vegetali, alle grafie geometriche e optical, agli effetti che riproducono altri materiali, come mattoni, cemento, metallo, o anche una boiserie. Sono sicura che ti stupirai di come un semplice foglio sottile possa arricchire un ambiente o addirittura trasportarti in altri scenari o spalancare una stanza su nuovi orizzonti. Come? Con i fotomurali, che con la riproduzione di viste prospettiche e scorci inattesi solleticano la curiosità e spingono a guardare oltre. Provare per credere! E se pensi che la carta da parati sia troppo delicata, ti sbagli. La si chiama ancora carta, ma in realtà il materiale si è evoluto in TNT (tessuto non tessuto) o in vinile, così da rendere la parete resistente a graffi, urti e umidità e soprattutto super lavabile, anche con detergenti delicati. Un vantaggio molto rilevante che, sono sicura, peserà non poco nella tua scelta! Un fotomurale per aprire il tuo ingresso su nuovi orizzonti – Leroy Merlin

Carta da parati o pittura? Entrambi in varie combinazioni!

1. Ingresso classico interamente rivestito

Se a questo punto non sai più cosa scegliere tra dipingere e rivestire, non preoccuparti, perché in realtà credo che la risposta giusta sia combinare le due soluzioni così che una sia il supporto e l’arricchimento dell’altra, un po’ come succede per i colori complementari. Come dicevo, la tendenza oggi non è tanto quella di rivestire l’intera stanza con una carta da parati discreta nel colore e nel motivo, quanto di sfruttare le sue possibilità espressive per esaltare una sola parete o un singolo elemento. Sì allora alle trame e ai disegni decisi e d’impatto, ma anche ai più delicati che, in questo caso e a maggior ragione, dialogano con il colore della pittura delle altre pareti. Le combinazioni possono essere diverse. Nell’ingresso della foto sotto, aperto su un soggiorno in stile classico, la carta da parati riveste anche il soffitto per avvolgere chi entra negli stessi toni neutri e sofisticati della sala. L’impatto grafico è forte e i piccoli punti gialli dei fiori riprendono gli elementi dorati di specchio e lampade che aggiungono un tocco di eleganza. Tutto studiato in una perfetta armonia stilistica, classica sì, ma non certo seriosa e monotona! Con la carta da parati crei un ingresso avvolgente e glam – Leroy Merlin

2. Ingresso in stile Scandi, pittura e carta coordinate

Questo è un esempio molto chiaro di come carta da parati, pittura e materiali collaborino a costruire stile e sensazioni. Il legno del pannello decorativo e del mobile, insieme al colore pastello verde salvia delle pareti richiama subito la freschezza e la genuinità dello stile Scandi, un ambiente semplice, ma accogliente e perfettamente organizzato. Ma diciamocelo, l’ingresso non sarebbe lo stesso senza quella meravigliosa parete vegetale in cui le foglie, in diverse tonalità di verde, donano profondità e tridimensionalità allo spazio. E intanto portano in primo piano proprio gli elementi in legno che ora spiccano e diventano protagonisti su questa presenza vegetale, una foresta tutta da scoprire. Questo è il potere della carta da parati: condurre lo sguardo verso e oltre nuovi scenari, proiettando i suoi colori in armoniose combinazioni cromatiche. Trasformare un ingresso, o qualsiasi altra stanza, da semplice locale a ‘luogo’ da percepire e vivere. Pittura e carta da parati coordinate nei colori – Leroy Merlin

3. Ingresso Industrial con effetti materici

Le caratteristiche dello stile Industrial si adattano perfettamente ad ogni tipo di ambiente, dalle grandi dimensioni dell’open space a quelle più piccole di un ingresso. Il suo mood essenziale è perfetto per comporre uno spazio pulito, solo apparentemente scarno e grezzo, ma in realtà studiato in ogni dettaglio. I materiali utilizzati per questo stile li conosci, sono il metallo, meglio se nero o ossidato, abbinati al vetro nelle lampade o come nello specchio della foto, il cemento o il ferro delle travi a vista e il legno opaco o grezzo di pavimento e dettagli per scaldare. Ma le pareti? Cosa scegliere come sfondo per un ambiente Industrial? I colori sono neutri, ma è importante che i muri rimandino anch’essi le stesse sensazioni. La carta da parati è perfetta allo scopo, questa volta utilizzata in due rese materiche diverse: il mattone a vista (meglio se un po’ rovinato come in questo fotomurale) e il cemento, con i suoi tipici graffi. Un’alternativa potrebbe essere la pittura decorativa effetto cemento o anche più semplicemente una pittura super lavabile grigio cemento, perfetta per un luogo di passaggio come l’ingresso, però il risultato estetico difficilmente sarà realistico e veritiero come quello della carta da parati. Quindi? La carta da parati trasforma la parete in un materiale diverso – Leroy Merlin

La mia conclusione su pittura vs carta da parati è che i vantaggi della pittura (praticità e velocità di esecuzione, costo, prestazioni per esigenze specifiche) pur essendo validi, si perdano un po’ trattandosi, per il corridoio o l’ingresso, di un ambiente generalmente piccolo. Al contrario, le pitture ad effetto decorativo e la carta da parati sono in grado, per le loro potenzialità estetiche, di trasformare radicalmente, anche con pochi metri quadri, il luogo che per primo ti accoglie quando entri in casa. E tu cosa ne pensi? Iscriviti alla Community e facci sapere la tua opinione o mandaci una foto del tuo ingresso!

