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Claudia M
Redattrice
14/10/22-09:21

Durante il periodo natalizio case e città sono costellate di alberi di Natale e presepi. C’è chi riserva le attenzioni solo all’allestimento dell’abete, illuminandolo e addobbandolo a festa, e chi, invece, non può assolutamente rinunciare al presepe, che nella tradizione simboleggia l’essenza del Natale. Se, in casa tua, il presepe è una presenza costante, ma quest’anno vuoi omaggiare la festa con una creazione più sontuosa, sviluppata in altezza e più definita, un presepe a più piani rappresenta la soluzione ideale per stupire i tuoi ospiti. Adottando qualche piccolo accorgimento e lasciando spazio alla fantasia e alla creatività, l’effetto finale è garantito! Scopriamo insieme come fare un presepe su più livelli, alto, maestoso e ricco di personaggi.


Il presepe simbolo della casa - Leroy Merlin

Come fare un presepe su più livelli fai-da-te

La messa in scena della Natività non ti convince? Un presepe a più piani è l’alternativa più indicata, soprattutto se sei un amante del fai-da-te. La composizione da creare è certamente complessa, ma in grado di assicurare un alto livello di realismo e di farsi apprezzare da chi guarda. Come fare un presepe su più livelli? Rispolvera le tue abilità artigianali, lascia spazio alla creatività, munisciti degli strumenti necessari e mettiti subito all’opera: per ottenere un risultato sorprendente e curato nei minimi dettagli basta davvero poco.

Parti dagli appoggi

Il punto di partenza per creare un presepe a più piani è la realizzazione degli appoggi. Se, infatti, la struttura per presepe che hai acquistato è dotata di un solo piano oppure preferisci creare una struttura a partire da zero, questo passaggio è indispensabile e richiede un pizzico di pazienza e tanta fantasia.
Gli appoggi possono essere colonne realizzate in sughero e unite tra di loro con della colla a caldo. Se opti per questa soluzione, sulle colonne appoggia ripiani via via più piccoli. La struttura del presepe avrà una forma piramidale, simile ad una montagna. Questa è solo una proposta. Tu sei libero di scegliere il materiale che più desideri: il cartone, il polistirolo e il compensato sono una valida alternativa.
Puoi anche optare per una combinazione di materiali diversi e, ad esempio, utilizzare i ripiani in legno per conferire maggiore stabilità alla struttura portante. Il polistirolo, invece, è consigliato solo se il presepe che vuoi realizzare non è di grandi dimensioni e non è destinato a reggere grandi pesi. Puoi comunque impiegarlo ai piani alti, dove il carico sarà certamente più modesto.

Costruisci le casette

Un presepe senza casette perde tutta la sua magia. Per realizzarle il consiglio è partire dallo scheletro, così che possano fare da sostegno e rimanere sempre ben salde alla costruzione. È bene che non intacchino le strutture del piano sovrastante e che siano incollate saldamente alla base. Gioca con le dimensioni così da donare un tocco di movimento all’intera scenografia e non dimenticarti di coprirle. Recupera il materiale che hai scelto di utilizzare per gli appoggi e utilizzalo per ricavare i tetti. Incollali sulle casette e il gioco è fatto! Se vuoi arricchire ancora di più l’ambientazione, crea delle scale. Ti consiglio di inserirle nel presepe in un secondo momento, quando l’allestimento sarà più definito.


I vari livelli del presepe - Leroy Merlin

Il presepe prende vita

Una volta realizzata la struttura definitiva del presepe e create le casette, puoi passare all’allestimento vero e proprio del paesaggio. Questa è la parte più divertente del progetto: lasciati guidare dalla fantasia e personalizza l’ambientazione come più desideri.

Ravviva il presepe con il colore

Per personalizzare il presepe, la prima cosa da fare è dare un tocco di colore a tutti gli elementi che avrai realizzato. Puoi scegliere tra tempere, colori ad olio e acrilici: opta per la soluzione che più preferisci (nonché per quella con cui hai più dimestichezza) e mettiti all’opera. Dagli elementi più maestosi ai dettagli più piccoli, dipingi tutto quello che pensi abbia bisogno di una nota di colore!

Decora lo scenario

A questo punto, puoi passare alla decorazione dell’ambiente. Le casette sono disposte alla giusta distanza le une dalle altre? Puoi sistemare dei rametti nelle insenature, perfetti per fare da alberi e arricchire il presepe. Rametti spogli vanno più che bene, ma se vuoi ottenere un effetto ancora più realistico, incollaci sopra del muschio, per creare folti chiome.
Spargi il muschio qui e lì per vivacizzare la scena con la vegetazione. Disponendolo in punti strategici, inoltre, potrai nascondere imperfezioni e piccoli difetti. Puoi optare per un muschio naturale o artificiale. La differenza è che quello naturale è più d’impatto! Attenzione, però, perché tende a deteriorarsi più facilmente. Crea le strade con della sabbia e dei sassolini, utilizza la carta dall’alluminio per simulare ruscelli e laghetti. In base al tuo gusto personale, puoi decorare anche il fuori scena, ad esempio creando un cielo stellato.


La decorazione del presepe - Leroy Merlin

Non dimenticarti delle luci e dei personaggi

Il presepe prenderà davvero vita quando tutto intorno sarà buio e le luci, posizionate nei punti giusti, contribuiranno a mettere in risalto la tua creazione. L’illuminazione deve essere studiata attentamente perché è l’elemento che assicura l’effetto scenografico. È indispensabile che i fili siano il più possibile nascosti alla vista: aiutandoti con del nastro adesivo, cerca di fissarli in punti poco visibili per evitare che penzolino. Il mio consiglio è creare dei piccoli intagli nelle abitazioni del presepe per far passare le luci dal retro.
Che presepe è senza personaggi? Nella scelta delle statuine da inserire all’interno della scena puoi davvero sbizzarrirti. Ti suggerisco, però, di mantenere una certa coerenza per quanto riguarda altezza, colori ed espressioni: l’effetto finale deve essere armonioso ed equilibrato. Un’altra raccomandazione: scegli solo i personaggi che servono a dare un senso all’ambientazione che avrai creato. Se, ad esempio, hai scelto di non realizzare un laghetto, la statuina della lavandaia è da evitare perché sarebbe fuori contesto. Potrai scegliere tra una vasta gamma di altri personaggi, come il falegname, il vasaio, la tessitrice, l’oste, il fornaio, i musicisti, i zampognari e i pastori.


I personaggi del presepe - Leroy Merlin

Il presepe, come già saprai, non è l’unico modo per portare il Natale tra le mura domestiche. Nell’articolo “5 oggetti irrinunciabili per creare la perfetta atmosfera natalizia” ti raccontiamo quali sono gli elementi che non possono assolutamente mancare per decorare a festa tutte le stanze della casa.

Ora che hai le idee più chiare su come fare un presepe su più livelli, metti in pratica i suggerimenti che ti ho fornito per crearne uno tutto tuo. Sono certo che la fatica verrà ripagata dallo stupore dei tuoi ospiti. Qualche passaggio non ti è chiaro o hai idee da proporre agli altri utenti della Community? Lascia un commento!

Claudia M
Redattrice
14/10/22-09:10

Le festività natalizie si avvicinano e stai già pensando a come decorare casa per stupire i tuoi ospiti? Se hai a disposizione uno spazio all’aperto (balcone, terrazzo o giardino che sia), non limitarti ad addobbare solo gli interni. L’outdoor, nonostante sia di norma poco utilizzato durante il periodo invernale, è un’occasione per sbizzarrirsi con la fantasia e rendere casa più accogliente fin dall’ingresso, oltre che parte integrante della magica atmosfera che si respira in città. Sei sei un amante del fai-da-te, puoi realizzare decorazioni fatte a mano e addobbare a festa l’esterno di casa. Sei alla ricerca di ispirazione? Ecco 8 addobbi per esterno fai da te da copiare per ricreare fuori casa la stessa atmosfera che si respira all’interno.


Addobbi per esterno fai-da-te - Leroy Merlin

Ghirlanda

La ghirlanda è uno dei simboli più diffusi delle festività natalizie. Stai pensando di realizzarne una con le tue mani per appenderla alla porta di ingresso o alla finestra? Parti dalla base: puoi utilizzare la vite naturale oppure il legno di bambù. La prima soluzione è certamente più moderna e si adatta alla perfezione al periodo natalizio. Il bambù, invece, lo consiglio se vuoi creare una ghirlanda dal look essenziale e minimale.
Una volta costruita la base, la tua ghirlanda è pronta per prendere vita. Il mio consiglio è attenerti ai classici colori natalizi, ovvero il bianco, l’oro, il rosso e il verde. Ricopri la base con degli aghi di pino artificiale e aggiungi tutti gli elementi decorativi che desideri. Le bacche rosse e le pigne non possono certamente mancare.
Anche i nastri in tessuto tipici della calda atmosfera natalizia devono assolutamente fare parte della composizione: a scacchi, tartan o con disegni tipici, scegli il motivo che più ti piace. Se vuoi dare un tocco di originalità alla tua ghirlanda, sistema sopra la base dei fiocchi realizzati con il cotone per richiamare la neve e il freddo d’inverno. In alternativa, anche della neve spray da spruzzare sulle pigne va più che bene. Sei pronto a metterti all’opera? Dai un’occhiata al tutorial “Come creare una ghirlanda natalizia fai da te” per ottenere un risultato unico e particolare.


La ghirlanda natalizia per l’esterno - Leroy Merlin

Addobbi natalizi per esterno: davanzali decorati

Le finestre si affacciano sulla strada e per stupire i passanti che scrutano da lontano la tua abitazione devi assolutamente decorarle! Le idee da copiare sono numerose: scegli quella che più ti rappresenta e che più si addice al tuo stile e vedrai che sarà facile abbellire l’esterno dei davanzali con addobbi natalizi.
Il mio consiglio? Recupera un vaso che non utilizzi più e decoralo a festa, aggiungendo palline di Natale realizzate con del polistirolo, qualche lucina e dei rami di pino. Sistemalo sul davanzale e vedrai subito accendersi la magia del Natale. Un’altra idea è creare delle piccole ghirlande (attraverso la procedura che ti ho illustrato prima), abbellendole con dei mini pacchetti regalo, piccole palline rosse e, perché no, dei peluche (gnomi, orsetti, Babbo Natale o pupazzi di neve non fa differenze: a te la scelta).


Addobbi per decorare i davanzali - Leroy Merlin

Il pupazzo di neve tra gli addobbi per esterno fai da te in giardino

Simbolo dell’inverno, il pupazzo di neve arriva nel tuo giardino e infonde nell’ambiente un’atmosfera magica e giocosa. I materiali che puoi utilizzare per realizzare un pupazzo di neve fai da te sono diversi. Se ne hai la possibilità, recupera dei pallet. Dipingili con un po’ di vernice di colore bianco e applica dei fiocchi colorati, una sciarpa invernale e tutto ciò che occorre per conferire alla composizione l’aspetto di un pupazzo di neve.
Se hai delle gomme auto da smaltire, puoi sfruttarle per creare un pupazzo di neve simpatico e diverso dal solito. Te ne bastano tre: dipingile di bianco, sistemale una sopra all’altra, aggiungi un cappello, una sciarpa, dei rametti per creare le braccia e il gioco è fatto! Un’altra idea particolare e dal sapore un po’ rustico prevede l’utilizzo della legna: aiutandoti con un coltello da intaglio realizza le finiture e tutti i dettagli che faranno prendere vita al tuo pupazzo di neve.

Renna in legno

Se sei abile nell’arte dell’intaglio, puoi utilizzare la legna per creare una bellissima renna, uno dei simboli del Natale più conosciuti al mondo. Questa soluzione è l’ideale se la tua intenzione è creare in giardino una vera e propria scenografia che sappia incantare grandi e piccini. Con gli strumenti adeguati (una motosega, una smerigliatrice angolare e poco altro), intaglia dei tronchi per realizzare il corpo, la testa e le gambe dell’animale. Non dimenticarti delle corna, che puoi creare utilizzando dei rami. Abbellisci la composizione aggiungendo un fiocco rosso intorno al collo della renna e, per un effetto ancora più realistico, crea gli occhi e aggiungi il naso rosso.

Vasi (anche sospesi)

Il tuo giardino è già decorato con dei vasi sospesi? Approfittane e riempili con le palline di Natale, qualche pigna, un agrifoglio e delle lucine. Il vaso è grande? Sistemaci dentro anche dei personaggi dal sapore natalizio. Se il progetto ti piace, ma non hai un vaso a disposizione, non ti preoccupare: puoi crearne uno con le tue mani. Libero spazio all’arte artigianale e a magnifici vasi realizzati solo in fil di ferro!

Palline di Natale e pacchi regalo giganti

Se l’idea di creare una scenografia ti piace e vuoi che il tuo giardino attiri l’attenzione di ospiti e passanti, crea delle palline di Natale giganti. Non sono richiesti particolari accorgimenti: recupera delle sfere di grandi dimensioni e decorale, lasciando libero sfogo alla fantasia! Scegli i colori che più ti piacciono: il mio consiglio è optare per un colore neutro così da applicare decorazioni vivaci e colorate. Se le palline non bastano, puoi pensare di creare anche dei pacchi regalo giganti: scatole di cartone, un po’ di carta regalo, qualche fiocco e il gioco è fatto! Naturalmente, non dimenticare di illuminare palline e pacchi regalo per metterli in risalto.