Carta da parati Felce grandecolife bianco e verde, 53 cm x 10.05 m
Fotomurale Bosco, verde chiaro
Fotomurale Muro, arancio
Applique glamour Krela nero 1X E27 INSPIRE
Pittura decorativa Cemento GECKOS effetto cemento grigio 2 2 l
elisabetta.garoni
Architetto
03/07/25-14:12(modificato il 03/07/25-14:28)

Nel corso degli anni, il modo in cui viviamo e organizziamo gli spazi di casa è cambiato radicalmente. Un tempo le stanze erano tutte rigorosamente separate per funzione, i corridoi ampi e lunghi, la zona giorno e quella notte nettamente distinte. Oggi, invece, le cose sono molto diverse: gli ambienti sono diventati fluidi e multifunzionali e la casa si adatta di più a chi la vive, specchio dei cambiamenti sociali e degli stili di vita. I corridoi si sono quasi del tutto spariti, i bagni sono sempre più simili a piccole spa, ogni angolo può trasformarsi in uno studio, e cucina e soggiorno spesso convivono nello stesso spazio.L’open space è diventato una scelta frequente, non solo nelle case grandi, anzi, soprattutto in quelle più piccole, dove aiuta a dare respiro e luminosità agli ambienti. Come arredare una cucina open space? Come si organizzano al meglio gli spazi e le funzioni in un unico ambiente, senza rinunciare a estetica e praticità? Ogni casa ha la sua personalità, certo, e ogni progetto va pensato su misura ma proverò a darti il mio punto di vista con spunti e consigli per organizzarlo e arredarlo. Iniziamo. Soluzione per organizzare un grande open space con soppalco - Leroy Merlin

Come organizzare l’open space senza alzare muri

Immaginiamo un open space di 35-50 mq, dove cucina, zona pranzo e soggiorno condividono lo stesso ambiente. La sfida è dare un po’ di ordine, senza alzare muri, e trovare il modo giusto per far convivere le diverse funzioni in armonia. Come fare? Le soluzioni sono tante, e in questo articolo trovi ben 7 modi per dividere un open space. L’obiettivo è sempre lo stesso: definire senza chiudere, creando un confine naturale tra una zona e l’altra. Le cucine moderne su misura offrono mille possibilità: dalla penisola, come nella cucina Delinea Life, che diventa anche tavolo da pranzo, fino alla classica isola centrale che divide e arreda. E se hai una cucina in linea o ad angolo, puoi sempre aggiungere un’isola o una penisola da cucina indipendente, per dare ritmo allo spazio. Un’altra idea super funzionale è quella di posizionare il tavolo da pranzo tra cucina e soggiorno: funziona alla grande soprattutto se la stanza ha una forma rettangolare. E infine, completa con un grande classico che non passa mai di moda: un bel tappeto nella zona relax, per "disegnare" visivamente lo spazio del soggiorno. Ispirazione per organizzare un luminoso open space - Leroy Merlin

Quale cucina scegliere in un open space?

La cucina con isola centrale è una delle soluzioni più desiderate, scenografiche e funzionali, a patto che ci sia abbastanza spazio. Una volta scelto il modello che preferisci tra le cucine componibili, per muoversi comodamente, considera almeno 90 cm tra l’isola e le basi della cucina, che diventano 120 cm se prevedi sgabelli, è progettare l’isola su due livelli: uno, più alto (90-95 cm), per cucinare; l’altro, più basso (75 cm), con comode sedie, per mangiare o lavorare. Dai un’occhiata anche all’articolo “Open space moderno per la tua cucina soggiorno” , dove trovi tante altre idee pratiche. Se lo spazio è ridotto, ti consiglio di evitare la cucina con isola: rischia di ingombrare troppo e rendere l’ambiente meno funzionale. A volte, togliere è il modo migliore per guadagnare respiro e libertà di movimento. Meglio puntare su soluzioni più leggerE. Tavolo pranzo, isola o penisola in cucina? - Leroy Merlin

Spazi connessi ma distinti con una parete immaginaria

Quando lo spazio non è enorme e ha una forma più quadrata, organizzare tutto – cucina, soggiorno con mobile TV e tavolo da pranzo – può diventare più complicato. Ci sono però soluzioni smart anche per ambienti compatti. Una buona idea è optare per una cucina a L o a U perché puoi sfruttare il lato centrale per costruire una parete bassa (circa 120 cm) dove appoggiare le basi della cucina: funziona anche da alzatina e, lato soggiorno, puoi usarla per posizionare un mobile TV. Di fronte, metti il divano e magari una libreria, creando così un’area relax ben definita, (puoi decorarla anche con una bella carta da parati) ma sempre aperta. In questo progetto, ad esempio, abbiamo inserito una sorta di "finestra" decorativa fatta con listelli di legno: oltre a dividere visivamente, aggiunge personalità all’ambiente senza chiudere nulla. La parola d’ordine qui è connessione. Puoi provare anche con una libreria bifacciale o elementi divisori leggeri che separano senza isolare: dividere gli ambienti senza muri si può, ed è anche divertente! Separazioni leggere per open space organizzati per funzioni - Leroy Merlin