Personaggi luminosi per l’esterno - Leroy Merlin

Albero di Natale con i vasi di terracotta

Tra gli addobbi per esterno fai da te da replicare non può mancare l’Albero di Natale. Se non hai la possibilità di inserire un abete vero nel tuo giardino, puoi crearne uno finto con dei vasi di terracotta. Un’idea alternativa e semplice da realizzare: recupera tre vasi, capovolgili, dipindigili di verde aiutandoti con una bomboletta spray e decora la composizione con palline colorate e altri addobbi.

Sfere di luci e barattoli in latta

Il Natale senza luci perde tutta la sua magia. Ci sono tante idee fai-da-te da cui puoi trarre ispirazione per illuminare a festa il tuo giardino, senza spendere una fortuna. Acquista dei palloncini (quelli dei party), gonfiali e cospargili di colla vinilica. Arrotola intorno ai palloncini dello spago e lascia asciugare. Quando la colla sarà completamente asciutta, fai scoppiare i palloncini: otterrai bellissime lanterne handmade in stile rustico che potrai riempire con delle lucine per creare atmosfera.
Un’altra soluzione originale e creativa per decorare l’outdoor con le luci prevede l’utilizzo di barattoli di latta. Puoi decidere se decorarli oppure no: il mio consiglio è limitarti a praticare qualche piccolo foro, aiutandoti con un trapano, e sistemare le luci all’interno dei barattoli. L’effetto è assicurato!


Lanterne luminose e scenografiche per esterno - Leroy Merlin

Una di queste idee ti è stata d’ispirazione? Le feste si avvicinano e questo è il momento giusto per iniziare a progettare le decorazioni natalizie che animeranno il tuo spazio all’aperto durante il Natale. Se hai domande da fare o altre soluzioni da proporre, lascia un commento: sarò felice di risponderti!

EnricaCuccarese
Community Lover ❤️
13/10/22-13:06 (modificato)

Lo Shopstreaming è la nuova tendenza di fare acquisti online. In poche parole è l’evoluzione delle televendite in quanto è caratterizzato da una diretta, ma online, sulle piattaforme per l’eCommerce, e non in TV. In più, rispetto alle televendite, lo Shopstreaming, che è un’innovativa modalità di compravendita, si contraddistingue per la possibilità di comunicare, oltre che con il conducente, anche con i tuoi amici che partecipano all’evento live. Se non hai ancora provato questa modalità d’acquisto scopri come farlo con la Community di Leroy Merlin!
Shopstreaming con Leroy Merlin - Corporate

Shopstreaming: cos’è e come funziona

Immagina di poter acquistare prodotti e servizi insieme alle persone a te più care per scambiarti utili consigli e capire cos’è meglio acquistare, ma direttamente da casa. Grazie ai nuovi eventi in Live Streaming è possibile anche con l'eCommerce di Leroy Merlin!
Infatti, proprio come si intuisce dall’espressione, che è una mix di “shopping” e “live streaming” è possibile partecipare ad Eventi Live per effettuare i propri acquisti direttamente durante la visione. In pratica i conducenti passano in rassegna diversi tipi di prodotti, ma il vantaggio, se non si è sicuri di ciò che si vuole acquistare, è quello di poter interagire con le persone fidate per farsi consigliare su quello che soddisfa maggiormente i propri gusti ed esigenze.
Acquisti in live straming - Corporate

La tendenza di fare acquisti online

Tra le diverse modalità d’acquisto nate nel mondo del Social Commerce, lo Shopstreaming è quella più diffusa. Il suo successo è principalmente dovuto al periodo passato in lockdown. Tuttavia, oggi è diventato un vero e proprio trend. Ciò perchè offre la possibilità immediata di raggiungere i propri rivenditori preferiti senza correre il rischio di incappare in nuovi focolai di contagio.
Shopstreaming per acquistare divertendosi - Corporate

I vantaggi dello Shopstreaming

Il principale vantaggio dello Shopstreaming è che utilizzando questa modalità di compravendita alternativa puoi acquistare i prodotti dei tuoi desideri divertendoti con i tuoi amici. Infatti, comprare durante un evento live è molto più avvincente rispetto a selezionare i prodotti navigando da solo sull’eCommerce.

Per esempio in BBQ: che spettacolo! conduttori e consiglieri di vendita Leroy Merlin si impegnano a descrivere al meglio le caratteristiche dei prodotti presentandoli in camera. Un vero e proprio live show pensato per intrattenere tutta la Community e scoprire insieme i prodotti giusti da usare, le migliori novità, e approfittare di tantissime offerte in esclusiva per diventare esperti del barbecue. E solo in un secondo momento vendere.
Lo Shopstreaming per interagire durante l'acquisto - Corporate

Shopstreaming: da tendenza a evergreen

Il mondo dello Shopstreaming è in costante crescita. Nel 2020 secondo i dati ufficiali dell'Istat l’emergenza sanitaria ha portato al boom degli acquisti online, con una crescita delle vendite su internet del 34,6%. Inoltre, grazie a questo particolare canale di vendita si crea un rapporto di fiducia più solido con i propri clienti. Infatti, durante la diretta, oltre a scoprire articoli che non si sarebbero considerati prima, è possibile raccogliere maggiori informazioni su specifici prodotti domandando direttamente a chi conduce lo show. I consumatori sono guidati durante il processo di acquisto online e qualsiasi ostacolo è risolto in modo efficiente e veloce. Segnali evidenti che la tendenza è destinata a rimanere.
Shopstreaming con Leroy Merlin - Corporate

Ti ho convinto ad optare per l’acquisto in Shopstreaming? Se non lo hai ancora provato guarda che ti sei perso quest’estate! Durante il Summer Garden Party, un appuntamento live, è stato possibile acquistare in diretta tanti prodotti in offerta e scoprire come vivere il giardino o il terrazzo. Vivi questa nuova esperienza con Leroy Merlin e approfitta di un'infinita selezione di prodotti in offerta per vivere il giardino anche in inverno!

AnnaZorloni
Agronoma
13/10/22-09:33 (modificato)

Hai mai visto un fiore così grande aprirsi da una pianta minuta? La Stapelia gigantea, questo è il suo nome scientifico, è una pianta grassa che ogni estate stupisce per la sua fioritura: l’apertura dei suoi grossi fiori stellati non lascia certo indifferente! Non solo per il loro aspetto appariscente, ma anche per l’odore di marcio (proprio così!) che emanano! Sapevi che questa pianta viene anche detta "fiore carogna"? Come potrai immaginare non si tratta di un odore piacevole, ma serve alla pianta per attrarre gli insetti impollinatori che vi si posano pensando di trovare cibo. Probabilmente, data questa premessa, la voglia di coltivarne una pianta ti è scappata, ma se sei curiosa di vedere questo magnifico fiore e vuoi provare a coltivare una pianta di Stapelia gigantea, ecco come prendertene cura: segui i miei suggerimenti.
Leggi come coltivare e veder fiorire la tua Stapelia gigantea - foto Leroy Merlin
Leggi come coltivare e veder fiorire la tua Stapelia gigantea - foto Leroy Merlin

Conosci la Stapelia gigantea?

La Stapelia gigantea (o Stapelia nobilis), specie appartenente alla famiglia delle Apocynaceae, ha il tipico aspetto delle piante grasse: è una specie sempreverde con fusti allungati e cicciotti (spessi 3cm), eretti e riuniti in mazzetti più o meno ramificati alla base. Hanno sezione angolare e dentata e consistenza carnosa. Durante il periodo estivo, nella parte basale dei fusti compaiono singoli boccioli: la loro apertura dà origine ad un fiore a forma di stella, largo fino a 35cm, motivo per cui questa specie viene definita “gigantea”. I loro petali, lievemente pelosi e maleodoranti, sono di colore giallo ocra, attraversati da striature rosse. La loro durata è breve e rimangono aperti solo un giorno.
Fusti carnosi e fiori giganti puzzolenti, è il “fiore carogna” - foto Pixabay
Fusti carnosi e fiori giganti puzzolenti, è il “fiore carogna” - foto Pixabay

Sai perché la Stapelia viene detta “fiore carogna”?

L’odore di marcio che emanano i suoi fiori ha fatto guadagnare alla pianta il nome “fiore carogna”: è una tattica per attrarre gli insetti impollinatori, generalmente proprio la mosca carnaria che, spostandosi di fiore in fiore, ne trasporta il polline. Stapelia gigantea forma un cespo sempreverde alto e ampio circa 30cm con cui potrai riempire i vasi del tuo balcone o aiuole del giardino se vivi in un’area a clima mite anche in inverno.
La mosca carnaria, attratta dal loro odore, impollina i fiori di Stapelia - foto Leroy Merlin
La mosca carnaria, attratta dal loro odore, impollina i fiori di Stapelia - foto Leroy Merlin

Diverse specie di Stapelia

Il genere Stapelia comprende anche altre specie, tra cui la Stapelia grandiflora, che emette fiori di dimensioni più piccole (fino a 22cm di diametro) e colore rosso scuro e la Stapelia variegata (o Orbea variegata), con fiore ancora più piccolo (diametro di circa 8cm) e petali maculati di colore giallo e marrone.
Il genere Stapelia comprende anche la specie variegata - foto Pixabay
Il genere Stapelia comprende anche la specie variegata - foto Pixabay

Come si coltiva la Stapelia?

Tieni la Stapelia in un luogo soleggiato e protetto del tuo terrazzo o giardino, considerando che, come tutte le piante grasse, ha bisogno di luce e calore. Soffre le basse temperature: con valori inferiori ai 10°C dovrai proteggerla, spostando il vaso in una zona meno fredda. Se vuoi coltivare una Stapelia, ti consiglio di partire da una porzione di cespo: in primavera o estate, distacca un paio di fusticini dotati di radici da una pianta adulta (magari hai un conoscente che ne possiede una grossa pianta) e mettila in terra entro un vaso di terracotta dotato di fori basali. Utilizza un terriccio sciolto e ben drenante: crea una miscela di terra universale e sabbia grossolana, o pomice, oppure acquista terriccio specifico per piante grasse, già pronto. In breve tempo, la talea attecchirà e darà origine ad una nuova pianta.
Ottieni la tua pianta di Stapelia distaccando piccoli cespi da una pianta adulta - foto Leroy Merlin
Ottieni la tua pianta di Stapelia distaccando piccoli cespi da una pianta adulta - foto Leroy Merlin

Prenditi cura della tua Stapelia

La Stapelia non ha bisogno di essere bagnata molto, poiché ha già una buona riserva di acqua nei tessuti dei suoi fusti. Se esageri con le innaffiature, rischi di provocare lo sviluppo di marciumi! Quindi, tieni la terra sempre piuttosto asciutta, bagnandola più frequentemente ma moderatamente nelle giornate siccitose, raramente nelle giornate più fredde. L’acqua deve essere sufficiente a mantenere la pianta bella turgida. In primavera, ti consiglio di fornire un fertilizzante specifico per piante grasse (segui sempre le indicazioni in etichetta), ti aiuterà a nutrire al meglio la tua pianta e a ottenere fiori più grandi e belli!
Tieni una piantina di Stapelia nella tua collezione di piante grasse, anche quelle con forme strane e insolite: creerai un bellissimo angolo e allegre fioriture con poco sforzo e tanta soddisfazione! Condividi con noi la foto dei fiori della tua Stapelia!
Inserisci un “fiore carogna” nella tua collezione di piante grasse! - foto Leroy Merlin
Inserisci un “fiore carogna” nella tua collezione di piante grasse! - foto Leroy Merlin

elisabetta.garoni
Architetto
12/10/22-15:23 (modificato)

Le piastrelle stile metropolitana mi sono sempre piaciute e mi piaceranno sempre. Sono così convinta da averle scelte persino per i bagni di casa mia. Le trovo intramontabili e trasversali a tanti stili. Infatti, non subiscono le mode e, se anche in certi periodi vengono un po’ dimenticate, resteranno sempre un punto fisso in fatto di rivestimenti per bagno e cucina. Scopri la loro storia e le novità che hanno fatto di questo prodotto un must dell’arredamento senza tempo.

La piastrella più classica è tornata di grande attualità - Leroy Merlin

Perché si chiamano “subway tiles”?

Le subway tiles sono state usate per la prima volta nella metropolitana di New York agli inizi del ‘900: da qui deriva il loro nome “metro”. Le piastrelle originali in formato 7,5x15 cm erano bianche, lucide e diamantate, cioè con i bordi smussati. Questa svasatura è un semplice escamotage per far riflettere e valorizzare la poca luce presente nelle stazioni sotterranee. Oggi ne esistono di tanti tipi: lucide o opache, colorate, rettangolari lunghe e strette, quadrate…insomma davvero per tutti i gusti. Qual è la tua preferita?

La posa classica della piastrella metropolitana è effetto muretto con fuga nera - Leroy Merlin

In bagno e in cucina

Tra vintage ed industrial, la piastrella metro si presta a dare a bagno e cucina stile e funzionalità. La posa classica è quella effetto muretto, cioè con piastrelle sfalsate esattamente a metà. Questa posa dona alla parete un effetto decorativo geometrico sottolineato dal colore e dallo spessore della fuga: la fuga a contrasto sottolinea il motivo geometrico, se tono su tono la superficie risulta più omogenea. Altro punto a favore della piastrella metro è la facilità di pulizia, requisito indispensabile sia in bagno che in cucina.