L’architettura stessa suggerisce la disposizione degli arredi

A volte è proprio la forma della casa a suggerirti la soluzione migliore per progettare il tuo open space. Basta osservare: la posizione delle finestre, la presenza di balconi o uscite esterne, la forma irregolare della planimetria… tutti elementi che ti danno dritte preziose su dove sistemare gli arredi. Per dividere visivamente le diverse zone dell’open space, puoi giocare anche con i pavimenti. Se sei indeciso tra la praticità del gres porcellanato e il calore del parquet, puoi usarli entrambi: il legno nella zona living e le piastrelle in cucina. Puoi anche creare effetti decorativi: giochi di colore, cornici, pose “effetto tappeto” o percorsi che guidano lo sguardo e organizzano lo spazio in modo naturale. O ancora scegliere la piastrella Deco Art da posare sia a pavimento che a parete, tra basi e pensili. Accostare pavimenti diversi in open space, infatti, aiuta a dare ordine e carattere. Anche le pareti fanno la loro parte: con una pittura per interni puoi dare un colore deciso solo l’area della cucina, lasciando il resto più neutro — oppure scegli una palette uniforme per dare continuità. L’importante è non esagerare: mantieni una palette coerente, con due colori principali e un colore d’accento. Organizza l’arredamento studiando la pianta di casa - Leroy Merlin

L’open space prende forma con il divano al centro

Ecco un’altra idea davvero interessante: usa il divano come "muro invisibile". Posizionalo al centro della stanza, con lo schienale rivolto verso la cucina o l’ingresso e avrai subito una separazione naturale tra gli spazi. Così facendo, puoi sfruttare tutta la parete di fronte per organizzare la zona TV: un mobile basso, una libreria, con mobili componibili… tutto secondo il tuo stile. Completa l’area relax con un bel tappeto, tavolini, e pouf o cuscini da pavimento, comodissimi quando arrivano tanti ospiti. E non dimenticare la luce: l’illuminazione giusta fa davvero la differenza. Una luce più tecnica per la cucina, qualcosa di caldo e d’atmosfera in soggiorno, una sospensione con luce diretta sul tavolo da pranzo: ogni zona ha la sua personalità. Per la luce naturale, da sfruttare al massimo, invece, gioca con le tende doppie: una tenda leggera e filtrante per il giorno, abbinata a una più decorativa e coprente per la sera. Così potrai cambiare atmosfera in base al momento della giornata e all’umore. Usa il divano come elemento di separazione tra living e cucina - Leroy Merlin

Hai un open space? Stai pensando di buttare giù qualche parete per unire cucina e soggiorno? Hai trovato qualche idea che ti ispira per arredarlo al meglio? Unisciti alla Community e condividi la tua esperienza che può essere un vero spunto per chi, come te, sta cercando soluzioni pratiche e creative: potresti essere proprio tu a ispirare il prossimo progetto!

Cucina in kit DELINIA Life L 600 cm
Frontale cassetto DELINIA ID Oxford L 89.7 x  H 25.3 cm grigio opaco
Piastrella da pavimento e rivestimento interno 20 x 20 cm Sp. 8.5 mm Deco Art in gres naturale palermo intenso opaco traffico intenso (pei 4/5) R9 1.2 mq
Libreria 5 ripiani Gota L 90 x P 35 x H 180 cm nero, portata per ripiano 8 kg
AnnaZorloni
Agronoma
01/07/25-16:36(modificato il 05/07/25-17:52)

C’è un nuovo insetto che attacca le piante dei nostri parchi e giardini, si chiama Takahashia japonica ed è stata introdotta accidentalmente dai paesi asiatici (Giappone, Cina e Corea). Si tratta di una cocciniglia, la “cocciniglia dai filamenti cotonosi”, chiamata così per il suo aspetto, e si aggiunge alla lunga lista di cocciniglie cotonose che si sviluppano e prolificano sulle piante, andando ad imbrattarle e ad indebolirle, per fortuna senza conseguenze gravi. Se non conosci la Takahashia japonica, o cocciniglia dai filamenti cotonosi, leggi qui sotto: impara a riconoscerla e cosa devi fare se ne noti la presenza sulle piante del tuo giardino. Impara a riconoscere la cocciniglia dai filamenti cotonosi, Takahashia japonica – foto dell’autrice Impara a riconoscere la cocciniglia dai filamenti cotonosi, Takahashia japonica – foto dell’autrice

Takahashia japonica, la cocciniglia dai filamenti cotonosi

La prima segnalazione di questa cocciniglia in Italia è stata fatta recentemente, nel 2017, per la precisione in Lombardia, in un parco del comune di Cerro Maggiore, quindi nelle zone limitrofe, in provincia di Varese, Milano, Monza e Brianza, Como. La presenza di quest’insetto fortunatamente non provoca danni eccessivamente gravi, tuttavia va a offuscare la bellezza delle piante ornamentali nei giardini, indebolendole e arrecando sofferenza; i rametti maggiormente colpiti e imbrattati possono seccare soffocati dalla presenza della cocciniglia. La presenza di questo nuovo insetto è destinata a crescere se non opportunamente contenuto: attualmente viene monitorato dal Servizio Fitosanitario Regionale, al fine di studiarne il comportamento e contenerne l’ulteriore diffusione. La cocciniglia Takahashia japonica si sta diffondendo velocemente nelle alberature di parchi e giardini - foto dell'autrice La cocciniglia Takahashia japonica si sta diffondendo velocemente nelle alberature di parchi e giardini - foto dell'autrice

Sai riconoscere la Takahashia japonica?

Takahashia japonica (Cockerell) è una cocciniglia dall’aspetto alquanto particolare e unico. Salta subito all’occhio per il suo colore bianco candido e la consistenza morbida, cotonosa; ha una forma molto allungata, fino a 7cm, e ricurva ad anello. Raramente potrai vedere individui singoli; queste cocciniglie si sviluppano in gruppi numerosi ad avvolgere rami e parti di pianta, fino a soffocarle. La struttura voluminosa e bianca che caratterizza Takahashia japonica è l’ovisacco ceroso che si sviluppa nelle femmine adulte, e contiene migliaia di uova, dalle quali si origineranno altrettanti nuovi individui che andranno a colonizzare la pianta. I filamenti cotonosi di Takahashia japonica, allungati e ricurvi come anelli, sono inconfondibili – foto dell’autrice I filamenti cotonosi di Takahashia japonica, allungati e ricurvi come anelli, sono inconfondibili – foto dell’autrice

Su quali piante si sviluppa la Takahashia japonica?

Takahashia japonica è un insetto polifago, ovvero che vive e si nutre su diverse piante ospiti. Lo si trova preferibilmente su alberi ornamentali, nei parchi cittadini e nei giardini: su liquidambar (Liquidambar styraciflua), olmi (Ulmus spp.), su aceri (Acer pseudoplatanus), sul carpino bianco (Carpinus betulus), su gelsi (Morus alba e Morus nigra), sull’albizia (Albizia julibrissin), sull’albero di giuda (Cercis siliquastrum), sul bagolaro (Celtis australis), su corniolo (Cornus florida). A proposito, scopri quali alberi da giardino puoi scegliere per fare ombra e abbellire il tuo spazio esterno. Il Liquidambar è una delle piante ospiti preferite dalla cocciniglia Takahashia japonica – foto dell’autrice Il Liquidambar è una delle piante ospiti preferite dalla cocciniglia Takahashia japonica – foto dell’autrice

Ciclo di sviluppo della Takahashia japonica

Takahashia japonica compie una sola generazione all’anno. Sverna come allo stadio di ninfa sui rami della pianta. Terminato l’inverno, a primavera inoltrata, iniziano a comparire gli individui femminili con il loro voluminoso ovisacco pieno di uova. Le forme giovanili (neanidi) compaiono a fine primavera, dopo la schiusura delle uova, e si distribuiscono nella vegetazione, sulla pagina inferiore delle foglie, dove succhiano la linfa dalle nervature. Terminata l’estate, si spostano sui rami, pronte a svernare. Si diffonde sfruttando il vento, ma anche attraverso il trasporto di materiale vegetale infestato. I voluminosi ovisacchi di Takahashia japonica contengono migliaia di uova! – foto dell’autrice I voluminosi ovisacchi di Takahashia japonica contengono migliaia di uova! – foto dell’autrice

Quali danni compie Takahashia japonica?

I danni determinati dalla presenza di Takahashia japonica non sono considerati, per fortuna, molto gravi, tuttavia, la pianta attaccata viene indebolita e va incontro a sofferenza. Takahashia japonica, come tutte le cocciniglie, si alimenta succhiando la linfa dalla pianta ospite; inoltre, la sua presenza massiccia va ad imbrattare ampie aree di superficie della pianta, soffocandone i tessuti: i rametti e i germogli più delicati attaccati tendono a disseccare e a cadere. La Takahashia japonica può invadere ampie aree di vegetazione facendo soffrire la pianta – foto dell’autrice La Takahashia japonica può invadere ampie aree di vegetazione facendo soffrire la pianta – foto dell’autrice

Cosa fare contro la Takahashia japonica?

La lotta alla Takahashia japonica non è semplice, anche perché gli ovisacchi cerosi di questa cocciniglia sono molto persistenti e ben attaccati ai rami; resistono anche alle forti piogge. Se le piante del tuo giardino sono attaccate dalla cocciniglia filamentosa, non disperarti e procedi così:

  • agisci manualmente: è il metodo di lotta più efficace se vi sono pochi individui. Indossa un paio di guanti e ripulisci i rametti dalla cocciniglia. Puoi anche reciderli con una lieve potatura mirata, utilizzando una forbice ben affilata e ripulendone le lame subito dopo l’utilizzo.
  • Utilizza prodotti naturali a base di olii contro le forme giovanili della cocciniglia, come l'olio di lino; anche l’olio di Neem aiuta a contenerne la diffusione.
  • Sfrutta la presenza di insetti utili antagonisti di Takahashia japonica, come le coccinelle (Adalia bipunctata). Se hai altre cocciniglie sulle tue piante, leggi anche come fare ad eliminare la cocciniglia in maniera naturale. Proteggi i tuoi alberi dalla Takahashia japonica – foto dell’autrice Proteggi i tuoi alberi dalla Takahashia japonica – foto dell’autrice