La piastrella diamantata è intramontabile sia in cucina che in bagno – Leroy Merlin

Schemi di posa a confronto

Negli ultimi anni abbiamo visto le subway tiles tornare di gran moda, spesso utilizzate con pose inaspettate e con risultati sempre soddisfacenti. La posa a spina di pesce le rende eleganti, la posa in verticale slancia la parete con un effetto più inusuale e contemporaneo.

Idee per nuovi schemi di posa - Leroy Merlin

Versione nero lucido, superchic

Chi ama le atmosfere ricercate e gli ambienti dalla spiccata personalità predilige la piastrella Metro nero lucido, decisamente chic. Il motivo diamantato della piastrella metro n rende preziosa la superficie e dona movimento alla parete facendole acquistare profondità e tridimensionalità. Per accentuare l’effetto ti consiglio di scegliere lampade con un’illuminazione radente che esaltino queste geometrie.

La luce esalta la tridimensionalità della piastrella metropolitana diamantata – Leroy Merlin

Grigia e a spina di pesce

Le subway tiles più attuali hanno acquistato tanti colori e sono spesso proposte oltre che nelle tinte neutre dal grigio all’alabastro, anche in colori vivaci e decisi, dal rosso granato al rosa, dal pervinca al verde petrolio. Se preferisci la semplicità delle piastrelle senza smussi, puoi considerare la piastrella metropolitana piatta ed essenziale e delegare a posa e fughe il compito di decorare e dare carattere alla stanza.

Ispirazione per una parete a spine di pesce - Leroy Merlin

Stessa piastrella per tanti stili

Il bello di questa piastrella di ceramica consiste nel fatto che, ad un prezzo decisamente accessibile a tutti, permette di ottenere tanti effetti diversi giocando con geometrie di posa e colore delle stuccature adatti alle case.

Ispirazione per scegliere la subway tiles in una cucina di nature style– Leroy Merlin

Che ne pensi? Piacciono anche a te le subway tiles? Le hai scelte per la tua casa? Raccontaci nei comment

GiulioM
Community Lover ❤️
10/10/22-14:13

Hai uno spazio esterno da pavimentare e vuoi evitare a tutti i costi una posa in opera profonda? La realizzazione di un pavimento, si sa, richiede sforzi notevoli, sia in termini di budget che di mole di lavoro. Se sei alla ricerca di una soluzione versatile, i pavimenti autobloccanti sono i più indicati. Di norma utilizzati per le aree pedonali e i marciapiedi urbani, trovano largo impiego anche nell’edilizia residenziale. Assicurano grandi possibilità di personalizzazione e permettono di ottenere pavimentazioni esterne di pregio. L’effetto estetico e decorativo è garantito! Ti spiego cosa sono i pavimenti autobloccanti, quali sono i vantaggi e gli svantaggi di cui potresti beneficiare optando per questo tipo di pavimentazione e ti illustro, step by step, quale procedura seguire per realizzare una posa a regola d’arte.


La posa dei pavimenti autobloccanti per esterno - Leroy Merlin

Cosa sono i pavimenti autobloccanti?

I pavimenti autobloccanti sono formati da mattoni che vengono posati a secco sulla superficie da ricoprire. Essendo dotati di scanalature, permettono di ottenere pavimentazioni molto solide e compatte. I mattoni autobloccanti più utilizzati sono quelli in calcestruzzo. Tuttavia, sei libero di optare anche per mattoni realizzati in altro materiale, come l’argilla, il cotto e la pietra naturale.
Le finiture e i colori tra cui puoi scegliere sono numerosi. Un aspetto da non sottovalutare se desideri personalizzare il progetto in base al tuo gusto e al risultato finale che desideri ottenere. I pavimenti autobloccanti sono perfetti per realizzare velocemente pavimentazioni durevoli, resistenti alle sollecitazioni meccaniche e agli agenti atmosferici. Sono facili da pulire e non richiedono particolari attenzioni in fase di manutenzione. Inoltre, grazie alle caratteristiche che possiedono, possono essere posati in autonomia.

Pavimenti autobloccanti per esterno: pro e contro

Valutare con attenzione i vantaggi e gli svantaggi legati alla realizzazione di un pavimento autobloccante per esterno è il punto di partenza per capire se una simile soluzione si addice alle tue esigenze e aspettative. Tra i pro dei pavimenti autobloccanti è possibile menzionare:

  • ampia possibilità di personalizzazione: l’ampia selezione di mattoni tra cui puoi scegliere - distinguibili per materiale, forma e colore - ti consente di personalizzare il progetto nei minimi dettagli per adattarlo al contesto in cui scegli di inserire il pavimento;
  • tempi brevi di asciugatura o stagionatura: puoi transitare sui pavimenti autobloccanti subito dopo la posa. Non è necessario, infatti, che tu attenda i tempi tecnici di asciugatura o stagionatura;
  • bassa manutenzione e facilità di pulizia;
  • economicità: se scegli di realizzare un pavimento autobloccante, i costi da affrontare saranno molto più contenuti rispetto alla spesa richiesta per la realizzazione di altre tipologie di pavimento, per quanto riguarda sia l’acquisto dei mattoni che la manodopera;
  • resistenza e durevolezza: i pavimenti autobloccanti sono resistenti alla compressione e allo stress, all’azione degli agenti atmosferici e alla formazione di ristagni d’acqua e pozzanghere;
  • facilità di posa: puoi realizzare un pavimento autobloccante anche in autonomia grazie alla facilità di posa. La procedura da seguire è abbastanza semplice e non richiede l’intervento di esperti del settore;
  • facilità di rimozione: essendo facili da posare, i pavimenti autobloccanti sono anche facili da riposizionare. Se, ad esempio, dovessi aver bisogno di riparare le tubature, potrai eseguire tutti gli interventi necessari nel sottosuolo, senza preoccupazioni. Sarà sufficiente rimuovere i singoli mattoni e riposizionarli al termine dei lavori.

Invece, i contro, che possono essere associati alla realizzazione di un pavimento autobloccante e che è bene che tu conosca per fare una scelta consapevole sono principalmente due. Innanzitutto, è possibile che tra le giunture dei mattoni crescano muschi e forme di vegetazione spontanea. Se, inoltre, durante i lavori, non realizzi il sottofondo nel modo corretto, trattandosi di un pavimento che non è autoportante, potresti causare la creazione di dissesti tra i mattoni, soprattutto nelle zone sottoposte ad intense sollecitazioni meccaniche.