Contatta il Servizio Fitosanitario della tua Regione per segnalare la presenza di Takahashia japonica nel tuo giardino e chiedere informazioni per eliminarle dalle tue piante. Leggi la guida agli insetti nocivi delle piante: come riconoscerli e combatterli. Iscriviti alla Community di Leroy Merlin per condividere la tua passione per il giardinaggio e chiedere consigli al Garden Expert! Iscriviti alla Community di Leroy Merlin per condividere la tua passione per il giardinaggio - foto Leroy Merlin Iscriviti alla Community di Leroy Merlin per condividere la tua passione per il giardinaggio - foto Leroy Merlin

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Giulio Molinari
Redattore
26/06/25-15:58(modificato il 26/06/25-16:16)

Hai un giardino, anche piccolo? Allora sappi che puoi trasformarlo in un angolo di calma e benessere con i giusti accorgimenti e ritagliare per te un luogo dove meditare, leggere, fare yoga. Realizzare un giardino zen da esterno non è difficile, ma quali sono le piante e i dettagli che non possono proprio mancare? Ho selezionato per te alcune scelte di cui vorrei parlarti:

  1. Lasciati ispirare dal Ginkgo biloba
  2. Scegli il bambù per creare ritmo e leggerezza
  3. Porta equilibrio nel verde con il tasso giapponese
  4. Aggiungi profondità al giardino con il ginepro
  5. Accendi la rinascita con il colore dell’azalea
  6. Valuta fontane e giochi d’acqua per evocare calma e movimento

Giardino Zen, tipico giapponese - Unsplash

1. Lasciati ispirare dal Ginkgo biloba

È un albero antico, sopravvissuto ai millenni, simbolo di forza e memoria: il Ginkgo biloba porta con sé un’eleganza davvero discreta e silenziosa. Le sue foglie sono a ventaglio e mutano colore con il passare delle stagioni: le sue sfumature dorate in autunno sono indimenticabili. Per quanto riguarda la coltivazione in vaso, predilige una posizione soleggiata o a mezz’ombra, ama i terreni ben drenati e resiste al freddo con sorprendente tenacia. Non può mancare nel tuo giardino zen da esterno: evoca continuità, trasformazione e radicamento. E poi il Ginkgo biloba è una pianta che racconta la bellezza del tempo: immagina di creare il tuo angolo zen per meditazione nel giardino con i passi giapponesi.

Gingko Biloba - Unsplash

2. Scegli il bambù per creare ritmo e leggerezza

Tra le piante più emblematiche del mondo zen, il bambù rappresenta la flessibilità e l’equilibrio. I suoi fusti alti e sottili si piegano senza spezzarsi, accompagnati dal suono delicato delle foglie mosse dal vento: una musica naturale che accompagna ogni momento di pausa. Per il tuo giardino, scegli una varietà non invadente, come il bambù Fargesia, perfetta anche in vaso o per creare siepi naturali. Richiede un terreno ben drenato e ombra parziale nei mesi più caldi. Cresce velocemente e crea una barriera visiva morbida, ideale per ritagliarsi un angolo di privacy, ma non dimenticare di arricchire il tuo giardino zen anche con ghiaia e sabbia.

Bambù, immancabile nell’angolo zen - Unsplash

3. Porta equilibrio nel verde con il tasso giapponese

Considera che il giardino zen è un angolo dove puoi rilassarti in qualsiasi momento della giornata e, per richiamare quei principi di benessere a contatto con la natura, ti consigliamo di valutare anche il tasso giapponese, o Taxus cuspidata, una pianta sempreverde compatta e armoniosa, spesso usata per scolpire forme precise nei giardini orientali. La sua chioma fitta e verde scuro lo rende perfetto per creare fondali discreti o bordature contenute. Ama l’ombra e il fresco, cresce lentamente e si adatta bene anche in vaso. La potatura regolare ne esalta la forma geometrica, dando struttura allo spazio senza appesantirlo.

Taxus cuspidata - Freepik

4. Aggiungi profondità al giardino con il ginepro

Robusto e poco esigente, il ginepro è una pianta che regala forme leggere e slanciate, ideali per rompere la monotonia e aggiungere movimento al verde del tuo giardino in stile giapponese. Alcune varietà, come il Juniperus squamata, hanno aghi grigio-bluastri che creano contrasti raffinati, perfetti in un contesto zen. Richiede poca manutenzione, sopporta il sole pieno e si adatta anche ai terreni più aridi. In vaso o in piena terra, scegliendo il terriccio giusto, è un’ottima soluzione per chi cerca una pianta che unisca estetica e praticità.

La bellezza del ginepro - Freepik

5. Accendi la rinascita con il colore dell’azalea

Tra le piante da esterno che fioriscono in primavera, l’azalea è quella che meglio rappresenta la rinascita. I suoi fiori, che sbocciano in tonalità dal bianco al rosa intenso, donano un tocco poetico al giardino senza spezzarne l’equilibrio. Ama i terreni acidi, l’ombra parziale e l’umidità costante, per questo si abbina perfettamente a zone vicine alle fontane o ai laghetti artificiali. Coltivata in vaso, può essere spostata in base alla stagione, mantenendo sempre viva la sua funzione decorativa.