I vantaggi dei pavimenti autobloccanti - Leroy Merlin

Come eseguire la posa dei pavimenti autobloccanti

Il punto di forza dei pavimenti autobloccanti, come avrai avuto modo di intuire, è la facilità di posa. Quest’ultima, infatti, puoi eseguirla anche in autonomia: è sufficiente adottare qualche piccolo accorgimento e munirti di tutto l’occorrente necessario. Scopriamo quali sono gli strumenti che occorrono e qual è la procedura da seguire per ottenere un risultato ottimale e all’altezza delle tue aspettative.

Gli strumenti necessari

Se scegli di cimentarti nella realizzazione fai-da-te di un pavimento autobloccante, è bene che tu abbia a portata di mano:

Non possono mancare, poi, un flessometro, una matita, una vanga, una pala, una cazzuola, una carriola, un rastrello, una scopa, una stadia, una mazzetta di gomma, una smerigliatrice angolare, una tavola di legno e un tubo di irrigazione. La sicurezza durante i lavori è fondamentale! Pertanto, ti consiglio di indossare ginocchiere, guanti da cantiere, occhiali di protezione, respiratore e inserti auricolari.


Gli strumenti per la posa dei pavimenti autobloccanti - Leroy Merlin

La procedura step by step

La procedura che devi seguire per realizzare un pavimento autobloccante si compone di 6 passaggi fondamentali:

  • suolo di fondazione: per ottenere un pavimento autobloccante per esterno solido e compatto parti dalla realizzazione del suolo sul quale dovrai posare la pavimentazione. Solitamente costituito da terreno spianato e compattato attraverso opportune macchine operatrici, il suolo di fondazione è bene abbia una pendenza del 2% per garantire un adeguato drenaggio dell’acqua;
  • cordoli: realizzare i cordoli è fondamentale per contenere i mattoni e bloccarli, così che non possano muoversi autonomamente. Fissa i cordoli a terra con il cemento. Quest’ultimo, una volta interrato, risulterà invisibile;
  • massicciata: la massicciata è uno strato di pietrisco di almeno 30 cm. Ti consiglio di disporre i pezzi più grossi a contatto con il suolo e quelli più fini al di sopra di essi. Sulla massicciata, adeguatamente pianeggiata e compattata, disponi un telo in polietilene per separarla dallo strato di allettamento superiore. Il telo, infatti, in caso di pioggia, impedirà all’acqua di raggiungere la massicciata;
  • strato di allettamento: per creare lo strato di allettamento utilizza della sabbia umida. Lo spessore consigliato è di minimo 3 cm. Attenzione: tieni in considerazione un possibile calo di sabbia di circa il 20% a pavimentazione ultimata. Distribuisci la sabbia con una pala e per aiutarti ti suggerisco di utilizzare due guide (pali o travi). In caso di vuoti, riempili aggiungendo della sabbia con la cazzuola;
  • posa dei mattoni: dopo aver rimosso le guide, procedi con la posa dei mattoni. Appoggiati su una tavola di legno per muoverti sulla sabbia senza modificare la superficie. La posa in opera deve essere effettuata manualmente, aiutandoti con una livella per verificare la pendenza. Disponi i mattoni in modo distanziato e secondo le caratteristiche del disegno prefissato che desideri realizzare. Disposti ii mattoni sfalsati, una volta creata la prima fila, taglia un mattone a metà per iniziare quella successiva, aiutandoti con una smerigliatrice angolare;
  • riempimento dei giunti: questa operazione è meticolosa e molto importante per la buona riuscita della pavimentazione. Con una scopa, spargi sul pavimento autobloccante della sabbia al fine di intasare i giunti. In questo modo, distribuirai i carichi in modo uniforme.


La corretta posa dei pavimenti autobloccanti - Leroy Merlin

Ti ho convinto ad optare per la realizzazione di un pavimento autobloccante? Come avrai notato, gli step sono facili da eseguire. Con gli strumenti giusti, qualche piccolo accorgimento e un po’ di pazienza potrai ottenere un risultato finale sorprendente! Rimboccati le maniche e, intanto, se ci sono aspetti che desideri approfondire, lascia un commento: sarò felice di risponderti.

Claudia M
Redattrice
10/10/22-13:58 (modificato)

Stai pensando di inserire delle piante da bagno nella tua casa? Si tratta indubbiamente di una buona idea, non a caso era di moda negli anni Settanta ed è tornata negli ultimi anni fortemente alle ribalta. A patto di scegliere le piante giuste! Ecco per te 10 piante da bagno adatte anche a contesti come quelli che in cui la luce è scarsa o è presente un’umidità elevata. Le abbiamo suddivise a seconda che il bagno sia poco luminoso oppure piuttosto umido.
Le migliori piante per bagno poco luminoso sono:

  • Aloe
  • Bambù
  • Felce
  • Menta
  • Begonia

    Le migliori piante da bagno - Leroy Merlin

Piante per bagno poco luminoso

Il verde è il colore delle piante, e si sa, un angolo green rilassa in ogni stanza, ancora di più quando c’è poca luminosità come nel caso di un bagno senza finestra.
Le piante per bagno poco luminoso da preferire sono quelle tropicali sempreverdi, dal momento che presentano scarse esigenze dal punto di vista dell’illuminazione. Si prestano a essere abbinate ai molteplici rivestimenti del bagno, inclusi i mosaici, che rendono ancora più gradevoli dal punto di vista estetico.
Se poi fosse presente una finestra, potrai optare anche per piante che regalano fioriture memorabili. In ogni caso, sapranno fare compagnia con discrezione, risultando semplici dal punto di vista delle cure persino per chi ha un pollice non tanto verde! Ecco di seguito 5 piante che sono una vera e propria sicurezza per quei bagni che hanno poca luce naturale.


Piante per un bagno poco luminoso - Leroy Merlin FR

Aloe

Tra le piante da bagno più versatili e belle c’è indubbiamente l’aloe, particolarmente apprezzata per gli innumerevoli benefici che offre per la salute e adoperata anche a scopo ornamentale. Originaria delle parti più calde dell’Africa, l’aloe è abituata a vivere in luoghi in cui le piogge sono scarse. Si trova bene in un bagno poco luminoso e allo stesso tempo riesce ad assorbire l’umidità, con il vantaggio di richiedere poca acqua. È una pianta che difficilmente si rovina. È molto diffusa nel Mediterraneo e si adatta con facilità a qualsiasi tipo di contesto.

Bambù

Stai sognando un bagno verde, raffinato ed eco-friendly? Il bambù è la pianta ideale. Utilizzato da sempre in Oriente, sono diversi gli interior design che lo prediligono per decorare molteplici stanze, bagno incluso. Non richiede particolari cure ed è sufficiente per il suo mantenimento annaffiarlo ogni tanto: il grosso del nutrimento lo otterrà dal vapore acqueo che si forma naturalmente in bagno. Il bambù si presta a essere ulteriormente valorizzato adoperando vasi in vetro colorato, realizzati in colori e formati diversi, così da abbinarsi con qualsiasi stile.