L’eleganza dell’azalea - Freepik

6. Valuta fontane e giochi d’acqua per evocare calma e movimento

L’acqua è l’elemento che più di ogni altro richiama alla meditazione. Una fontana zen o un piccolo laghetto artificiale creano ritmo, attirano la luce e amplificano la sensazione di pace. Se hai spazio, puoi scavare una vasca e arricchirla con ghiaia, sabbia decorativa, ninfee e un buon sistema di filtraggio per mantenere l’acqua pulita: dai un’occhiata su come fare un laghetto artificiale qui, è facile con i nostri consigli. In alternativa, esistono soluzioni più compatte, come fontane da appoggio o da parete, ideali anche su un terrazzo. Accompagnale con luci soffuse, lanterne o candele per trasformare l’ambiente al calare del sole: i giochi di luce sono un classico dello stile giapponese.

L’acqua è un elemento fondamentale del giardino zen - Freepik

Il tuo personale angolo zen è pronto. Adesso non ti resta che godertelo, da solo o in compagnia. Hai bisogno di ulteriori consigli su come dare un tocco zen ai tuoi spazi? Non ti rimane che fare un salto nella nostra community. Ti aspettiamo!

Lastra di cemento in gres naturale beige L 36 x L 42 cm, spessore 20 mm
Fontana decorativa in cemento H 50 cm, 50.5 x 50.5 cm
Pompa per laghetto da giardino
CILIEGIE V.20 in vaso 20 cm
Lanterna Sisal Beige 21X35 cm in poliestere  beige H
Carlotta Lulli
Redattrice
26/06/25-09:30

Per costruire un soppalco, l’altezza minima non è il solo valore a cui devi fare attenzione. Che tipo di soppalco devi costruire? Per una soluzione d’arredo non ci sono limitazioni, diverso è il discorso quando si tratta di una struttura fissa. Indipendentemente dal fatto che abbia una destinazione abitabile o meno, ci sono sicuramente dei parametri da rispettare come dimensione e altezza minima del soppalco. Ecco cosa devi sapere assolutamente:

  1. Individua l’altezza minima da rispettare
  2. Valuta la dimensione soppalcabile
  3. Considera tutti i parametri
  4. Studia come utilizzerai lo spazio
  5. Prendi in esame i materiali a disposizione

Soppalco usato come camera da letto – Idea realizzata con Canva AI

1. Individua l’altezza minima da rispettare

Per ampliare la superficie utilizzabile di una casa dove il soffitto è alto ma non abbastanza per un secondo livello, la soluzione è adottare una struttura come il soppalco. Se si sceglie la strada diffusa di installare il soppalco da arredo, che sostanzialmente è un mobile come il classico letto sopraelevato, non servono dichiarazioni, permessi o norme da rispettare. Diversamente, quando si pensa di ampliare la superficie utilizzabile con una struttura fissa, bisogna verificare di avere l’altezza minima per soppalcare. I soppalchi fissi possono essere di due tipi: c’è il soppalco abitabile, che comporta un aumento dello spazio abitabile attraverso la costruzione di una struttura fissa, il soppalco non abitabile invece è sostanzialmente un ripostiglio che non può essere calpestabile e quindi, come un armadio a muro con porte scorrevoli, non influisce sull’aumento dello spazio abitabile. Secondo la normativa italiana, le strutture fisse che comportano interventi murari per ottenere un aumento dello spazio, con profondità superiore a 180 cm, sono soppalchi abitabili sottoposti a restrizioni.

Monolocale boho con soppalco – Idea ispirazionale realizzata con Canva AI

2. Valuta la dimensione soppalcabile

In genere, per potere costruire un soppalco l’altezza minima necessaria nella zona sottostante non può essere inferiore a 2,10 nella zona sottostante e lo stesso vale per la distanza tra pavimento finito e il soffitto. Questo significa che l’altezza minima per soppalcare è di 4,30 metri. Ci sono però parecchie eccezioni, soprattutto nelle località montane e in alcuni centri storici, dove è possibile soppalcare una stanza anche con un’altezza del soffitto inferiore. L’altezza minima per un soppalco ha una relazione stretta anche con la dimensione della superficie soppalcabile. Infatti, di norma la dimensione della struttura, esclusa la scala salvaspazio da accesso, deve essere al massimo un terzo di quella della stanza dove si vuole costruire il soppalco. Quando però si interviene in un ambiente dai soffitti alti, ovvero dove l’altezza al soffitto della parte superiore della struttura è di almeno 2,20 metri, si può tranquillamente costruire un soppalco più ampio che può arrivare a coprire la metà della superficie della stanza. Se vivi in uno spazio molto piccolo qui trovi idee su come organizzare un monolocale, magari strutturando proprio un piccolo soppalco.

Zona living con soppalco – Idea ispirazionale realizzata con Canva AI

3. Considera tutti i parametri

Prima di cominciare a progettare, bisogna consultare i Regolamenti Edilizi all'Ufficio Comunale, visto che si tratta di una normativa in continua evoluzione e che ogni territorio adotta un proprio regolamento. Superficie, circolazione dell’aria, illuminazione e altezza di un soppalco sono i parametri da verificare. Consultare le norme locale è fondamentale per sapere con certezza: quanta superficie si può soppalcare, quanta porzione bisogna lasciare aperta sul locale su cui si affaccia, qual è l’altezza minima da rispettare per un soppalco a norma di legge.

Quando il soppalco si affaccia sul locale sottostante, bisogna attrezzarlo con un parapetto a norma che deve rispettare l’altezza minima di 110 cm. Puoi utilizzare una ringhiera spaziando tra modelli in legno o in metallo, valutando persino design moderni. Ma prima di potere dare il via ai lavori per soppalcare una stanza devi consegnare il progetto realizzato da un professionista all'Ufficio Tecnico del Comune. Le altre caratteristiche da soddisfare per poter consegnare un progetto a norma di legge riguardano la superficie minima finestrata sul soppalco, che non può essere inferiore a 1/8 della superficie del locale soppalcato. Quindi, anche questa limitazione e non solo l’altezza minima condiziona l’estensione del soppalco, ricordando che la soletta del soppalco non deve ridurre la funzionalità delle superfici finestrate. A lavori terminati, bisogna presentare la documentazione all’Ufficio del Catasto, perché di fatto con l’aumento della superficie calpestabile aumenta anche la metratura dell’appartamento. Oltre al soppalco valuta 5 idee salvaspazio per il tuo monolocale: ti faranno subito rivalutare la piccola superficie a tua disposizione.

Camera da letto soppalcata – Idea ispirazionale realizzata con Canva AI

4. Studia come utilizzerai lo spazio

Può diventare una zona notte intima e raccolta, perfetta se hai soffitti alti e vuoi guadagnare una stanza in più. In questo caso, scegli un letto basso, contenitori salvaspazio e punti luce caldi come applique o strisce LED. Se invece lo usi come studio, privilegia arredi leggeri: una scrivania compatta, una sedia ergonomica e mensole a parete ti aiuteranno a mantenere ordine e funzionalità. Vuoi farne una cabina armadio? Ottimizza ogni centimetro con scaffali su misura, bastoni appendiabiti e cassetti integrati nella struttura. Per una zona relax o uno spazio hobby, gioca con tappeti, cuscini e magari una piccola libreria. Sfruttare bene gli spazi significa renderli funzionali e non solo belli da vedere. Se il soppalco non è abitabile, può diventare un angolo studio o un deposito ordinato: la chiave è progettare tutto nei minimi dettagli. Non basta? Punta su soluzioni intelligenti come lucernari o pareti in vetro. E se proprio non puoi contare sulla luce naturale, posiziona strategicamente luci da terra o da tavolo. Se stai pensando di realizzare un soppalco a vista ti suggerisco di approfondire il topic in questa guida dove troverai tante idee per arredarlo con stile.

Monolocale soppalcato – Idea ispirazionale realizzata con Canva AI

5. Prendi in esame i materiali a disposizione

Non dimenticare l’aspetto estetico: il soppalco è parte integrante della stanza, quindi deve armonizzarsi con il resto. Se ami lo stile naturale, il legno è perfetto: caldo, accogliente, facilmente personalizzabile. Richiama la balaustra e utilizzalo per mensole in legno e altri elementi d’arredo. Se invece vuoi qualcosa di moderno e leggero, punta su mensole in metallo, magari verniciato e altri dettagli industrial. Vuoi osare? Scegli colori vivaci alle pareti o finiture a contrasto per dare carattere allo spazio. L’importante è non trascurare mai la qualità: il materiale deve essere bello, sì, ma anche resistente e adatto all’uso strutturale. Qui trovi tanti consigli e tutto ciò che c’è da sapere per costruire un soppalco in legno fai da te.

Soppalco in un piccolo appartamento – Idea ispirazionale realizzata con Canva AI

Se hai dubbi e se ti servono consigli per arredare il soppalco, iscriviti alla Community e lascia un commento: sarò felice di risponderti al più presto e sono certa che anche altri utenti saranno disponibili a fornirti qualche tips aggiuntiva.

Finestra da tetto (faccia inclinata) VELUX VLT 024 1000 manuale L 90 x H 48 cm grigio antracite
Vetro sintetico ARTENS pmma trasparente 94 cm x 91 cm, Sp 4 mm
Kit prolunga balaustra FONTANOT Inox22 Wire in inox 316 L 150 cm
Scala salvaspazio dritto Oslo larghezza 58 cm, struttura in legno abete, gradini in legno abete naturale
Scala retrattile in legno grezzo, foro 60x120 cm, H 2.84 m, 12 gradini, con corrimano
Carlotta Lulli
Redattrice
25/06/25-06:17

Quando arriva la bella stagione, organizzare delle cene in terrazza o un barbecue in giardino è un vero piacere. Ma tra candele alla citronella per tenere lontani gli insetti e candele sulla tavola per creare l’atmosfera, quando la festa è finita spesso ci si trova davanti al dilemma di come togliere la cera dal pavimento. Ammettiamolo, a chi non è successo di avere un ospite maldestro che inciampa nei vasetti di terracotta o che con il suo gesticolare plateale urta la candela sul tavolo? La tovaglia tutt’al più si cambia, e anche se può essere seccante non è complicato rimuovere la cera dal pavimento, esterno o interno che sia, soprattutto se è stato cambiato da poco, magari optando per un modello di tendenza. Ti piacerebbe sapere come fare? Ti propongo 5 soluzioni efficaci:

  1. Procedi così se hai un pavimento esterno in cotto
  2. Togli la cera delle candele dal pavimento di marmo in questo modo
  3. Rimuovi la cera dal pavimento esterno in legno con questa procedura
  4. Adotta gli stessi accorgimenti del marmo per il pavimento in pietra
  5. Previeni il problema alla radice