Felce

Impossibile non pensare a una pianta come la felce quando si tratta di arredare una stanza poco illuminata. Una delle migliori piante per bagno poco luminoso, dal momento che riesce a crescere e svilupparsi anche in condizioni in cui la luce è filtrata e l’umidità risulta piuttosto elevata. La felce è particolarmente bella da vedere, per non dire spettacolare. Presenta, tuttavia, un elemento a cui dovrai necessariamente prestare attenzione: non ama le temperature troppo elevate e l’aria troppo secca.

Menta

Chi l’ha detto che le piante aromatiche stanno bene solo in giardino o in cucina? Sono perfette, come nel caso della menta, anche all’interno della casa, bagno incluso. La menta è una pianta erbacea perenne che, oltre ad assorbire al meglio l’umidità e a riuscire a svilupparsi con poca luce, emana un gradevole odore. Ogni volta che entrerai in bagno ti sembrerà di essere in una sauna, in un’atmosfera che invita subito al relax.

Begonia

La begonia è una pianta che si trova in molteplici varietà. Alcune sono particolarmente interessanti per un bagno poco luminoso, come nel caso della begonia rex, mentre altre risultano piuttosto valide quando la luce è maggiore. La begonia non richiede molta acqua, anzi: potrai annaffiarla solo quando il terreno sarà perfettamente asciutto.


Piante in vaso per il bagno - Leroy Merlin FR

Piante per bagno che assorbono l’umidità

Il bagno è tendente, per il suo uso e per le sue caratteristiche, a sviluppare stati di umidità. Le piante da bagno che assorbono l’umidità, e quelle che abbiamo elencato in precedenza lo sono tutte, permettono di tenere l’aria più pulita e persino di aiutare a contrastare la formazione della condensa sulle pareti.
Il risultato che si otterrà con queste piante da bagno permetterà sia di contenere e persino di risolvere un problema non semplice da gestire come quello dell’umidità in bagno, donando un tocco decor unico e spensierato, ancora di più se lo spazio è ridotto.
Tra le piante da bagno in grado di assorbire l’umidità in maniera ottimale ti segnaliamo:

  • Orchidea
  • Pothos
  • Filodendro
  • Aspidistra
  • Sanseveria

Orchidea

L’orchidea rappresenta una delle soluzioni più utilizzate per decorare gli ambienti, essendo bella, colorata, con fiori in grado di regalare sfumature uniche e sempre diverse. È tra le piante da bagno più indicate nel caso la stanza presenti una particolare umidità, a patto che non sia mai troppo fredda: l’orchidea ama il caldo e richiede tanta luce. Per renderla ancora più bella andrà valorizzata attraverso un vaso specifico, che si trova declinato in mille modelli e tonalità cromatiche differenti, adatti a ospitare anche più orchidee. Renderà più semplice anche innaffiarla.

Pothos

Il pothos è una pianta da bagno che presenta un potere fortemente decorativo. Allo stesso tempo è molto versatile e resistente, ama l’umidità e si presta ad essere posizionato in alto, anche sopra la doccia o gli altri mobili del bagno. Il pothos vuole la luce, ma mai diretta. È tra le piante da bagno che assorbono l’umidità più efficacemente, risultando sempre rigoglioso.

Filodendro

Il filodendro è una pianta originaria dell’America Latina, dove si trova in particolare in Brasile e in Colombia. È tra le piante da bagno che preferisce una luce, a patto che non arrivi in maniera diretta. Abituato a climi molto umidi, riesce ad assorbire perfettamente l’umidità, di cui si nutre. Tanto che richiede di essere innaffiato una sola volta a settimana.

Aspidistra

Stai cercando tra le piante da bagno una capace anche di resistere al tuo scarso pollice verde? L’aspidistra è un’eccellente candidata, non a caso è nota come “pianta di piombo”, proprio in virtù della sua innata resistenza. Saprà regalarti emozioni sorprendenti, crescendo in maniera incredibile anche in un bagno molto umido e poco luminoso. Un’idea decor in grado di garantire la giusta regolazione dell’umidità.

Sanseveria

Il nostro viaggio tra le piante da bagno si conclude con la sanseveria, una pianta che si sviluppa in larghezza, motivo per cui sarà bene contenerla con vasi dalle dimensioni adeguate. La sanseveria ama la luce, sia quella intensa ma anche moderata: si presta, quindi, anche a un bagno poco luminoso. E apprezza l’umidità! Una pianta semplicemente perfetta per il bagno.


Le piante che assorbono l’umidità in bagno

Sono riuscita a ispirarti? Hai trovato la pianta adatta per il tuo bagno? Scrivilo qui nei commenti e se hai qualche domanda o esigenza particolare, sarò ben felice di aiutarti.

Claudia M
Redattrice
10/10/22-13:46 (modificato il 08/03/24-15:13)

La potatura delle rose è un’operazione importante per garantire non solo la fioritura ottimale della pianta, ma anche per preservare la sua salute. Questi fiori rendono più belli i nostri giardini e si trovano spesso nei vigneti, in cui vengono piantate in cima al filare, perché risultano utili per segnalare l’eventuale presenza di malattie prima del loro dilagare nella vigna. Per potersene prendere cura e garantire il benessere è importante conoscere i criteri per sfoltirle e cimarle e leggendo questo approfondimento diventerai un pro del giardinaggio, sapendo esattamente come curare i tuoi arbusti. Ecco le 5 regole che dovresti seguire per non sbagliare:

  1. Fai la potatura in base alla varietà delle rose
  2. Procedi nel periodo migliore
  3. Come potare le rose in autunno e inverno
  4. Come potare le rose in primavera ed estate
  5. Come potare le rose rampicanti


La potatura delle rose - Corporate

1. Fai la potatura in base alla varietà delle rose

Le rose sono tra i fiori più belli e scenografici per decorare giardini, parchi e balconi: guardandoti intorno ti sarai accorto delle tantissime tipologie differenti che si possono trovare. Sai quante sono le varietà presenti nel mondo? Circa 3.000 e ognuna richiede una tecnica di potatura adeguata. Possono essere rampicanti, a cespuglio, da siepe, ad alberello, a fiori grandi oppure piccoli, antiche, ibride e via dicendo. Si trovano raggruppate secondo tre tipologie principali:

  • Rose a cespuglio. La potatura più indicata in questo caso è quella di diradamento, funzionale all’eliminazione dei rami in eccesso. Come mai? Perché favorisce la crescita di quelli più robusti. In questo caso è importantissimo prestare particolare attenzione al terriccio.
  • Rose miniatura. Sono ampiamente diffuse presso le abitazioni che vedono metrature ridotte, dal momento che si prestano a essere inserite in spazi anche di piccole dimensioni. La potatura va realizzata così da preservare la struttura della pianta e la sua bellezza particolare. Sono da togliere, quindi, solo i rametti vecchi e quelli secchi. Ricorda: le rose miniatura prediligono un concime di tipo liquido per adattarsi al meglio al terreno.
  • Rose a portamento arbustivo e sarmentose. Diversamente dalle precedenti, hanno come caratteristica principale quella di svilupparsi verso l’alto. È quindi importante che la potatura venga conseguita attraverso una tecnica specifica, nota con il nome di cimatura. In questo modo, ovvero eliminando l’apice della pianta, si riesce a far sì che si sviluppino di più i tralci laterali; anche la fioritura sarà abbondante.


Cespuglio di rose - Corporate

2. Procedi nel periodo migliore

Il periodo ideale per la potatura rose, come abbiamo accennato, dipende dalla varietà e dal mese di fioritura. Alcune tipologie, come quelle a cespuglio, vanno sfoltiteverso la fine dell’inverno: l’ideale sarebbe a partire dalla metà di febbraio fino all’inizio di marzo, ovvero quando compaiono i primi segnali della primavera.
Se però il cespuglio è particolarmente voluminoso, è da preferire un intervento grossolano in autunno, quando sono ormai cadute le foglie, così da poter accorciare circa il 40-50% dei rami.
È importante tenere a mente che la cura non si esaurisce con la fase di potatura. Appare essenziale effettuare la pulitura tutto l’anno, eliminando le parti secche, deboli e appassite della pianta, senza però esagerare con tagli importanti che devono essere riservati a periodi appositi.
Risulta fondamentale dotarsi di piccoli attrezzi per l’orto e il giardinaggio: l’ideale per tenere in ordine non solo l’arbusto ma anche il terreno circostante.
Ti consiglio anche di prestare attenzione alle fasi lunari, attivandoti soprattutto quando la luna è calante, meglio ancora dopo pochi giorni dalla luna piena: in questo modo riuscirai a ridurre il rischio di attacchi parassitari e del verificarsi di condizioni di marciume.
Diversamente, anticipando o ritardando troppo l’operazione, sarà più probabile arrecare dei danni alla pianta, in quanto il clima umido porta di per sé una maggiore dispersione della linfa vitale.


La potatura delle rose - Corporate

3.Come potare le rose in autunno e inverno

L’autunno-inverno è il periodo ottimale per la potatura di quelle rose che vedono la comparsa delle prime gemme. Attenzione però, questa fase varia a seconda del luogo e per questo motivo alcune varietà possono richiedere un’attesa fino a novembre o talvolta dicembre.
In caso di clima temperato, è importantissimo anticiparla, in modo da evitare che la pianta possa aver già ripreso la sua attività vegetativa: il pericolo, in questo caso, è quello di compromettere la fioritura.
Questa soluzione interessa soprattutto le piante a cespuglio, per le quali andrà fatto un taglio netto di poco superiore ai 45°: si parte eliminando i rami morti, danneggiati e secchi, mentre successivamente si può intervenire anche sulla struttura della pianta, sempre stando attenti a non recidere le gemme nuove.


Gli attrezzi per la potatura delle rose - Corporate

4. Come potare le rose in primavera ed estate

La fioritura delle rose estive finisce in genere verso giugno, con l’eccezione delle varietà più moderne per le quali è prevista una seconda fioritura a fine estate: in questo caso è preferibile attendere l’inizio dell’autunno.
La potatura estiva interessa soprattutto quelle che hanno fiori grandi. La stagione calda presenta un vantaggio: le piogge sono meno intense e si possono prevenire le malattie dovute a un eccesso di rovesci.
Quella primaverile consente l’eliminazione delle parti colpite dal gelo, ottenendo una struttura più armonica. In questo periodo si possono eliminare gli eventuali polloni che si sono sviluppati alla base, riducendo alla radice la probabilità di ricomparsa. Attenzione però: salvo rari casi, in primavera viene solitamente evitata e rimandata, preferendo piuttosto l’applicazione di insetticidi, visto il maggiore proliferare di questi animali, diversi dei quali sono nocivi.


I prodotti da utilizzare durante la potatura - Corporate

5. Come potare le rose rampicanti

Le rose rampicanti sono una tra le varietà più amate: sono generalmente perenni e presentano bellissimi fiori di diverse tonalità.
Per fare una potatura a regola d’arte è essenziale dotarsi della giusta attrezzatura, a cominciare dai guanti da giardinaggio preferendo quelli protettivi, impermeabili e capaci di resistere all’azione forte delle spine.
In aggiunta è importante acquistare forbici e cesoie specifiche, insieme a terriccio, concime, insetticidi e piccoli attrezzi tra cui un trapiantatoio e un piantatoio manuale. Risultano particolarmente utili nel caso delle rampicanti che necessitano una rimozione dei fusti troppo legnosi e allo stesso tempo siano curate tutte le parti della pianta.
È indispensabile distribuire e legare i rami a ventaglio: in questo modo si riuscirà a mettere la rosa nelle condizioni ottimali per produrre fiori. Attenzione al mantenimento che coinvolge circa il 40% della vegetazione e vede l'accorciamento a tre gemme di quelli laterali che mostrano i segni di fioritura. Il periodo ideale
per l’operazione va da settembre a ottobre.


La potatura delle rose rampicanti - Corporate

Perché la potatura è importante per il benessere delle piante

La potatura delle rose è la soluzione ottimale per stimolare la pianta e favorire la fioritura, sia dal punto di vista della quantità che della qualità. La tecnica permette di evitare una crescita eccessiva o uno sviluppo scorretto.
Questi esemplari fioriscono sempre in prossimità dei rami nuovi: per questo si rivela essenziale accorciare ed eliminare quelli vecchi e secchi attraverso cesoie e forbici specifiche per la potatura, perché stimolando la crescita di un ramo si ottiene un fiore nuovo.
Pertanto, nelle varietà tendenti a una scarsa fioritura andrebbe sempre effettuata in seguito al suo verificarsi, in questo caso si consiglia di spuntare le parti secche così da permettergli di rifiorire.
Se si sbaglia, poco male: si tratta di una pianta gentile e generosa, capace di ripagare con tutta la bellezza per cui è amata dai tempi più antichi!

Rosa rampicante

Vuoi saperene di più sulla potatura delle rose? Leggi anche “I consigli indispensabili per potare le rose”. Se hai dubbi o domande, condividili con la Community. Sarò felice di aiutarti!