Candela appoggiata su un rivestimento - Pixabay

1. Procedi così se hai un pavimento esterno in cotto

Sul mercato si trovano diversi prodotti che servono anche a rimuovere la cera delle candele dal pavimento esterno. Il rischio di rovinare la superficie però è dietro l’angolo. Io, prima di combinare altri guai, suggerisco sempre di cominciare dai rimedi della nonna che, bene o male, hanno sempre la loro efficacia. Nel peggiore dei casi, può non venire via tutta la cera delle candele e a quel punto potrai usare un prodotto chimico su una piccola superficie circoscritta. Quando il problema è come togliere la cera dal pavimento poroso, come nel caso del cotto, suggerisco sempre di rimuovere il grosso della cera raffreddata e solidificata con una spatola di plastica rigida. L’importante è non usare mai arnesi appuntiti o lame perché graffiano. Successivamente, il sistema migliore resta sempre usare il vaporizzatore, va benissimo ad esempio come questo modello pluriaccessoriato, con qualche foglio di carta assorbente: la cera si ammorbidisce e la carta la assorbe. In alternativa al vaporizzatore puoi adoperare un lavavetri a batteria oppure una idropulitrice. Conclusa la rimozione, dovrai pulire il pavimento con acqua e qualche goccia di alcool denaturato o disinfettante a base di acido muriatico, indossando dei guanti protettivi. Puoi usare lo stesso metodo sulle piastrelle di gres o ceramica.

Rimuovi la cera dal pavimento in modo naturale- Idea Leroy Merlin

2. Togli la cera delle candele dal pavimento di marmo in questo modo

Spesso i dubbi su come togliere la cera delle candele dal pavimento in marmo nascono perché è preziosa ma anche delicatissima. In questo caso, è importantissimo non grattare con nessun tipo di spugna abrasiva o cercare di pulire con prodotti aggressivi: possono solo rovinare in maniera irrimediabile le piastrelle. Prima di provare con il sistema a caldo, valido per il cotto, ti suggerisco di utilizzare un metodo a freddo. Di solito, sulla superficie liscia del marmo è facile rimuovere la cera dal pavimento esterno con i cubetti di ghiaccio, appoggiandoli sulla macchia per qualche minuto, cosicché la cera si indurisca quel tanto che basta per toglierla con le dita o con una spatola. A quel punto, dovrai lavare il pavimento con un detergente specifico per marmo, come ad esempio questo.

Via la cera dal pavimento in marmo o in pietra - Idea Leroy Merlin

3. Rimuovi la cera dal pavimento esterno in legno con questa procedura

Se la cera è colata sul pavimento in legno, non c’è da avere paura. Meglio evitare di pulire con i detergenti perché si rischia solo di estendere la macchia di cera. L’ideale è attendere che la cera colata sul pavimento secchi e poi applicare un cubetto di ghiaccio per un minuto o due, così da solidificarla e rimuoverla con le dita o con l’aiuto di una spatola di plastica che non graffia. Un altro sistema per togliere la cera dal pavimento esterno di legno, quando si è rappresa troppo o è molto indurita perché fa freddo, è usare il phon. Devi scaldare leggermente la cera, non troppo altrimenti si scioglie nuovamente, quel tanto che basta per staccarla con delicatezza. Una volta eliminata tutta la cera, puoi pulire il pavimento di legno con il classico detergente delicato in legno, questo va benissimo.

Scopri come rimuovere la cera dal pavimento- Ispirazione Leroy Merlin

4. Adotta gli stessi accorgimenti del marmo per il pavimento in pietra

Quanto detto per i rivestimenti in marmo, vale anche a proposito di come togliere la cera dal pavimento in pietra, tra i più di tendenza negli ultimi anni. In questo caso, in realtà, puoi optare sia per il metodo a caldo che per quello a freddo, vista la spiccata resistenza di queste piastrelle. Se però hai dei dubbi, vai sul sicuro: opta per la procedura a freddo oppure domanda al tuo rivenditore.

Prenditi cura del tuo pavimento in pietra - Leroy Merlin

5. Previeni il problema alla radice

C’è poi un modo piuttosto semplice per togliere la cera dal pavimento: evitare che raggiunga la superficie e quindi agire alla radice del problema. Come fare? Utilizzando un supporto ad hoc per la candela, anche se già presente: è perfetto ad esempio questo vaso decor in vetro trasparente, complice la superficie stabile e il design essenziale, oppure questa lanterna dal mood più moderno. Presta attenzione a dove appoggi la tua candela: anche in questo caso il ripiano dovrà essere stabile o comunque in un punto facile da pulire, così da limitare il danno. Infine, non disporla su supporti infiammabili o nelle immediate vicinanze, come quelli in carta: una situazione molto pericolosa.

Evita che la cera cada sul pavimento - Pixabay

Spero di averti aiutato a trovare il modo più congeniale per togliere la cera delle candele dal pavimento esterno, ma ti suggerisco di leggere i nostri consigli su come pulire i pavimenti porosi da esterno. Se hai ancora dei dubbi, scrivi qui le tue domande potrai contare sul supporto di un’intera Community. Personalmente sarò lieta di offrirti ulteriori consigli.

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